Mutande & manette …infinite volte ancora

Cinque mesi e cinque giorni in carcere, accusato di stupro. Al termine del processo il tribunale lo assolve ma non lo  risarcisce  per l’ingiusta detenzione. Motivo?

Perché tenne una condotta gravemente colposa, “caratterizzata da noncuranza, negligenza, imprudenza, indifferenza per quanto da essa potesse prevedibilmente derivare”: una condotta “avventurosa” con la quale avrebbe “certamente” contribuito alla adozione della misura coercitiva. L’ingenuo avrebbe dovuto mettere nel conto la possibilità di una denuncia per stupro, dato il frangente: sesso con un’estranea al culmine di una festa. In breve: se l’è cercata, poteva e doveva attendersi un simile esito,  ergo niente indennizzi.

Gli avvocati protestano e ricorrono in Cassazione: “E’ assolutamente illogico (e inaccettabile) sostenere che accettare l’invito ad un incontro più intimo con una persona ad una festa, probabilmente dopo aver bevuto un po’ più del normale, debba far ritenere “prevedibile” che l’altra persona possa inventarsi una violenza sessuale”.

Commento della giornalista: il giovane avrebbe potuto prendere in considerazione un eventuale rifiuto della ragazza di andare avanti con il rapporto sessuale o una reazione violenta del fidanzato, ma certo non poteva sospettare di essere denunciato per stupro e di finire in galera per oltre cinque mesi.

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…rcito-12311380/

La nostra reazione

Non si trova né uomo né donna, né qui né altrove, che non trasecoli e non inorridisca di fronte a simile notizia, ammesso che, con gran fatica, riesca a crederla vera. Non si può non gridare allo scandalo e  non chiedersi, sgomenti, dove andremo a finire se questo trend non si ferma.

La trappola

“Colpa dei giudici!”,  reazione tanto istintiva e spontanea che è impossibile non farsene catturare, trappola micidiale però, in cui  cadiamo immancabilmente,  condannandoci così ancora una volta alla cecità dei dormienti. Quella che affligge l’intero Occidente.

Cosa dice infatti quella sentenza se non quel che i Risvegliati – noi, “deliranti” – andiamo proclamando da sempre? Che su ogni incontro pende la spada di Damocle della denuncia? Che ogni rapporto è potenziale violenza? Che avvicinarsi alla femmina è camminare su un campo minato? Che la denuncia va messa nel conto a prescindere dal se, dal come, dal perché?

Abbiamo mai detto altro?

Sentenza perfetta

La sentenza è tanto “delirante” quanto lo sono le nostre parole e la nostra battaglia, perché in essa si manifesta, come un bubbone, la malattia del XXI secolo. La nuova peste.

La sentenza è perfetta perché è il frutto di una pianta: il nuovo sistema di valori in via di “implementazione” in tutto l’Occidente. Come può una pianta non dare frutti?

E’ verissimo: il malcapitato doveva sapere che poteva venir denunciato, doveva mettere nel conto questa eventualità. Ogni uomo che non viva nel sogno di un mondo scomparso e che non si autoinganni, lo deve sapere. La sua ignoranza non è una scusa e non è più scusabile.

Un’altra campana che suona la fine dell’era dei sogni. Eppure, quante hanno suonato ormai senza alcun esito! Quante e quante volte e dove e come dovranno ancora suonare prima che i sonnambuli rientrino in sé e i dormienti si ridestino? Prima che gli uomini comincino a vedere ciò che – in effetti – sembra inconcepibile e non si vuole vedere, perché il cuore non regge?


Quanti dovranno patirlo sulla carne viva prima di sospettare che le mutande nascondono le manette?  Quante infinite volte da altrettanto perfette sentenze?


Rino D.V.

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7 Responses to Mutande & manette …infinite volte ancora

  1. rodolfobrogna ha detto:

    Ridere e mostrare i denti! Nell’ambito di certa magistratura è diventato un gravissimo comportamento consolidato. I nemici degli uomini non sono le Donne, sia ben chiaro. Ma ormai incomincia a delinearsi dov’è l’origine del male costruito fra i generi.Tutti gli Uomini debbono svegliarsi e prendere consapevolezza per dare cuore al quel fremito di Ulisse che sta assopito nel proprio animo!…Dobbiamo riconquistare le nostre donne e combattere i Proci del nostro tempo!

  2. raf ha detto:

    La propaganda femminista criminalizza gli uomini africani allo stesso modo con cui criminalizza tutti gli altri uomini, e quel link postato prima ne è un fulgido esempio. Un commento simile, ma anonimo, applicato agli uomini sudafricani,mi arrivò sul mio blog. Censurato, perchè un conto è la libertà di opinione, un altro conto è la diffamazione contro un popolo(occidentale o africano che sia) o addirittura contro un intero genere(quello maschile, in questo caso). Perchè di diffamazione si tratta(contro il genere maschile) allorchè si fantastica e si farnetica di “milioni di donne stuprate” in un Paese e/o nell’affermare che la prima causa di morte delle donne è la violenza maschile. Affermare queste cose significa infatti che la maggior parte comunque una grandissima parte del genere maschile è composto da violenti. I numeri parlano chiaro, dalla matematica non si scappa. Ergo, quando si sparano numeri a casaccio per descrivere(o creare di sana pianta) un fenomeno, sarebbe bene che chi li spara si assumi le responsabilità morali di ciò che questi numeri significano e rappresentano.

    I Sinistri(e Sinistrati)così pronti ad accusare le destre di “razzismo” ci raccontano quindi che buona parte degli uomini africani(cos’ come quelli occidentali) è composta da violenti. Dando così giustificazione alle Destre che si oppongono all’immigrazione: ma voi volete esporre “le nostre donne e bambini” a questi arrapati maschiacci congolesi e magrebini che nei loro paesi stuprano a go go povere e innocenti donne?!! A questa assurda conclusione si arriva.
    Non si smentiscono mai questi Sinistri, beceri e infami utili idioti,hanno conservato intatta tutta la loro ipocrisia e malvagità che espressero a Piazzale Loreto nel 1945.

    p.S: http://www.unmeseperlavita.com/unmeseperlavita2011.php

    Aiuti alle bambine e alle giovani donne africane. E deii bambini e giovani uomini africani chi se ne occupa?
    Si arrangino pure. Parola della Sinistra “antirazzista” e antifascista.

  3. Rita ha detto:

    @Sergio:
    c’è una storia portata alla luce da Ernesto Carbonelli che si chiama “Eroi e vittime dimenticati”. Narra di un episodio avvenuto nel 1944, e narra di vittime (le “marocchinate” come vennero chiamate le donne stuprate in quel periodo nella zona della Ciociaria dalle truppe marocchine al seguito dei francesi e rese celebri dal film con Sophia Loren) ma narra anche di eroi (molto più dimenticati delle vittime). Nel cimitero del piccolo paese di Supino c’erano cinque tombe di soldati tedeschi che le donne avevano sempre cura di tenere pulite e cui portavano fiori. Si chiese, l’autore del libro, come mai. E scoprì questa storia..
    http://vittimemarocchinate.blogspot.com/2011/03/eroi-e-vittime-dimenticati-di-ernesto.html

    Personalmente mi ha colpito.. erano tedeschi, erano “nemici” in quel momento: quelle che hanno tentato di salvare erano donne del popolo in quel momento nemico. Eppure…capisco farsi ammazzare per le proprie sorelle, mogli e figlie, ma quelle?

    Saranno stati i soli? Perchè si parla e si mettono in luce i violentatori del Congo o del Sudan e si tace su questi?

  4. Rino ha detto:

    Caro Sergio, riporto quanto ho scritto altrove in questi giorni sul tema.

    ^^^^

    “Quella femminista è la sola rivoluzione incruenta e la sola davvero realizzata”: una verità incontrovertibile. Le donne hanno realizzato grandi conquiste, altre ancora verranno, non ci sono dubbi. Ma come hanno fatto? Non hanno usato né i fucili, né il voto, né lo sciopero. Con cosa hanno dunque combattuto? Come combattono? Quasi tutte pensano di aver vinto la propria battaglia in Occidente in quanto giusta e sacrosanta. Ma vittorie e sconfitte non hanno nulla a che vedere con la bontà della causa, con gli scopi. La storia è piena di torti vincenti e di ragioni perdenti. Se si vince, ciò non accade perché si abbia ragione (come credono i bambini). Ci vogliono strumenti adeguati, armi idonee. E quali sono? Non essendo materiali devono essere immateriali: psicologiche e morali.

    L’arma del femminismo è la parola con la quale è stato costruito un racconto di universale violenza, sopruso, rapina, umiliazione perpetrate dai maschi in ogni luogo e tempo, qui e altrove. Un racconto colpevolizzatore e criminalizzatore che da 40 anni mette ogni giorno davanti ad essi fatti veri o inventati accaduti qui o a 10.000 km, ieri o mille anni fa, con lo scopo di murare la loro bocca e governarli con la colpa e la vergogna, accusando tutti dei delitti di pochi. Ecco perché del bene generato dagli uomini non si parla mai. Solo del male, moltiplicato x 10 e x 100 e x 1000, importato da paesi lontani, rievocato dal passato prossimo o remoto.

    Ecco perché ieri abbiamo dovuto conoscere Michael Sanguinetti di Toronto* ed oggi veniamo informati degli stupri di massa in Congo. Inorridiamo impotenti davanti a quello e a questi e con ciò cadiamo – trascinati dalla colpa e dalla vergogna – nella manipolazione.
    La battaglia contro il “maschilismo” (= per la rieducazione degli uomini) è incruenta, non produce sangue visibile. E’ psicologica e morale volta a trasformare la psiche dei maschi, i loro valori, cioè i loro sentimenti. A modellarne l’anima.
    L’arma del femminismo è la manipolazione. Sistematica, permanente, capillare, diuturna. Mirabilmente invisibile. Grandiosa.

    (*Inqualificabile poliziotto di Toronto che ha detto “Se andate in giro smutandate lo stupro è colpa vostra”. Toronto si trova a 7.000 km da noi).

    ^^^^
    Mi chiedo e ti chiedo:

    1) possiamo fare qualcosa noi qui contro i crimini maschili del Congo? Possiamo fare qualcosa contro le affermazioni deliranti di M. Sanguinetti?
    No, non possiamo

    2) perché degli uomini non sentiamo dire altro che male? Perché del bene non si sente parlare mai?

    3) gli stupri di massa congolesi (e sudanesi etc.) sono veri. Perché allora devo dire che è falsa la realtà attuale e presente qui da noi? Perché non riconoscere che qui da noi ogni gesto/parola maschile può essere rubricata come violenza sulla base del vissuto femminile a prescindere da ogni altra cosa?

    4) se in Congo c’è il diluvio, perché devo negare che qui siamo in piena siccità?

    Me lo chiedo e te lo chiedo.

    Rino DV

  5. Sergio Mattinati ha detto:

    Premesso che non so fino a che punto siano vere certe notizie
    http://solleviamoci.wordpress.com/2009/02/06/violenza-sulle-donne-congo-linferno-nel-nostro-corpo/
    (ma credo che in buona parte lo siano veramente), ti vorrei chiedere: non credi che all’origine (ripeto: all’origine) delle Mutande & manette ci siano proprio questi fatti, anziché il femminismo? Dov’è che sbaglio?

  6. renatod ha detto:

    condivido ogni parola dell’articolo.E’ la mente maschile che deve cambiare sia per capire il clima di intimidazione e di reato esistente sia per non lasciarsi influenzare dal rancore femminista, perchè se oggi ogni coito può diventare uno stupro e vale solo la parola femminile è perchè gli uomini non riescono a ragionare col proprio cervello, assorbono come una spugna e fanno proprie le false verità femministe e il rancore femminile.

  7. Tex ha detto:

    Non basta… !! Nessuno nell’articolo e nessuno nei commenti ha nemmeno preso in considerazione del perchè una donna di questo tipo non venga denunciata d’ufficio per calunnia !! Perchè si garantisce alle false accusatrici la totale impunità nonostante abbiano fatto passare dei mesi infernali dietro le sbarre ad un uomo innocente. Questo non passa mai nell’anticamera del cervello a nessuno. L’eventuale risarcimento viene pagato dallo Stato? No deve essere la calunniatrice a pagarlo, così come deve farsi tanta galera quanta ne ha fatta passare ingiustamente al povero sventurato.

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