Convegno a Zurigo

Organizzato da alcune associazioni svizzere e tedesche si è tenuto il 30 ottobre a Zurigo
un convegno sulla questione delle separazioni e della condizione maschile in generale. L'iniziativa ha avuto fin da subito una risonanza ben più grande di quanto gli organizzatori si aspettassero, con un crescente numero di adesioni da molti paesi europei (e persino extraeuropei) e si è di fatto trasformata nella prima riunione continentale di gruppi e movimenti maschili.

Diffusa la notizia si sono però subito verificati atti di intimidazione e minaccia e si è avuta una certa risonanza, ovviamente negativa e pregiudiziale, sui media, fatti che hanno indotto alcune entità coinvolte nell’organizzazione a defilarsi per ragioni di immagine o di opportunismo, tanto che il convegno si è dovuto tenere in luogo non previsto anche per motivi di sicurezza. Ma comunque si è tenuto e questo è importante. Di seguito la relazione trasmessa dal rappresentante italiano presente al convegno.

***

Visti i problemi e le minacce di cui tutti voi siete già a conoscenza,  per garantire la sicurezza dei partecipanti, gli organizzatori ci avevano informato che a mezzanotte del giorno prima saremmo stati contattati (via email o sms) e informati del luogo della conferenza. Il punto di ritrovo è stato dato di mattina presto nella Terminal 1 dell’aeroporto sotto l’indicazione “Seminario Egala”. Una volta arrivati si sono controllati i documenti con la lista dei partecipanti e allora siamo stati portati a circa. 25 km da Zurigo, in un albergo nelle colline, molto bello e sito in un luogo veramente recondito. All’inizio della conferenza è stata fatta una piccola cronistoria delle minacce e delle difficoltà a trovare una sede per la conferenza, delle pressioni che queste sedi hanno ricevuto per cancellare l’evento (due cancellazioni, l’ultima fatta giovedì, cioè due giorni prima della conferenza!!). Evidentemente le reiterazioni alla segretezza del posto ed a stare attenti è stata continua. La conferenza è stata presidiata da corpi di sicurezza privata. È stato vietato ai mezzi stampa di riprendere le facce dei partecipanti. Una volta finita la conferenza (verso le 17:00) ci doveva essere un tempo per le questioni e ritrovo tra di noi, ma la polizia ha dato istruzioni di sloggiare, i titolari dell’albergo non erano stati informati della tematica del “Seminario Egala”e avevano incominciato a porre delle domande.

A quanto pare le forze anarchiche e di sinistra erano già a conoscenza del posto. La polizia è arrivata quando stavamo partendo. Di sicuro c’era una “talpa” nella conferenza, poiché dopo neanche mezzora circa della fine della conferenza, nel sito anarchico femminista http://ch.indymedia.org/de/2010/10/78447.shtml si trovava indicato il luogo preciso e raccontato con precisione tutto quel che vi ho raccontato prima. In tutta la giornata non ho mai visto estremisti, né estremisti di sinistra fuori dalla conferenza, né estremisti di destra dentro la conferenza. A quanto pare hanno inscenato qualcosa con manifesti in città.

Conferenza. Gli organizzatori ci hanno informati che diversi partecipanti (anche dall’estero) avevano disdetto visti i problemi. Eravamo intorno a 100 partecipanti, di cui circa 20 donne. Fatta eccezione dei tedeschi, c’era qualche straniero, ma tutti residenti in Svizzera. L’unico straniero non madrelingua tedesco ero io. A mio parere c’erano intorno a una trentina di persone veramente impegnate in associazioni e a conoscenza della questione maschile. Il resto erano sicuramente simpatizzanti ed alcuni probabilmente membri, locali, curiosi e con un raggio di azione limitato alla loro cerchia di conoscenze. C’era anche la stampa nazionale, ma secondo di secondo livello per importanza. Link della televisione della svizzera italiana (statale) che ha messo in onda un reportage: http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/telegiornale?po=1c012a52-bcce-4a33-b741-b645f5c264f1&pos=b7c8e3ec-2767-427a-8ca2-1f008bb33223&date=30.10.2010&stream=low#tabEdition

Associazioni di padri: ne ho trovato due www.kinderohnerechte.ch e www.vafk-karlsruhe.de . Herr Krieg di Vafk mi informa che ogni anno si fa una conferenza internazionale a Karlsruhe di associazioni di padri. Non hanno mai visto un italiano in questo evento e ne sarebbero contenti.

Organizzatore: Per gli organizzatori IGM la conferenza è stata un successo. A seguito di tutta la pubblicità i loro iscritti si sono moltiplicati e parlano di una cifra intorno a 2000 persone .

Conferenzieri. Credo molto più interessanti i conferenzieri tedeschi degli svizzeri. Dopo la cronistoria, in questo ordine:

a) Io (Italia-Spagna): durata circa 10’. Ho portato i vostri saluti e di associazioni della Spagna. Ho raccontato un paio di casi (uno di Italia e uno di Spagna). Credo che l’intervento sia stato apprezzato. Diverse persone mi hanno contattato successivamente.

b) IGM (Svizzera): presentazione della questione maschile nella realtà svizzera. Specifico alla realtà svizzera. www.igm.ch.

c) Herr Kuhla: il femminismo e l’implicazioni nella società (generale) www.mannifest.eu www.agensev.de . Sicuramente interessante

d) Herr Lassahn (Germania): scrittore. Relazione sul “sessismo” nella lingua (tedesca). Interessante ma specifico del tedesco www.bernhard-lassahn.de

e) Alfredo Stuessi (Svizzera): Politica. Vuole creare un partito politico di uomini europeo. Ancora l’argomento troppo incentrato nella Svizzera. Troppo politicizzato. Non condivido http://www.männerpartei.ch

f) Michael De Luigi (Svizzera): il femminismo, codice di famiglia, maschi pentiti,..(generale e in Svizzera). Presenta conoscenze di base della questione maschile e del femminismo che già si conoscono per chi è informato nella questione maschile. www.mannschafft.ch

g) Savvakis (Germania): intellettuale. (generale). Probabilmente il più interessante assieme a herr Kuhla. Difesa del nome della conferenza: “Antifemminista” Un’altra caratura intellettuale. www.maskulist.de

Critica: Troppo generica. Non specialistica. Mancanza dati. La conferenza si è limitata spesso a presentare la situazione del femminismo, conseguenze e problemi maschili di base (separazioni, servizio militare, quote,…), cioè, già conosciuti per chi è informato. Evidentemente la maggior parte del pubblico non erano specialisti. Sono stati comunicati pochissimi dati e certe tematiche sono state appena citate (violenza domestica) o ignorate (es. legge sull’infanticidio). Lontani da studi come quelli italiani di Gesef o di Fenbi. Comunque forse va bene per un primo incontro.

Approccio intellettuale OK. Sicuramente il livello si è alzato quando si ha parlato dal femminismo in maniera astratta ed ideologica (herr Kuhla e soprattutto herr Savvakis). Il testo di Herr Savvakis sarà in breve pubblicato sul sito www.igm.ch. in tedesco.

Nessuna soluzione. Essendo stati trattati gli argomenti genericamente e senza alcuna specializzazione, evidentemente non è stata suggerita alcuna proposta o soluzione sui diversi campi specifici.

Prospettiva futura. L’ idea della conferenza internazionale antifemminista è sicuramente una idea brillante. Gli organizzatori IGM hanno ottenuto intanto un sacco di pubblicità e di contatti (anche esteri). I partecipanti erano veramente coinvolti (costo iscrizione 55 franchi), e penso che piano piano si stia sviluppando una accettazione sociale che femminista non vuol dire donna, e allora antifemminista non vorrà dire misogino. Inoltre è importante coinvolgere in questo ragionamento anche delle donne (la emittente in tedesco svizzera ha intervistato una donna, collaboratrice di www.agensev.de, Germania). Gli organizzatori sono rimasti nell’impegno di organizzare una seconda conferenza. Credo sarebbe opportuno da parte italiana un maggior coinvolgimento, cioè: a) anticipare agli stessi organizzatori con delle proposte (luogo, data, …) b) presentare un programma con delle proposte precise, piuttosto che con la presentazione dei problemi c) alzare il livello dei conferenzieri e l’internazionalità. Purtroppo per poter fare così ci vorrebbe una qualche unione italiana e la forza dei numeri degli associati. Ad oggi l’Italia, è preparata ad organizzare una Conferenza Antifemminista come hanno organizzato gli svizzeri.

S.G. 1/11/2010

***

Questa  la lettera-saluto del Momas letta (in lingua tedesca) al convegno.

Cari amici,

ringrazio gli organizzatori di questa conferenza per avermi concesso di portarvi il saluto delle organizzazioni italiane attive nella battaglia per la rinascita del prestigio,del ruolo e dei diritti degli uomini e dei padri, che si è avviata in Occidente negli ultimi decenni e che riguarda tutti noi, con poche differenze tra i diversi paesi.   La notizia di questa iniziativa, per quanto ne sappiamo la prima in Europa, è stata accolta da molti in Italia con ammirazione e entusiasmo.

Le felicitazioni, gli auguri e le adesioni pervenute agli organizzatori da molti paesi hanno già dimostrato quanto sia grande il bisogno di far sentire la voce degli uomini al di sopra delle frontiere, e sono la prova che in Occidente esiste una questione paterna e maschile come problema generale sempre più diffuso, una specie di malattia alla quale è ora di trovare rimedio.

In Italia i primi medici di questa malattia sono state le associazioni e gli attivisti dei padri separati i quali soffrono una condizione gravissima che solo da pochi anni ha incominciato ad emergere nei mass-media e a trovare i primi rimedi con una legge sull’affido condiviso, però incompleta, ambigua e non applicata da molti tribunali. L’impegno delle associazioni consiste ora nell’esigere una nuova legge che renda eguali davanti ai figli i due genitori, come avviene in altri paesi. Queste organizzazioni, di cui le prime nate 20 anni fa, sono però impegnate anche nella lotta per la rivalutazione del ruolo paterno nell’educazione, in famiglia, nella scuola e in tutta la società.

Ad esse si sono aggiunti (a partire dal 1998) altri movimenti di opinione che considerano la questione del ruolo paterno come parte importante di un problema più vasto che riguarda il ruolo, il prestigio ed il valore degli uomini in tutti i contesti sociali e politici. Si tratta del movimento Maschiselvatici, ispirato ai lavori dello psicoterapeuta Claudio Risé, che mira a riconciliare gli uomini con i loro istinti repressi dalla società super civilizzata e dominata dal principio materno del bisogno e del consumo senza limiti. Di Uomini3000 che ha elaborato un’analisi di tipo filosofico del conflitto tra i sessi e del Movimento Uomini Beta che unisce la questione maschile a quella delle classi sociali, individuando nei maschi della base sociale la vera massa degli svantaggiati e dei futuri emarginati. Questi gruppi, di diversa ispirazione ideale, hanno prodotto ricerche e pubblicazioni su diversi aspetti dei problemi maschili.

Queste associazioni stanno facendo un profondo lavoro di elaborazione culturale, di ricostruzione storica, di analisi psicologica al fine di individuare le cause, le forme della malattia e di preparare adeguate medicine per poter presentare ai figli, o almeno ai nipoti, una società risanata nella quale gli uomini non abbiano, come ora, solo doveri e le donne invece solo diritti.

A nome di molte di queste associazioni e movimenti, porgo dunque il mio saluto a tutti voi con l’augurio che questo sia il primo di molti futuri incontri tra gli attivisti del movimento maschile europeo, meeting da organizzare da parte di un coordinamento unitario dei gruppi continentali.

Grazie e arrivederci.

S.G. per sé e per

Maschiselvatici – Milano *  Uomini3000 – Belluno * Movimento UominiBeta – Roma

Genitori Sottratti Emilia-Romagna – Forlì * Gesef – Genitori Separati dai Figli – Roma

Movimento Maschile Italiano “La Parola degli Uomini Padri” – Roma

Associazione Figli Negati e Movimento Daddy’s Pride – Roma

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3 Responses to Convegno a Zurigo

  1. Antifemminista ha detto:

    Complimenti, ma la prossima volta filmate tutto e publicate su youtube. Miraccomando! 😉

  2. Rino ha detto:

    C’è stato un momento in cui si è temuto davvero che l’incontro non potesse aver luogo. Gli organizzatori hanno resistito e tutto è andato a buon fine.
    Ma il segnale è stato chiarissimo.

    RDV

  3. Alter Ille ha detto:

    Come i bengala illuminano a giorno le insidie nascoste di una notte, così una riunione di maschi per parlare della condizione maschile svela inopinatamente la repressione e le intimidazioni poliziesche altrimenti segrete e negate, e le intenzioni violente e i pensieri aggressivi altrimenti taciuti e mistificati del potere democratico in salsa femminista: persino la libertà di riunione maschile è messa in discussione quando i maschi parlano della propria condizione.
    Una pietra miliare e un passo avanti decisivo nella consapevolezza maschile.

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