M-Baby bashing

23/11/2010

Neanche la classica Disney Studio’s risparmia più i nostri bambini

dal famigerato male-bashing

di Stefano C.

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Leggendo un articolo pubblicato sul sito ufficiale del giornale spagnolo El Mundo al seguente link:  http://www.elmundo.es/america/2010/11/21/gentes/1290363209.html;
riferito al nuovo Cartoon 3D di Disney che sta uscendo nelle sale cinematografiche a fine Novembre, intitolato: “The Princess and the Frog” cioè “La principessa e il ranocchio”, e guardando l’immagine inequivocabile che accompagna l’articolo, mi sono sentito un po’ scioccato.

Nell’immagine si vede un principe genuflesso e dallo sguardo sottomesso, avvinghiato e imprigionato dalla principessa con i propri capelli, che lo fissa rapacemente.
Subito la mia mente si è catapultata, con sospetto e preoccupazione, al tema attuale della manipolazione delle menti dei bambini, inculcando loro, sin dalla più tenera età, questa inversione dei ruoli (o cambiamento culturale come lo si chiama e che va tanto di moda oggi), che pare penetrato inesorabilmente anche negli integerrimi e classici cartoon della Disney.

Come possa essere avvenuto, che anche la Disney, abbia piegato la schiena a questo aberrante pestaggio morale anti-maschile, lo si evince nell’articolo pubblicato su questo link, che riporta brevemente lo storico dei recenti cambiamenti, avvenuti nella cinematografia per bambini:
http://disneyvideo.altervista.org/forum/index.php?showtopic=7784&hl

E’ incredibile cosa emerge  da questo articolo. Il progetto originale prevedeva la rivisitazione in chiave Disney della celebre fiaba dei fratelli Grimm “Il Principe Ranocchio”  la Disney lo bocciò  “perché troppo comico e parodistico, assolutamente non in linea con le fiabe tradizionali Disney… ” (ed era il 2001 quando la Disney faceva le cose ancora in senso positivista, con l’attenzione alla psicologia dei bambini)….

Poi è cambiato tutto. Si è entrati negli anni successivi, nell’epoca oscurantista ed il femminismo ha pensato bene di andare a lavorare sulla mente dei bambini sin da quando sono in fasce,  così i due editori del cartoon della fiaba di Grimm, dopo il rifiuto della Disney  andarono a lavorare per la controparte, cioé la Dreamworks che con il celebre Shrek per prima aveva già lanciato (2002) lo stile “commedia grossolana” dove la principessa è l’eroina irreprensibile e il personaggio maschile é impacciato, pasticcione, imbranato: appunto la parodia del Principe.

La Disney, per non essere da meno e non perdere quote di mercato, che cosa fa?  …ovviamente abbraccia a 4 mani la logica oscurantista e distruttiva del maschile, partorendo “The Princess and the Frog” cioè La principessa e il ranocchio, che ovviamente non ha nulla a che vedere con la fiaba originale dei fratelli Grimm.

Chi ha letto le fiabe dei Grimm sa che nella cultura nordica, anche se di altri tempi, (e si potrebbe citare anche H.C. Andersen) di maschilista c’è ben poco. Anzi i personaggi femminili alle volte sono quelli messi in luce, solo con una differenza rispetto ad oggi: nelle fiabe emergono qualità positive, come l’amore, il sacrificio, l’onestà, la protezione materna il coraggio, ecc…, ma anche la ricerca della naturale unione con il personaggio maschile positivo “il principe” che incarna a sua volta queste qualità.

Cose che oggi sono in spregio al femminismo che considera tali caratteristiche come segnali di sottomissione della donna all’uomo, perciò prevale il personaggio wicca cioè “streghetta” che fa dispetti, che usa la furbizia un po’ per sfottere, deridere, umiliare, il personaggio maschile, e risultare narcisisticamente la più brava e infallibile, dando al contempo un messaggio del personaggio maschile come imbranato, fesso, vigliacco, sottomesso.

Quali sono gli elementi che emergono e che vengono insegnati ai bimbi, rifletteteci:
– Capriccio e crudeltà;
– Spregiudicatezza;
– Menzogna o quantomeno “astuta bugia”
– Vanità e Narcisismo;
– Infierire sulle debolezze altrui, invece di aiutare = ferocia invece di compassione;

Se ci pensate bene si tratta delle “qualità” che in Biancaneve possedeva la Regina cattiva – poi strega: non Biancaneve e nemmeno il Principe.  Tutte doti che serviranno alle “streghette” bimbe, crescendo, nella società di domani quando saranno “streghe adulte” per raggiungere e tenere il potere.

Concludo osservando che qui si riflette la differente psicologia Uomo – Donna;
Fiabe del passato: Eroe Uomo – Il Principe che uccide il mostro per salvare la Principessa e gli oppressi;
Fiabe del presente: Eroe Donna – L’eroina si identifica sempre più nella”strega” cioè nel personaggio che fa il male invece di combatterlo.

Stefano C.

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Psicoplastica & fumetti

13/11/2010

Le generazioni maschili presenti vengono plasmate dall’infanzia sulle forme conformi  alla Voluptas della Liberata.  E ciò è cosa buona e giusta. Certo, non mancano sbavature e lacune. Il metodo è perfettibile e in via di affinamento.

Quelle future beneficeranno di trattamenti più sofisticati, meglio mirati alla psicomodellizzazione integrale. Sarà una psicochirurgia di alto livello. Il progresso incessante ci autorizza a sperarlo.

Ma non bisogna credere che i giovanissimi dei decenni andati non abbiano subito qualche  anticipazione del procedimento, che non siano stati fatti oggetto di qualche sano tentativo di disinfestazione interiore, nell’età beata della Nutella.

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Così insegnava nel 1976 Topolino

Le giovani marmotte e l’abilità femminile*


Qui, Quo, Qua trovano Emy, Evy, Ely nel bosco.  Da maschi sciovinisti si precipitano ad aiutarle per salvarle da difficoltà immaginarie, per trarle da pericoli inesistenti. Peggio,  essi stessi, tanto saccenti quanto imbranati, creano dal nulla problemi e rischi da cui poi saranno proprio le assertive e  intraprendenti  paperine a salvare se stesse e quei  vuoti e incapaci fanfaroni.


Veri maschilisti dentro  e ridicoli sbruffoni fuori,  ancorché salvati e nutriti, sentenziano fino alla fine che: “Le ragazze dovrebbero togliersi dai piedi e lavari i piatti!” per concludere ingrati e sprezzanti, che: “Le reginette del creato dovrebbero stare ai fornelli … e lasciare il resto a noi!”.


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E così invece rieducava nel 1992-96

José Carioca e la TV maschista**

Un gruppetto di misogini, più o meno pennuti, osserva compiaciuto alla Tv il nuovo pogramma patriarchista  che sprona i maschi alla controrivoluzione: è ora di finirla con l’emancipazione e il femminismo, ricacciatele ai fornelli, rimettetele al loro posto con i metodi di una volta!

Seguite l’esempio del troglodita maschista (sonnecchiante  in ciascuno)  che con la clava in mano trascina la schiava verso il focolare-caverna.

Ne seguono  aperte manifestazioni di piazza, dove i padroni rimasti senza serve urlano il loro diritto al dominio e minacciano fuoco e fiamme (…fornelli) a tutte le emancipate, liberate e liberande della città. Le quali però non ci stanno (era ora!) e avviano finalmente la lotta vittoriosa contro la TV istigatrice della misoginia e tutti i  cavernicoli che, sul viale del tramonto, ne seguono i tristi insegnamenti. Vae victis!

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* Topolino n. 1065 del 25.4.1976 Pag. 57 e sgg.

** Le immagini sono tratte dall’edizione brasiliana di Topolino del dicembre 1992. Il racconto venne pubblicato in Italia  nell’agosto 1996 nel “Mega Almanacco” n. 476 (da pag. 6)  con il titolo che ho indicato sopra. Il termine “maschista”, invero originale, è  ovviamente ben più comprensibile a ragazzi e adolescenti dell’esotico “machista”  (che da loro potrebbe essere riferito a …Maciste). Avendo smarrito la copia, ho ricostruito a memo la parte conclusiva del racconto (mancano dettagli). Chi riesce a riesumarlo me ne renda edotto: grazie mille.


L’ A.M.I. c’è!

06/11/2010

Andrea Dal Santo ha seminato bene, la sua pianta è germogliata.

www.mariti-italiani.org

L’Associazione Mariti Italiani è viva e progressivamente allarga le sue radici, estende i suoi rami. Un centro di aggregazione, un polo di riferimento.

Una creatura  la cui vita non ha bisogno di quelle concettualizzazioni che uno come me sarebbe  tentato di incollarvi, col rischio di deformane la natura e tradirne gli scopi.

Ergo: bravo Andrea e bravi tutti.

RDV


La vera essenza della QM

03/11/2010

Le più informate tra le Non-Femministe nostrane si sono finalmente accorte che è stata sollevata la Questione Maschile.

Ingenui, credevamo che, di fronte a questa novità intrigante, avrebbero ascoltato in silenzio. Che avrebbero lasciato agli uomini il compito di definire l’insieme di ciò che li riguarda, gradito o meno che ne fosse l’esito. Così come esse si occupano della QF rifiutando giustamente interferenze maschili.

Depositarie della Cultura dell’ascolto, dell’accoglienza e del rispetto, aralde della nuova Era Femminista fondata sulla pari parità e sull’uguale uguaglianza, credevamo che avrebbero riconosciuto senz’altro ai maschi quel diritto che rivendicano a se stesse: l’autonoma costruzione del proprio racconto.

Errore.

Hanno voluto sorprenderci ancora una volta e ci sono venute incontro – Aspesi e Terragni in prima fila – risparmiandoci la fatica: ce lo dicono loro cosa sia la QM.

Hanno stabilito che non è cosa da uomini, non siamo noi a poterne decidere gli ambiti, gli aspetti, la natura e i caratteri. Applicando la sola regola che sempre rispettano, il Principio di Slealtà, le nostre Non-Femministe hanno deciso che la definizione della QM spetta a loro.

Preso il toro per le corna hanno decretato che:  A- la QM esiste davvero B- è la questione della violenza. Quella maschile: la sola esistente, la sola possibile e pensabile. Usando il crimine di pochi per la criminalizzazione di tutti, hanno stabilito che la QM consiste nell’Autodafé del Genere maschile.

E subito il maschiopentito di turno ha abbracciato la nuova verità per farne espresso articolo del suo programma politico: Stefano Boeri.

“VIOLENZA Sostegno, promozione e valorizzazione di iniziative contro la violenza sessuale, le molestie, lo stalking. Assunzione della violenza sessuale come “questione maschile”: prevenzione e aiuto psicologico per i sex offender.” (http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2010/11/02/milanesi-ecco-qui/)

La QF si occupa della violenza che le donne subiscono dagli uomini.

La QM si occuperà della violenza che gli uomini infliggono alle donne.

Fine.

RDV


Convegno a Zurigo

01/11/2010

Organizzato da alcune associazioni svizzere e tedesche si è tenuto il 30 ottobre a Zurigo
un convegno sulla questione delle separazioni e della condizione maschile in generale. L'iniziativa ha avuto fin da subito una risonanza ben più grande di quanto gli organizzatori si aspettassero, con un crescente numero di adesioni da molti paesi europei (e persino extraeuropei) e si è di fatto trasformata nella prima riunione continentale di gruppi e movimenti maschili.

Diffusa la notizia si sono però subito verificati atti di intimidazione e minaccia e si è avuta una certa risonanza, ovviamente negativa e pregiudiziale, sui media, fatti che hanno indotto alcune entità coinvolte nell’organizzazione a defilarsi per ragioni di immagine o di opportunismo, tanto che il convegno si è dovuto tenere in luogo non previsto anche per motivi di sicurezza. Ma comunque si è tenuto e questo è importante. Di seguito la relazione trasmessa dal rappresentante italiano presente al convegno.

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Visti i problemi e le minacce di cui tutti voi siete già a conoscenza,  per garantire la sicurezza dei partecipanti, gli organizzatori ci avevano informato che a mezzanotte del giorno prima saremmo stati contattati (via email o sms) e informati del luogo della conferenza. Il punto di ritrovo è stato dato di mattina presto nella Terminal 1 dell’aeroporto sotto l’indicazione “Seminario Egala”. Una volta arrivati si sono controllati i documenti con la lista dei partecipanti e allora siamo stati portati a circa. 25 km da Zurigo, in un albergo nelle colline, molto bello e sito in un luogo veramente recondito. All’inizio della conferenza è stata fatta una piccola cronistoria delle minacce e delle difficoltà a trovare una sede per la conferenza, delle pressioni che queste sedi hanno ricevuto per cancellare l’evento (due cancellazioni, l’ultima fatta giovedì, cioè due giorni prima della conferenza!!). Evidentemente le reiterazioni alla segretezza del posto ed a stare attenti è stata continua. La conferenza è stata presidiata da corpi di sicurezza privata. È stato vietato ai mezzi stampa di riprendere le facce dei partecipanti. Una volta finita la conferenza (verso le 17:00) ci doveva essere un tempo per le questioni e ritrovo tra di noi, ma la polizia ha dato istruzioni di sloggiare, i titolari dell’albergo non erano stati informati della tematica del “Seminario Egala”e avevano incominciato a porre delle domande.

A quanto pare le forze anarchiche e di sinistra erano già a conoscenza del posto. La polizia è arrivata quando stavamo partendo. Di sicuro c’era una “talpa” nella conferenza, poiché dopo neanche mezzora circa della fine della conferenza, nel sito anarchico femminista http://ch.indymedia.org/de/2010/10/78447.shtml si trovava indicato il luogo preciso e raccontato con precisione tutto quel che vi ho raccontato prima. In tutta la giornata non ho mai visto estremisti, né estremisti di sinistra fuori dalla conferenza, né estremisti di destra dentro la conferenza. A quanto pare hanno inscenato qualcosa con manifesti in città.

Conferenza. Gli organizzatori ci hanno informati che diversi partecipanti (anche dall’estero) avevano disdetto visti i problemi. Eravamo intorno a 100 partecipanti, di cui circa 20 donne. Fatta eccezione dei tedeschi, c’era qualche straniero, ma tutti residenti in Svizzera. L’unico straniero non madrelingua tedesco ero io. A mio parere c’erano intorno a una trentina di persone veramente impegnate in associazioni e a conoscenza della questione maschile. Il resto erano sicuramente simpatizzanti ed alcuni probabilmente membri, locali, curiosi e con un raggio di azione limitato alla loro cerchia di conoscenze. C’era anche la stampa nazionale, ma secondo di secondo livello per importanza. Link della televisione della svizzera italiana (statale) che ha messo in onda un reportage: http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/telegiornale?po=1c012a52-bcce-4a33-b741-b645f5c264f1&pos=b7c8e3ec-2767-427a-8ca2-1f008bb33223&date=30.10.2010&stream=low#tabEdition

Associazioni di padri: ne ho trovato due www.kinderohnerechte.ch e www.vafk-karlsruhe.de . Herr Krieg di Vafk mi informa che ogni anno si fa una conferenza internazionale a Karlsruhe di associazioni di padri. Non hanno mai visto un italiano in questo evento e ne sarebbero contenti.

Organizzatore: Per gli organizzatori IGM la conferenza è stata un successo. A seguito di tutta la pubblicità i loro iscritti si sono moltiplicati e parlano di una cifra intorno a 2000 persone .

Conferenzieri. Credo molto più interessanti i conferenzieri tedeschi degli svizzeri. Dopo la cronistoria, in questo ordine:

a) Io (Italia-Spagna): durata circa 10’. Ho portato i vostri saluti e di associazioni della Spagna. Ho raccontato un paio di casi (uno di Italia e uno di Spagna). Credo che l’intervento sia stato apprezzato. Diverse persone mi hanno contattato successivamente.

b) IGM (Svizzera): presentazione della questione maschile nella realtà svizzera. Specifico alla realtà svizzera. www.igm.ch.

c) Herr Kuhla: il femminismo e l’implicazioni nella società (generale) www.mannifest.eu www.agensev.de . Sicuramente interessante

d) Herr Lassahn (Germania): scrittore. Relazione sul “sessismo” nella lingua (tedesca). Interessante ma specifico del tedesco www.bernhard-lassahn.de

e) Alfredo Stuessi (Svizzera): Politica. Vuole creare un partito politico di uomini europeo. Ancora l’argomento troppo incentrato nella Svizzera. Troppo politicizzato. Non condivido http://www.männerpartei.ch

f) Michael De Luigi (Svizzera): il femminismo, codice di famiglia, maschi pentiti,..(generale e in Svizzera). Presenta conoscenze di base della questione maschile e del femminismo che già si conoscono per chi è informato nella questione maschile. www.mannschafft.ch

g) Savvakis (Germania): intellettuale. (generale). Probabilmente il più interessante assieme a herr Kuhla. Difesa del nome della conferenza: “Antifemminista” Un’altra caratura intellettuale. www.maskulist.de

Critica: Troppo generica. Non specialistica. Mancanza dati. La conferenza si è limitata spesso a presentare la situazione del femminismo, conseguenze e problemi maschili di base (separazioni, servizio militare, quote,…), cioè, già conosciuti per chi è informato. Evidentemente la maggior parte del pubblico non erano specialisti. Sono stati comunicati pochissimi dati e certe tematiche sono state appena citate (violenza domestica) o ignorate (es. legge sull’infanticidio). Lontani da studi come quelli italiani di Gesef o di Fenbi. Comunque forse va bene per un primo incontro.

Approccio intellettuale OK. Sicuramente il livello si è alzato quando si ha parlato dal femminismo in maniera astratta ed ideologica (herr Kuhla e soprattutto herr Savvakis). Il testo di Herr Savvakis sarà in breve pubblicato sul sito www.igm.ch. in tedesco.

Nessuna soluzione. Essendo stati trattati gli argomenti genericamente e senza alcuna specializzazione, evidentemente non è stata suggerita alcuna proposta o soluzione sui diversi campi specifici.

Prospettiva futura. L’ idea della conferenza internazionale antifemminista è sicuramente una idea brillante. Gli organizzatori IGM hanno ottenuto intanto un sacco di pubblicità e di contatti (anche esteri). I partecipanti erano veramente coinvolti (costo iscrizione 55 franchi), e penso che piano piano si stia sviluppando una accettazione sociale che femminista non vuol dire donna, e allora antifemminista non vorrà dire misogino. Inoltre è importante coinvolgere in questo ragionamento anche delle donne (la emittente in tedesco svizzera ha intervistato una donna, collaboratrice di www.agensev.de, Germania). Gli organizzatori sono rimasti nell’impegno di organizzare una seconda conferenza. Credo sarebbe opportuno da parte italiana un maggior coinvolgimento, cioè: a) anticipare agli stessi organizzatori con delle proposte (luogo, data, …) b) presentare un programma con delle proposte precise, piuttosto che con la presentazione dei problemi c) alzare il livello dei conferenzieri e l’internazionalità. Purtroppo per poter fare così ci vorrebbe una qualche unione italiana e la forza dei numeri degli associati. Ad oggi l’Italia, è preparata ad organizzare una Conferenza Antifemminista come hanno organizzato gli svizzeri.

S.G. 1/11/2010

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Questa  la lettera-saluto del Momas letta (in lingua tedesca) al convegno.

Cari amici,

ringrazio gli organizzatori di questa conferenza per avermi concesso di portarvi il saluto delle organizzazioni italiane attive nella battaglia per la rinascita del prestigio,del ruolo e dei diritti degli uomini e dei padri, che si è avviata in Occidente negli ultimi decenni e che riguarda tutti noi, con poche differenze tra i diversi paesi.   La notizia di questa iniziativa, per quanto ne sappiamo la prima in Europa, è stata accolta da molti in Italia con ammirazione e entusiasmo.

Le felicitazioni, gli auguri e le adesioni pervenute agli organizzatori da molti paesi hanno già dimostrato quanto sia grande il bisogno di far sentire la voce degli uomini al di sopra delle frontiere, e sono la prova che in Occidente esiste una questione paterna e maschile come problema generale sempre più diffuso, una specie di malattia alla quale è ora di trovare rimedio.

In Italia i primi medici di questa malattia sono state le associazioni e gli attivisti dei padri separati i quali soffrono una condizione gravissima che solo da pochi anni ha incominciato ad emergere nei mass-media e a trovare i primi rimedi con una legge sull’affido condiviso, però incompleta, ambigua e non applicata da molti tribunali. L’impegno delle associazioni consiste ora nell’esigere una nuova legge che renda eguali davanti ai figli i due genitori, come avviene in altri paesi. Queste organizzazioni, di cui le prime nate 20 anni fa, sono però impegnate anche nella lotta per la rivalutazione del ruolo paterno nell’educazione, in famiglia, nella scuola e in tutta la società.

Ad esse si sono aggiunti (a partire dal 1998) altri movimenti di opinione che considerano la questione del ruolo paterno come parte importante di un problema più vasto che riguarda il ruolo, il prestigio ed il valore degli uomini in tutti i contesti sociali e politici. Si tratta del movimento Maschiselvatici, ispirato ai lavori dello psicoterapeuta Claudio Risé, che mira a riconciliare gli uomini con i loro istinti repressi dalla società super civilizzata e dominata dal principio materno del bisogno e del consumo senza limiti. Di Uomini3000 che ha elaborato un’analisi di tipo filosofico del conflitto tra i sessi e del Movimento Uomini Beta che unisce la questione maschile a quella delle classi sociali, individuando nei maschi della base sociale la vera massa degli svantaggiati e dei futuri emarginati. Questi gruppi, di diversa ispirazione ideale, hanno prodotto ricerche e pubblicazioni su diversi aspetti dei problemi maschili.

Queste associazioni stanno facendo un profondo lavoro di elaborazione culturale, di ricostruzione storica, di analisi psicologica al fine di individuare le cause, le forme della malattia e di preparare adeguate medicine per poter presentare ai figli, o almeno ai nipoti, una società risanata nella quale gli uomini non abbiano, come ora, solo doveri e le donne invece solo diritti.

A nome di molte di queste associazioni e movimenti, porgo dunque il mio saluto a tutti voi con l’augurio che questo sia il primo di molti futuri incontri tra gli attivisti del movimento maschile europeo, meeting da organizzare da parte di un coordinamento unitario dei gruppi continentali.

Grazie e arrivederci.

S.G. per sé e per

Maschiselvatici – Milano *  Uomini3000 – Belluno * Movimento UominiBeta – Roma

Genitori Sottratti Emilia-Romagna – Forlì * Gesef – Genitori Separati dai Figli – Roma

Movimento Maschile Italiano “La Parola degli Uomini Padri” – Roma

Associazione Figli Negati e Movimento Daddy’s Pride – Roma