Una lotta disperata…

Ricevo e pubblico

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Buonasera, sono per caso finito nel vostro sito seguendo un link di MetroMaschile mi pare…

Chissà se leggerà un uomo o una donna, se sei una donna almeno non pensare sia un maschilista anch’io perché oltre ad essere la solita stronzata banale a cui ormai non sapete fare più nient’altro che appellarvi a quello, ti giuro che non è assolutamente così …capitooooooo?????

Sono un Ragazzo di 28 anni (quindi anche io ho ahimè il peccato originale di essere nato tale e quindi considerato colpevole a priori).

Volevo solo dirvi, per quanto sia inutile,  che purtroppo è tutto vero,  è in atto da decenni una demonizzazione della figura maschile, perché la donna capisce che in quel modo tutto le sarà dato sempre più…

Tantissimi esempi (come gli ingressi gratis e sconti per loro, la colpevolezza dell’intero genere maschile ad ogni atto di cronaca nera fatto da un maschio) sono per me sempre causa di enorme sofferenza e autosvalutazione, sono stato in cura anni e anni da psicologi e psichiatri anche per questi motivi, ma ancora non riesco a percepire anche solo minimamente un tocco di amore da parte loro verso il nostro genere…  quando l’uomo invece è sempre dietro a fare l’esatto opposto (mitizzarle, glorificarle, sacrificarsi per loro)…

Il clima c’è e si sente, pur volendo far passare noi che odiamo loro come con libri tipo “Uomini che odiano le donne” (che non ho letto anche per non soffrirne ed essere turbato, ma comunque ipotizzo già il titolo cosa parli… certo perché comunque allora non ne scriviamo uno anche al contrario però ???)

Ovviamente a tutte queste mie parole… non si viene creduti in buona fede e pensando che in realtà ho solo buone intenzioni e il sogno di un vero mondo con una vera parità fra le visioni dei sessi!… si arriverà chiaramente alla solita banale, superficiale conclusione… sia da uomini (alcuni) sia ovviamente dalle donne di essere maschilisti e sessisti, quando in realtà io per primo ci ho sempre solo sbavato dietro fino dalle scuole Elementari, quando le vedevo in classe o ancora per strada mi muoio dentro per la dolcezza che mi esprimono e l’amore che quasi automatico mi verrebbe voglia di far vedere per  loro (anche se sapendo appunto come pensano di noi e come fanno… non faccio altro che guardarle purtroppo forzatamente in cagnesco e con gli occhi un po’ cattivi, anche se dentro di me ci muoio e non vorrei… ma veramente non riesco almeno a far vedere amore per chi non ne ha certo per me o il mio genere…).

(Ovviamente non generalizzo, è per far capire) le mie critiche non sono mai alle loro azioni ma sempre solo alle loro dichiarazioni, stufo stufo e arcistufo di dover soffrire dentro di me tutte le volte che… apro un giornale… accendo la tv.. accendo la radio… internet e i post delle varie Ragazzine/Ragazze  su facebook dove ad esempio scrivono che non capiamo un cazzo, che per stare insieme ad un uomo ci vuole la stupidità ecc…

Domani mi devono operare al setto nasale… sinceramente a volte penso che sarebbe meglio rimanessi sotto i ferri piuttosto che vivere in un mondo che mi odia così tanto!…

Se una volta era giusto il “buono” femminismo, non l’ho mai messo in dubbio, ma:

1°) le cose sono cambiate abbastanza direi!!! (anzi ora moltissimi  privilegi sono per le donne!)

2°) per quanto si vorrà ancora andare avanti così??? io sono nato nel 1981!,  non nel 1950… e le nuove generazioni che colpa hanno? che colpa abbiamo?

3°) tanto purtroppo non cambierà secondo me molto… il mio è più che altro uno sfogo per la mia ormai spesso inutile esistenza piena di fallimenti, e per questione di principio e di vere credenze che ho, mi tiro la zappa sui piedi da solo benissimo senza problemi!… ormai purtroppo la società, l’immagine sociale, tutto è dalla loro parte… e questo ovviamente contribuisce al mio sentirmi in uno stato oltre che depressivo di forte rabbia e amareggiato per una sensazione di essere venuto tradito da chi da piccolo mi ha fatto credere che ero anche io come tutti gli  altri… che mi avessero detto almeno fin dall’inizio che non potevo essere del valore delle donne essendo nato da maschio una volta diventato adulto… perché purtroppo gli anni passano… se da bambini si è ritenuti uguali alle femmine ora sto per arrivare ad un età dove a priori sarò visto in un modo meno ingenuo e innocente rispetto a loro, e questo aumenta sempre più il mio sentirmi tradito a priori da questo mondo in generale…

Ci sono cascato anche io a definirle Superiori o a volerle aumentare di valore nel passato (quando invece loro fanno l’esatto contrario… e continua a far male)… finquanto una volta cresciuto un po’ non mi accorsi che da loro tutti i santi giorni non veniva altro che… l’esatto contrario verso il mio genere che ahimè purtroppo, volente o meno ne faccio parte anche io!!!

Forse avrei anche continuato a ritenerle così (anche solo perché mi piace far contente se posso le persone con complimenti soprattutto se del sesso opposto… come dovrebbero fare le donne con noi penso)… se non ci fossero state troppe, troppe e ancora oggi troppe volte trafiletti e messaggi profemminismo che ovviamente non ritengo giusto come non ritengo giusta nessuna forma di prevaricazione su altri generi (se il razzismo è  proibito perché le donne possono esserlo con gli uomini??? me lo potete dire per favore???).

Una lotta disperata… partiamo dalla posizione del “cattivo…” come fosse un film… peccato che la vita non sia un film!!! ognuno è un mondo.


Come potremo in questa maniera, in quest’epoca con i media così di parte cambiare le cose???

Auguri e Saluti, sperando che magari questa lettera venga  vista da qualcuno o qualcuna però veramente intelligente che possa prender spunto per farla leggere o sentire su qualche media e cominciare a voler portare finalmente il dibattito alla gente comune e cercare di voler cambiare la società poco a poco creando magari  organizzazioni statali o simili assolutamente fatte da persone di entrambe  i sessi, di mentalità aperta, senza preconcetti, e che abbiano studiato la materia per poter indirizzare gli stati e la società dando indicazioni giuste di modelli veri e giusti ai media, non come vogliono proporci da decenni a questa parte cristo santo!!! (ma finché si continueranno a vedere programmi come il GF o vedere le veline sculettare davanti ad Ezio Greggio e Iacchetti… purtroppo poco cambierà per me!!!).

😦

(Anonimo – 13 aprile 2010)

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8 Responses to Una lotta disperata…

  1. Silver ha detto:

    Riguardo alla storiella delle femmine “più fantasiose a letto” (una barzelletta…), riporto un post pubblicato nel primo forum sulla QM e risalente al 2006.
    ——————————

    Allora, come si è già detto nell’altra discussione, non si capisce per quale motivo dovrebbe esistere e proliferare, in misura tanto crescente e diffusa proprio ai nostri giorni, il fenomeno della prostituzione al quale si rivolgono milioni di uomini e non uno sparuto drappello di “sfigati”.
    Ma questo è esattamente il punto: se nell’altro topic abbiamo portato argomenti di carattere “socio – culturale”, nel senso che alcuni di noi hanno cercato di mettere in luce il carattere oggettivo di questa diversità ormonale attraverso l’analisi del fenomeno prostituzione, in questa discussione è il carattere soggettivo della questione che si vorrebbe illuminare con un confronto aperto tra le differenti esperienze personali.
    In altre parole, si tratta di capire cosa si intende per “donna vogliosa” o “arrapata”, per “sesso soddisfacente”, se ci sia un’effettiva coerenza di comportamento nell’andare in giro smutandata ed esserlo effettivamente anche a letto e, insomma, se tanti uomini non si ritengano soddisfatti per il solo ed unico fatto che oggi tante donne la danno molto più facilmente che in passato; bisogna anche vedere come la danno, non solo se…..
    Intendiamoci, nella mia variegata esperienza personale, anch’io ho incontrato tante donne che non si sono fatte alcun problema, ad esempio, a prodigarsi in generosi rapporti orali o che si siano prestate ad altri giochi di piacere assecondando le mie richieste e le mie fantasie.
    Ma il problema è che io ho spesso avvertito che quella loro partecipazione era, in un certo senso, “esterna” al fatto erotico, nel senso che ciò che facevano non corrispondeva ad una loro “voglia” effettiva, bensì ad un compiacimento della mia. Il minimo che ti puoi aspettare da una donna che si mette in mostra con minigonne, perizoma, tacchi alti, scollature profonde, trucco, trasparenze e tutti gli altri strumenti di seduzione erotica che sappiamo, richiamando in modo così pronunciato l’attenzione sul proprio corpo, è che quella sia la “troia” sperata che non aspetta altro che di farsi mettere le mani addosso e di prestarsi ai giochi di piacere più sfrenati e disinibiti.
    Invece, quantomeno nella mia esperienza, la stragrande maggioranza di loro si rivela, oltre che piena di inibizioni di ogni genere (….non toccarmi lì, no così no, questo non mi va, quest’altro non l’ho mai fatto etc.), soprattutto desiderose di conferme affettive e sentimentali piuttosto che di piacere fisico.
    Quelle fantasie erotiche alle quali pure partecipano svolgendo il compito con diligenza priva di fantasia, non sono le loro; sono le mie. La maggior parte delle donne alle quali ho chiesto, esplicitamente, quali fossero le loro fantasie sessuali, alle quali mi sarei prestato ben volentieri per realizzarle, non mi ha semplicemente saputo rispondere perché non ne avevano.
    L’unica costante è, però, il sistematico richiamo all’aspetto sentimentale; il prevalente interesse femminile, che io ho riscontrato, è verso il romanticismo della situazione, i cuoricini rosa che sbocciano tra sospiri, caldi e stretti abbracci, tante coccole, magari tra un pupazzo di pelouche e parole d’amore da ascoltare con aria trasognata.
    Che questi atteggiamenti fossero del tutto legittimi e coerenti sino ad epoche ottocentesche e pre – femministe lo posso capire ed accettare senza alcun problema; che questi atteggiamenti siano materia dell’oggi mi sembra sia solo una contraddizione stridente del mondo femminile e che, oltretutto, in queste condizioni ad essere colpevolizzata e condannata sia la sessualità maschile (il famoso maskioporco) la trovo una cosa, a dir poco, aberrante.

  2. raffaele ha detto:

    Una altra delle mistificazioni della “scienza” femminista: le donne sono più brave e vogliose a letto, gli uomini invece sono molto “tradizionali” e “noiosi”…e poi ci lamentiamo pure!

    Salute/ A letto gli uomini sono piu’ monotoni delle donne
    Sabato, 26 Febbraio 2011 – 20:40

    Tra le lenzuola gli uomini sono più monotoni e tradizionali, le donne sempre alla ricerca di nuove sensazioni. Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Indiana e pubblicato sulla rivista Journal of Sexual Medicine, infatti, gli uomini sono inclini a raggiungere l’orgasmo quando il sesso comprende un rapporto vaginale, mentre le donne hanno maggiori probabilità di raggiungere l’apice della passione quando si impegnano in una varietà di atti sessuali. Gli scienziati non solo hanno aggiornato le conoscenze sui comportamenti sessuali di uomini e donne, ma hanno anche dato una descrizione di oltre 40 combinazioni diverse di atti sessuali e dei modelli d’uso del preservativo da parte di adolescenti e adulti. Negli Stati Uniti il The National Survey of Sexual Health and Behaviour (NSSHB) è uno degli studi più completi su questo tipo di argomenti in quanto ha analizzato e documentato due decenni di esperienze sessuali e comportamenti d’uso del preservativo di 5.865 adolescenti e adulti di età compresa tra i 14 e 94 anni. Dai risultati è emerso che negli Usa un rapporto vaginale su 4 è protetto dal presevativo. Per i single l’utilizzo sale: viene infatti messo in un rapporto su 3.”Questi dati sui comportamenti sessuali e l’uso del preservativo nell’America contemporanea – ha detto Michael Reece del Centre for Sexual Health Promotion – sono indispensabili per i medici e i professionisti di sanità pubblica che sono in prima linea per affrontare questioni come l’Hiv, le infezioni sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate”.

    http://affaritaliani.libero.it/ultimissime/flash.asp?ticker=260211204042

  3. Rino ha detto:

    Simone:
    >>
    …ma l’assurda tesi secondo la quale l’uomo avrebbe bisogno della donna per completarsi, mentre quest’ultima no, perché “già completa di suo”, non è di derivazione cattolica?

    Te lo chiedo perché anche mia madre, che ha sessantanove anni, la terza media e non sa veramente nulla di femminismo e quant’altro, è straconvinta che…
    >>

    Dal fatto che una D o anche molte DD cattoliche la pensino in quel modo, non possiamo dedurre che derivino quella posizione dal Cattolicesimo. Infatti è pieno di atee (e altrove di Protestanti e ovunque di non credenti) che hanno la stessa opinione. Che però non è universale e che cmq può essere superficiale o ambivalente.

    Nell’affermare che gli UU hanno bisogno di esse, le DD affermano di essere importanti prima di tutto ai propri stessi occhi, il che tradisce un certo dubbio sul proprio autonomo valore visto che lo ricavano da quanto sono utili/indispensabili agli UU. Chi sa di valere per se stesso non ha bisogno di dire “Senza di me né voi, né tu, né loro … potreste, sareste, fareste etc.”

    Ciò detto, trovo la tua affermazione nuova e sorprendente, perché il Cattolicesimo era (ed è ancora) sostenitore aperto della complementarietà tra i sessi e del paritario valore, del reciproco completamento e della necessità della collaborazione. Non è necessario citare il famoso documento di Ratzinger sul tema ( http://www.uomini3000.it/83.htm) perché tutta la dottrina della Chiesa è stabile da sempre su quel punto, anche se oggi ci sono evidenti concessioni alla vulgata secondo cui le DD sono discriminate etc. La Chiesa non è indenne dal femminismo. Cedimenti ci sono.
    Tuttavia è certo che una donna che affermi la propria autosufficienza, per ciò stesso devia dall’insegnamento della Chiesa, la quale non riconosce l’autosufficienza di nessuno dei due.

    E’ stato il femminismo a sedurre le DD con la prometeica illusione di essere autosufficienti titillando quel sentimento già presente, quella pulsione all’autocelebrazione (che in fondo hanno anche gli UU, in altro modo). Una seduzione cui la massa doveva ovviamente soccombere. Di qui la crescita di intere generazioni femminili che credono (ma nell’intimo forse con qualche dubbio) in quella falsa verità. Ipotesi priva di fondamenti filogenetici e quindi psicologici, ma rafforzata dalla raggiunta autonomia economica.

    E vero poi che ci sono uomini a loro volta convinti che le DD sono autosufficienti e gli UU no, ma questo fenomeno abnorme è solo indice della subordinazione mentale (psicologica) maschile odierna. Patologia di cui il movimento maschile (Momas) si occupa da anni. Nel web e sulla carta si trovano centinaia di pagine sul tema.

    Qui si potrebbe accusarmi di incoerenza. Non sono forse proprio io uno dei massimi sostenitori del fatto che le DD non hanno più bisogno degli uomini e che pertanto siamo in una condizione di gravissimo squilibrio? Certo, ma io e tua madre non stiamo parlando della stessa cosa, della stessa dipendenza e dello stesso bisogno. Infatti lei intende celebrare la superiorità naturale della DD, io la condizione di subalternità in cui stanno scivolando gli UU.
    Due cose assai diverse nei fondamenti e nel significato. Anzi opposte.

    Altro tema.
    >>
    … da modesto geometra quale sono, (e pertanto non ferrato in materia) vorrei chiederti…
    >>
    Il fatto che tu sia geometra (=abbia quel diploma) non ha nessuna relazione con la tua capacità di sentire, capire, intuire, riflettere, conoscere il versante psicologico del mondo. E’ pieno di psicologi (=laureati in psic.) privi di intuizione di comprensione etc. Pieni di parole e di concetti acquisiti a memo ma sterili e vuoti. Il fatto è che la scelta del curriculum scolastico ben raramente ha a che fare con le nostre vere attitudini, i nostri veri talenti. Dipende da ben altro, anche perché non è facile sapere a 14 anni chi siamo veramente (ammesso che davvero si scelga il percorso di studi). Del resto quanti sono gli psicologi, filosofi e sociologi pur professionisti, titolati e magari docenti d’università che si occupano della guerra dei sessi dalla parte degli UU o che solo si rendano conto del problema? La scuola ci condiziona certo, ci istrada, ma non è il titolo di studio a dirci quanto valiamo né quali siano davvero le nostre doti.

    RDV

  4. Simone M. ha detto:

    @ Rino
    E’ quel che sostengono molti psicologi. E’ verosimile che sia così, perché l’evoluzione ha necessariamente intrecciato la psiche maschile con quella femminile. Nondimeno ben poche donne oggi riconoscono questa esigenza, pur presente a livello inconscio. Ma senza quel riconoscimento ogni rapporto strutturante con una donna è impossibile. Non basta il bisogno inconscio.

    Il fatto è che riconoscere un bisogno soddisfacibile solo dal maschile significa confessarsi incomplete e quindi ammettere che il maschile è importante e decisivo. Questo riconoscimento viene sentito oggi come un atto umiliante, degradante. La donna oggi non si sente a suo agio se non proclamando la sua assoluta autosufficienza.
    @
    Rino, da modesto geometra quale sono, (e pertanto non ferrato in materia) vorrei chiederti: ma l’assurda tesi secondo la quale l’uomo avrebbe bisogno della donna per completarsi, mentre quest’ultima no, perché “già completa di suo”, non è di derivazione cattolica? Non è quello che sostengono anche i preti? Non sono le stesse tesi alle quali credono milioni di uomini e donne? Te lo chiedo perché anche mia madre, che ha sessantanove anni, la terza media e non sa veramente nulla di femminismo e quant’altro, è straconvinta che al contrario della donna “un uomo non ce la possa mai fare da solo”. Tanto è vero che è solita rompermi le scatole perché “non mi trovo una brava donna”… (io ho quasi trentanove anni, sono single e vivo per conto mio dal 2002). Ma ti dirò di più: di recente mi è capitato di avere una accesa discussione con un ex lagunare, un ventottenne partito volontario all’età di sedici anni, che fece parte dei battaglioni inviati in Kosovo e che al pari di mia madre ha sentenziato che “l’uomo, per completarsi, ha bisogno della donna; la donna no, non ha bisogno dell’uomo”. Il dramma è che a differenza di mia madre, questo tizio ha studiato, oltre ad essere di quarantun anni più giovane.

  5. Rino ha detto:

    Athos:
    >>
    In fondo quello che le femministe ci stanno chiedendo e che anche vogliono inconscamente da ormai tantissimi anni è proprio questo : uomo fai l’uomo, fai il pater familias , domina le forze della natura che stanno in noi donne.( con amore , ma domina)
    >>

    Nessuno accetta di essere dominato. Lo rifiutano le DD e lo rifiutiamo pure noi. Se non fosse così la QM non avrebbe motivo di esistere: basterebbe accettare di stare a capo chino e ogni problema sarebbe risolto. Perciò usare quel termine è altamente controproducente, pur se usato in buona fede, come mi pare sia nel tuo caso.

    Meglio sarebbe dire che esiste nel femminile un bisogno di strutturazione, di ordine, di forma, in grado di dare serenità e sicurezza, stabilità rispetto al flusso dei sentimenti e delle pulsioni, condizioni, quelle, necessarie all’espressione delle qualità specifiche del femminile.
    Non una repressione o un dominio, ma una struttura ordinante, una relazione strutturante che, pacificando la caoticità, libera le potenzialità.

    E’ quel che sostengono molti psicologi. E’ verosimile che sia così, perché l’evoluzione ha necessariamente intrecciato la psiche maschile con quella femminile. Nondimeno ben poche donne oggi riconoscono questa esigenza, pur presente a livello inconscio. Ma senza quel riconoscimento ogni rapporto strutturante con una donna è impossibile. Non basta il bisogno inconscio.

    Il fatto è che riconoscere un bisogno soddisfacibile solo dal maschile significa confessarsi incomplete e quindi ammettere che il maschile è importante e decisivo. Questo riconoscimento viene sentito oggi come un atto umiliante, degradante. La donna oggi non si sente a suo agio se non proclamando la sua assoluta autosufficienza. “Non abbiamo bisogno degli UU” è il grido femminista, fatto proprio dalla grande maggioranza delle femmine in Occidente.

    Il moto di orgoglio, comprensibile, si è trasformato in una patologica pretesa di assurda, impossibile autocrazia, che sarebbe ridicola se non fosse tragica (per entrambi).

    Il fatto è che a monte di tutto quel che succede non vi sono considerazioni di psicologia, vi è altro. Ci sono altre forze elementari agenti nei rapporti tra umani e umani: invidia, rancore, presunzione, superbia, spirito di vendetta, volontà di potenza. Qui, in una parola: misandria.

    Dove c’è benevolenza non sono necessari trattati di psicologia. Dove c’è odio ogni parola è vana.

    Sta agli UU tutti e alle DD benevolenti riconoscere che non esiste solo la misoginia ma anche l’odio contro gli UU.

    RDV

  6. maurizio ha detto:

    X athos

    Una premessa: io sono uno degli “ultimi”, nel senso che fino a neanche un anno fa concetti come “questione maschile”, “guerra dei sessi”, eccetera, non sapevo neppure cosa fossero. Così come ignoravo che sparsi per l’Italia ci fossero alcuni uomini come Rino, Alter Ille, Silverback, eccetera, che si occupavano della qm già da lustri. Perciò non sono certamente un esperto in materia e consequenzialmente la persona più indicata a dare consigli o a fare affermazioni magari avventate.
    Di una cosa però mi sono convinto: e cioè che se è vero che gli uomini hanno le loro responsabilità (e sicuramente le hanno), è altrettanto vero che nemmeno le donne escono bene da tutto questo casino…
    Anzi, dal mio punto di vista, sono proprio loro le maggiori responsabili degli odierni disastri fra i due sessi. Non mi riferisco solo alle femministe dichiarate ma anche e soprattutto alle donne comuni (o beta, come le chiamano su uomini beta), che in materia di educazione dei figli, di sesso, di relazioni affettive e quant’altro, dominano letteralmente la nostra società. Perciò se sono loro a detenere questi poteri, come possono essere considerati gli uomini i principali colpevoli?

  7. athos ha detto:

    Ciao a tutti

    Secondo me la colpa è nostra , nostra di noi maschi.

    Non si combatte il pregiudizio antimaschile e la stupidità femminista negando quello che affermano. Ma piuttosto facendo l’opposto : praticando e propagandando la nostra virilità , la forza maschile e la capacità di sottomettere la donna ovviamente con amore e con tutta la delicatezza del caso. In fondo quello che le femministe ci stanno chiedendo e che anche vogliono inconscamente da ormai tantissimi anni è proprio questo : uomo fai l’uomo, fai il pater familias , domina le forze della natura che stanno in noi donne.( con amore , ma domina)
    Il vero problema siamo noi maschi. Se ci accusano di essere violenti, rispondiamo : sì , quando è necessario. Se ci accusano di disparità nel mondo del lavoro, rispondiamo : sì, è giusto cosi. Se ci accusano che la società è fatta per gli uomini, rispondiamo : si , altrimenti non ci sarebbe progresso ma solo anarchia.

  8. fabKL ha detto:

    Credo che sia importante nel processo di demonizzazione del maschio considerare che le donne sono per gran parte distaccate dalla politica ed al tempo stesso diventano l”ago della bilancia di una democrazia che fa vincere e governare se hai un 1% in piu.
    Basta influenzare una piccola aprte di coloro che si occupano di politica superficialmente e magari solo quando si va a votare, e si puo’ fare attraverso la vittimizzazzione delle donne stesse.
    d’altra parte anche in tempi lontani da campagne elettorale cio’ che fa presa sulle donne sono le attivita’ indiscriminatamente a loro favore e cosi diventano un serbatoio di voti non indifferente

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