La Grande Sorella

31/07/2012

Il Voltoreato – il crimenlaese del nostro secolo  – alla conquista dell’Occidente.

Da un Ente all’altro, di università in università,

da azienda ad azienda.

Una rocca ieri, un torrione oggi. Un bunker domani.

Il Voltoreato è venuto al mondo nella creazione di Orwell.

Chi non ha trasecolato di fronte a quella prospettiva?
Chi non l’ha considerata ipotesi folle che mai si sarebbe realizzata?
Chi non ha detto a se stesso. “Se mai si profilasse, tutti insorgerebbero, giacché nessuno lo potrebbe tollerare, nessuno potrebbe vivere in un simile mondo!”
Chi non ha giurato che sarebbe insorto senza esitare?

Quel giorno è arrivato e nessuno apre bocca.
Nel silenzio raggelante lo spettro è diventato carne, il fantasma ha preso vita.
Non c’è cane che abbai, cucciolo che guaisca.

La Grande Sorella ha preso il controllo dello sguardo maschile e quindi della mente e perciò dell’anima. Nel silenzio inquietante del mondo.
E quei ragazzi che pure sono pronti a morire per una causa e ancora a gettarsi tra le fiamme per salvare un donna, reprimono l’angoscia in un esterrefatto stupore.
La Grande Sorella – “A me gli occhi!” – li ha pietrificati

Un décolleté per sedurli,
uno spacco per domarli,
un profumo per ghermirli e nel buio incatenarli.

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