Il pioniere

IL PIONIERE (DEI PIONIERI)

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In questi giorni  – venticinque anni fa – Misterxy digitava la sua prima lettera di critica, smascheramento e condanna ad un quotidiano, in risposta ad articoli e commenti celebrativi dell’ingresso delle DD nelle Forze Armate, “conquista” femminista a quei tempi sognata e – apparentemente – irraggiungibile.  Ma poi raggiunta senza colpo ferire. Come le altre.

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Prima missiva cartacea di una serie ininterrotta di interventi lanciati in ogni direzione nel tentativo di spezzare il tabù, di incrinare la muraglia del conformismo assoluto, della cecità totale, della infinita viltà maschile.

In una solitudine vertiginosa, quel pioniere ha combattuto la giusta battaglia sopportando lo scherno e la derisione, subendo insulti e dileggi. Imperterrito, senza sbandamenti è stato la bussola di se stesso e ha continuato ininterrottamente a far sentire la nuova, antica verità. Non si sa di altre voci nel deserto di quegli anni.

Nella solitudine assoluta ha intuito, ha capito, ha riflettuto. Ha sentito, ha percepito e non ha avuto paura.

Nel buio più totale, senza aiuto,  senza appoggi e  senza la speranza di poterne trovare nella comunità prossima e men che meno altrove, ha perseverato, fino al giorno in cui, nata la rete, scoprì finalmente di non essere solo.

Bisogna avere una sensibilità straordinaria, un coraggio da temerari, una energia inesauribile, per entrare da soli nei continenti nemici dove  l’aria stessa è avvelenata e la tua presenza scandalosa.

In verità  la mia personale stima per quest’uomo va ben oltre, giacché si fonda su motivazioni ancora più profonde,  ma che sia stato il pioniere di questa nostra giusta battaglia è un fatto incontrovertibile che sta nella storia del Momas. Chapeau! Misterxy.

Vox clamantis in deserto, quando era deserto vero, a perdita d’occhio e salatissimo.

Poi venne il Web e fu un’altra Era.

Rino DV

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4 Responses to Il pioniere

  1. Fabio C. ha detto:

    Nemmeno io conosco Misterxy, ma so di chi si tratta, dato che era iscritto alla mailing list di U3000 prima di me (che mi ci iscrissi verso la fine di gennaio del 2003). Credo sia significativo il fatto che solo tu, Rino, abbia messo in evidenza il lavoro oscuro di quest’uomo, con il quale, all’epoca, scambiai privatamente qualche mail.

  2. Daniele ha detto:

    Rino
    >>>>>>>>>>>>>>>
    … della infinita viltà maschile.
    >>>>>>>>>>>>>>>

    Credo che il problema principale sia proprio questo, ossia la mancanza di attributi degli uomini occidentali odierni, nonché di quelli che ci hanno preceduti, dal dopoguerra in poi.
    Perché al di là di tutte le considerazioni che si possono fare, sia sulla società capitalista che sul potere morale femminil-femminista, solo la remissività degli uomini, ed in particolar modo di quelli appartenenti alle élite, ha permesso l’espansione del femminismo.
    Di sicuro qualcosa di simile non sarebbe mai potuto accadere in Paesi come l’Iran…

    http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article2512

  3. Rino ha detto:

    Dici bene Marco, occuparsi di questo tema
    “…avvelena il cuore e ti rende sempre più cinico e disincantato”.
    Credo anzi che nessun argomento sia tanto corrosivo e altrettanto capace di amareggiare. E’ quindi ben fondata la tua domanda…
    “…dove si possano trovare le energie per andare contro una certa mentalità dominante, per anni e da soli…” come ha fatto il citato Misterxy.
    Appunto: dove le avrà trovate? E poi come ha fatto a non dare di matto ma anche a non gettare la spugna?
    Se è dura oggi, nel momento in cui possiamo dire di essere in molti (pochi ma molti più di uno!) come sarà stata negli anni bui?
    Solo un gigante può fare come Misterxy, per questo ho voluto rendergli pubblico omaggio, affinché almeno questo lo conforti degli anni terribili che passò in solitaria lotta, senza aiuto eppure senza tregua.

    Quanto a me, ho iniziato ad occuparmi direttamente di QM nel febbraio del 1998, il giorno stesso in cui feci il mio ingresso in internet.
    Ovviamente la problematica mi era ben nota e da molto tempo ci stavo riflettendo (e dall’89 ci scribacchiavo qualcosa per conto mio) ma se non fosse stato per la rete, non mi sarei mai fatto sentire.

    Fin dai primi anni 70 (avevo 16-17 anni) c’era un tarlo che non mi dava pace: il fatto che parlando del diritto di aborto (che ancora non c’era) nessuno sfiorava mai il diritto del maschio a diventare padre o meno, come se i diritti riproduttivi riguardassero solo le donne. E così stabilì poi la legge. E gli uomini?
    Mai un minimo cenno, mai un sussurro in quasi 30 anni da parte di nessuno. Nessun ruggito e nessun …pigolio.

    Vergogna senza fine di una disparità solare che nessuno vedeva e se la vedeva cmq non la denunciava.

    Questo scandalo intollerabile fu il tarlo, ma si capiva da subito che non poteva essere una semplice macchiolina in un mare di giustizia, doveva essere la punta di un iceberg.

    Questo mi fu ovvio da subito (basta un frutto per segnalare una pianta…). Così, avuto accesso al web, in pochi mesi feci la prima immersione attorno all’iceberg. Il quadro era delineato. Tra difficoltà tecniche e costi oggi neanche immaginabili, a fine giugno dello stesso anno pubblicai il sito altrosenso (leggibile tutt’ora).

    M. Faraci con pari-diritti mi aveva preceduto, ma io non ero riuscito a trovarlo (il pur glorioso Altavista non era …Google). Poi nel 99 vennero i Selvatici, poi U3 etc. etc. e fu un’altra storia.

    RDV

  4. Marco ha detto:

    Non conosco Misterxy, così come non conosco te, Rino, né nessun altro degli uomini appartenenti al MoMas, ma da uomo arrivato a certe conclusioni solo in anni recenti, mi chiedo come e dove si possano trovare le energie per andare contro una certa mentalità dominante, per anni e da soli, perché io, dopo neanche due anni, sono già stufo, ed infatti sto seriamente prendendo in considerazione l’ipotesi di abbandonare la questione maschile.
    Il fatto è che certi argomenti ti avvelenano il cuore, ti rendono sempre più cinico e disincantato, e se per certi versi è sicuramente un bene, per altri non lo è.
    Ti dico solo che, da quando ho iniziato a frequentare questi blog e a prendere sempre più coscienza di quello che realmente sono i rapporti fra i due sessi, mi è sempre più difficile guardare le donne senza pregiudizi.
    Ad esempio, mentre un tempo le stimavo (molto di più degli uomini), oggi il mio giudizio è completamente cambiato, nel senso che le vedo solo come delle ipocrite opportuniste, con le quali è meglio relazionarcisi il meno possibile.
    So bene che il mio è un giudizio pesante, estremo, e per questo sicuramente non obiettivo: ma è un giudizio che ho maturato in questi ultimi due anni, ossia da quando ho conosciuto i blog dedicati alla questione maschile.
    Quello che voglio dire, è che se per un verso è bene prendere coscienza del fatto che le donne non sono quello che da ragazzi pensavamo fossero, è altrettanto vero che il disincanto uccide i sogni.

    @@@@@@

    PS: Rino, tu, invece, da quanto tempo ti occupi della questione maschile?

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