La piramide, la bugia, la rovina

Abbiamo capito che si può mentire sia con le verità che con le bugie e con una miscela delle due.  Certo, nel mentire, le verità sono insostituibili, ma anche le menzogne più smaccate possono giovare.  Una delle fondamentali dice che M ed F sono uguali. Da ciò deriva una bella cascata di conseguenze antimaschili davvero ghiotte, da leccarsi i baffi. E le ferite.

Il diritto di realizzarsi e il dovere di sopravvivere

Chi negherebbe che anche le DD hanno il diritto di procacciarsi un reddito, di intraprendere una carriera, di realizzarsi nella professione?  Peccato che a questo diritto femminile non corrisponda il simmetrico maschile, ma il  suo antispeculare: il dovere.

La grande mistificazione in cui viviamo ci ha resi ciechi di fronte al fatto che una donna che non abbia reddito proprio può avere, ed ha, una vita sociale perfettamente soddisfacente, piena  e completa. Tutti i bisogni della scala di Maslow sono soddisfatti: salvo quello apicale. Dalla gioventù alla vecchiaia.

Le ragazze senza reddito, come fu  e come è ancora, hanno i fidanzati che le  raccolgono e le riportano a casa, che le conducono alle feste, ai momenti conviviali, agli incontri con gli amici,  alle gite, al cinema. Hanno uomini che pagano loro la pizza e qualche cena, che fanno i regali, che si accollano le ferie. Hanno chi le accompagna e riaccompagna in ogni luogo, spesate di tutto. Hanno poi – e si capisce – la vita sessuale che desiderano.  Il maschio non ha nulla di questo giacché nella relazione è quello che dà tutto, in cambio del sesso e un po’ di comprensione. Dà …se ha qualcosa da dare.

Le femmine possono avere, hanno avuto e hanno una vita sociale pienamente soddisfacente pur senza avere alcun reddito. Un ventenne che non ne ha si trova la vita sociale dimezzata, se non preclusa, e la continenza come “opzione”.  Rischia la segregazione sociale, la solitudine, la castità,  la depressione e il disprezzo degli altri e di se stesso. Lo si insulta e sbeffeggia con l’epiteto di “sfigato”.

Quel che vale in gioventù vale dopo, giacché nulla muta. Le femmine senza reddito – la grande maggioranza nel passato – hanno avuto la metà (e più della metà) di quel che aveva il marito. Stessa casa, alimentazione, cure, viaggi, relazioni sociali, divertimenti etc. . Qualche vestito e qualche capriccetto in più a compensare il bere e il fumare di lui. Una sola cosa mancava: la realizzazione di sé nella professione, come se gli uomini trovassero la propria nel lavoro. Mentre ci trovano il minimo: il pane, la vita sessuale, le relazioni umane e la socialità di base. Il minimo basale.

Sulla piramide di Maslow

Eppure, di fronte al gran numero di disoccupati e al più grande ancora dei precari, noi –  obnubilati –  mettiamo sullo stesso piano quelle che hanno tutto, salvo la realizzazione di sé, con quelli che non hanno nulla e che sognano il minimo elementare: come un miraggio.


Mentre le une sono “frustrate” nella ricerca di quel tesoro che sta al vertice della piramide, gli altri sono impediti nell’ottenere il minimo assoluto che ne sta alla base.

Tuttavia, giacché menzogna dice che sono uguali, vanno trattati nello stesso modo. Quasi. C’è qualche doveroso aiutino per quelle che – per definizione – non possono diventare “sfigate”.

Sovrana menzogna a fondamento di un’intollerabile ingiustizia, madre maligna di immensi mali individuali e sociali. Presenti e futuri.

Rino D.V.

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5 Responses to La piramide, la bugia, la rovina

  1. zorro ha detto:

    Leggevo oggi un articolo su un giornale della mia città che riportava la seguente statistica: il 49% delle studentesse in procinto di dare un esame (ossia praticamente la metà) è disposta a fare sesso con l’esaminatore pur di avere un buon voto…A parer mio un atteggiamento del genere fa crollare miseramente più di una sventolata bandiera femminista della serie: “voglio essere apprezzata per quel che valgo non per il mio corpo” ecc…La verità è che, come accade dalla notte dei tempi, le donne usano il desiderio sessuale dell’uomo come scorciatoia per ottenere qualcosa. Sarà anche un atteggiamento “furbo”, finché sono appetibili, peccato che abbia impedito loro di sviluppare quella parte del cervello legata alla razionalità. Di fronte alle vanaglorie e autoglorificazioni femminili, regolarmente appoggiate dal cavalier servente di turno, fate questa considerazione: praticamente tutta, dico TUTTA!, la tecnologia ideata dalla razza umana è stata opera di uomini. Dipendesse dalle donne saremo ancora all’età della pietra. Con questo sia chiaro che non voglio togliere neanche una virgola alle donne dei diritti sociali e politici acquisiti, vorrei vedere solo meno straffottenza presunzione e lamenti verso quella parte di umanità, care donne, che nel bene e nel male vi ha permesso di sopravvivere, di viaggiare in automobile, e di ascoltare Giuseppe Verdi ed Elvis Presley.
    Saluti a tutti e tutte.

  2. Rino ha detto:

    Nuova risorsa web.

    L’amico R.D.ha lanciato nel web in questi giorni un nuovo sito di riflessione sulla condizione maschile e il femminismo. Ottima scelta del nome a dominio

    http://www.consapevolezzamaschile.it

    RDV

  3. renatod ha detto:

    concordo, oltre alla realizzazione per una donna c’è anche l’indipendenza economica,almeno il concetto come tale.inoltre i soldi una donna se li spende piu per se stessa e per i figli(cioè ancora per se stessa perchè i figli per una donna sono la ragione di vita, lo dicono loro stesse) piu difficile che li spenda per il marito.Pensare ad una donna lavoratrice-liberata che compra regali costosi al marito? che gli paga le cene passioni e quant’altro?Se li tiene in banca ben stretti e qualora anche pagasse roba per il marito sicuramente glielo farebbe pesare a vita che fa la vita da mantenuto.
    Inoltre non ci dimentichiamo che quando lui muore e ha tanti soldi lei si becca tutta la eredità .

  4. Rino ha detto:

    Sì, sono gli uomini il nostro target. Quanto alle fandonie depistanti del femminismo non finiremo mai di scovarle e di denunciarle. Si tratta di un’opera titanica perché, essendo bugie seduttive, i primi a cascarci sono gli uomini stessi sempre pronti ad abboccare.

    Intanto oggi abbiamo questa notizia esplosiva. Dovendo licenziare del personale, l’A.D. della ditta sceglie di salvare il posto di lavoro agli uomini. Apriti cielo!

    Scelta ineccepibile sul piano morale, lungimirante su quello sociale, equa sul versante delle relazioni familiari. Certo, scelta temeraria che ha scatenato reazioni viscerali. Inevitabile.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/06/30/news/c_la_crisi_licenziate_solo_le_donne_cos_stanno_a_casa_a_curare_i_figli-18421119/?ref=HREC1-10

    Qui il testo della lettera di appoggio che ho inviato alla Ditta.

    **

    Spett. Direzione,
    leggo sulla stampa della proposta relativa alle modalità di gestione
    della Vs. crisi aziendale e della coraggiosissima scelta di salvare
    prioritariamente il posto di lavoro degli uomini.

    Le donne senza reddito hanno diritto a quello del marito, da sposate e
    da divorziate. Il contrario non esiste. Quando un uomo perde il lavoro
    scende di valore e di prestigio davanti alla famiglia. Diventa inutile
    (nessuna donna sposa un disoccupato) cade in depressione e va in rovina.

    Se lo perde la donna si ha solo una diminuzione del reddito familiare.

    Di uomini (dipendenti ma anche imprenditori) suicidatisi per la perdita
    del posto o il fallimento dell’azienda sono piene le cronache.
    Nessuna donna si è mai suicidata per questo.

    La ragione è chiara e solare.
    Qui alcune nostre riflessioni:
    http://metromaschile.it/altrosenso/2011/06/21/
    la-piramide-la-bugia-la-rovina/comment-page-1/#comment-798

    La vostra è dunque una scelta ineccepibile sul piano morale,
    lungimirante su quello sociale, equa sul versante delle relazioni
    familiari. Certo, scelta temeraria che ha scatenato reazioni viscerali.
    Inevitabile.

    L’appoggio alla vostra linea è pieno e senza riserve.
    Complimenti.

    Rino Della Vecchia – attivista del Movimento Maschile Italiano

  5. Daniele ha detto:

    Sono sostanzialmente d’accordo con te, Rino.
    Tuttavia, perlomeno per quanto riguarda il nostro paese, sono dell’opinione che quanto tu evidenzi vada fatto capire in primis agli uomini, i quali, come sicuramente sai, passano la gran parte della loro vita a raccontare ed a raccontarsi frottole del tipo “con le femmine basta saperci fare”, “oggi sono loro a prendere l’iniziativa”, “te la sbattono in faccia”, eccetera. Anche fra coloro che si occupano della qm ce ne sono alcuni che scrivono scempiaggini simili.

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