Gli Antichi? Siamo noi

16/08/2012

Omaggio

Siamo concordi nel rendere omaggio agli Antichi per tutto ciò che hanno creato nella dimensione materiale e in quella dello spirito. Hanno dato forma al mondo attraverso miracoli di creatività unita spesso ad una dedizione radicale che ha comportato anche sacrifici estremi. Salute, libertà e vita. Sì, stiamo sulle spalle di giganti, di diversa fama, ma anche di moltissimi creatori ignoti. E’ innumerabile il numero di coloro che hanno dato poco, ma anche molto o moltissimo, il cui nome tuttavia ci è ignoto, giacché alla memoria dei posteri non si perviene solo con il valore, ma anche in forza del caso.

Esistono monumenti ai militi ignoti. I creatori ignoti invece (al pari dei morti sul lavoro) non ne hanno alcuno. Ma senza l’opera degli Ignoti, dove saremmo?

Nuovo orizzonte 

Grandi, dunque e comunque, giganti e titani dalle cui spalle noi – per quanto piccoli – vediamo ciò che essi non videro. Veniamo dopo di essi, abbiamo conoscenze più vaste e un cumulo maggiore di esperienza. I due fattori che il sapere usa per crescere nel tempo. In una parola: ne sappiamo più di loro. Rinascendo tra 300 anni, chi di noi, per quanto sapiente ed erudito, potrebbe insegnare qualcosa agli uomini del 2300 ? Avrebbero le nostre stesse conoscenze, arricchite però da altri secoli di invenzioni, scoperte, analisi, riflessioni, dialoghi ed esperienze. Dotazione di saperi aggiuntivi di cui non possiamo neanche congetturare la qualità, la portata, la vastità. Il solo tentare di farlo ci renderebbe ridicoli.

Le parti si invertono

Quel che vale guardando avanti vale pure voltandoci indietro. Non c’è paragone tra quel che sappiamo oggi del cosmo e del mondo e quel che se ne sapeva anche solo un secolo fa. Conoscenze, esperienze e coscienza sono cresciute a dismisura, al di là di ogni immaginazione. Rinato oggi, Newton non salirebbe in cattedra; seduto al suo banco, prenderebbe appunti, a fianco di Nietzsche, di Darwin, di Marx e degli infiniti loro coetanei e ascendenti. Noti e ignoti.

Tocca a noi, ora

Nati dopo, in quanto eredi delle acquisizioni pregresse, siamo più vecchi di tutti. Ne sappiamo meno dei discendenti e per la medesima ragione più dei nostri antecessori.

Gli “antichi” siamo noi.

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L’altra evoluzione

13/08/2012

…quella della neocorteccia

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1- L a tracotante ingenuità infantile

I progetti si realizzano, ciò che sembra vero lo è.  Gli effetti dipendono dalle intenzioni.  Il bene produce il bene.

Il futuro è pianificabile, l’ignoranza è irrilevante e il caso marginale.

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2- Il dubbio adolescenziale

I progetti non sempre si realizzano, talvolta ciò che sembra vero è falso. Gli effetti non sempre dipendono dalle intenzioni.  Il bene talvolta provoca il male e può accadere che da questo nasca quello.

Con qualche difficoltà, il futuro è comunque programmabile, l’ignoranza c’è ma è integrabile e il caso conta ma non è decisivo.

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3- Barlumi di maturità

Pochi progetti si realizzano e quando accade non sarà integralmente. Gli effetti hanno scarsi legami con le intenzioni e si producono sempre effetti non voluti. Ciò che sembra vero è spesso falso e viceversa. Se anche è vero non se ne può esser certi.  Il bene produce sia bene che il male, come anche ciò che non è né bene né male.

Il futuro è una scommessa con qualche probabilità di previsione. Orientabile ma non pianificabile. Ignoranza e caso sono determinanti.

*

4- L’umile saggezza

Ci sono effetti di cui non si può conoscere la causa. Gli esiti non hanno niente a che vedere con le intenzioni. I progetti non si realizzano quasi mai, se accade è per caso. Ciò che sembra vero è quasi sempre falso e tra le apparenze e la realtà ci sono solo probabilità. Il bene ed il male generano qualsiasi cosa, compresi il tutto e il niente.

I progetti non si realizzano, perciò vanno sostituiti con strategie sempre provvisorie.  Non c’è nessuna relazione tra intenzioni (vita interiore) ed effetti delle azioni  (mondo esterno) perciò quelle contano solo in ambito morale.  La quasi totalità del male nasce dalla buona fede: è solo un bene in eccesso. Ci sono differenze tra le cose, ma non necessariamente confini. L’ignoranza è immensa in estensione e profondità e, alla fine, insanabile. Le conoscenze sono parziali, provvisorie, prospettiche. Il caso è decisivo, il futuro infinitamente aperto.

Il tragitto è evidente:  si passa dal semplicismo, dal facilismo, dalla linearità, alla problematizzazione, alla circospezione, all’ esponenzialità.

Dal banale al complesso.

Dalla profezia allo scenario. Dalla certezza alla scommessa.

Dall’ovvio al problematico. Dal programma alla strategia.

Dalla sicumera alla prudenza. Dalla presunzione alla modestia.

Dalla prosopopea della stupidità alla circospezione dell’intelligenza.


…e liberaci dal bene. Amen!

12/08/2012

Possiamo contrastare il male, ma chi si salverà dal Bene?

***

Non ditemi che sono stucchevole (lo so da me) scrivendo che il meglio è preferibile al peggio e che il meglio maggiore è preferibile al meglio minore.

Mangiare è necessario, perciò più si mangia e meglio è.  Sei pasti al giorno sono meglio di tre e dodici meglio di sei.  Ventiquattro sarebbero meglissimo.

Dormine è necessario perciò anziché 9 meglio 18 ore di sonno e meglio ancora farne 24 al giorno tutti i santi giorni (e perché non dormirne 25 al dì che sarebbe ancora …più meglio?).

Più igiene è meglio che meno igiene: ergo nessun limite all’igiene.

Più sicurezza  è meglio che meno sicurezza: quindi nessun limite alla sicurezza.

Dico bene?

***

Sulla strada di questo aberrante delirio stiamo procedendo da decenni verso il sicurismo assoluto e l’igienismo totale. Verso la repressione e la devastazione.

La più recente eruttazione del miasma sicurista è l’ukase lanciato da Quattroruote che  ha ordinato ai politici l’imposizione del casco per tutti i ciclisti. Perché? Ma per amore della vita, amici: per la sicurezza!

E perché non il casco obbligatorio agli automobilisti?

Perché non il casco ai pedoni, ai bambini dell’asilo, ai ricoverati in ospedale, ai vecchi delle case di riposo?

E poi, perché solo a costoro? E gli altri? Non vi interessa la sicurezza degli altri? Volete che muoiano?

Caschi per tutti, a tutte le età e sempre: chi l’ha detto che in ufficio non si possa cozzare contro uno stipite o in casa, scivolando, battere la testa? O fingete di non sapere quanti siano e quanto gravi gli incidenti domestici?

Imbottiture, protezioni, cinture, airbag, caschi, scafandri per tutti. Sempre. Ovunque. Senza fine, senza limiti. E a chi falla: piombi e catene, ergastoli e galere, forche e capestri.

E’ il bene, amici, il bene che dilaga.

Possiamo combattere il male, mai il bene. Solo Dio lo può fare.

Oremus ergo fratres:  “Domine terrae caelique, libera nos a bono! Amen!”

(1-continua)

RDV