E la ricchezza interiore?

23/01/2011

“Voi continuate a sbeffeggiare quelli come me, insistendo con la storia che il vero valore del maschio starebbe tutto nella posizione sociale, nel prestigio pubblico, nella fama  (non importa come conquistata, …vedi Maso).  Nella quantità di sesterzi, nel potere. O tutt’al più, nella strafottenza, nella tronfiaggine, nelle sbruffonerie di cui è capace. Dite che i bravi ragazzi se la sognano mentre i mascalzoni ne fanno scorpacciate.

Tutte cose che nessun maestro (cioè, nessuna maestra) mi aveva insegnato. E le prof delle medie nemmeno. Alle superiori silenzio tombale. Mio padre, bocca cucita, come il parroco e l’allenatore.

Mia madre …brrr…

Io avevo capito diversamente. Che quel che in ogni uomo vale per davvero e veramente sono le doti morali, intellettuali. La forza interna, la determinazione, lo spirito di sacrificio, la stabilità, l’iniziativa. Avevo inteso che le femmine apprezzavano massimamente – e di più –  la frugalità, la semplicità, la chiarezza. Il coraggio, la logica,  l’ironia. Il calore umano. Quello che uno ha dentro. Insomma: la ricchezza interiore…”.


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