Vilipendio di sé

L’uomo nuovo invoca la propria scomparsa

per liberare il mondo dal male

***

A tutti noi è ben nota la figura del Maschiopentito, pentito di esistere in quanto tale e di cui tante volte abbiamo tratteggiato il profilo.  Conosciamo le espressioni e la fenomenologia di questa recente creatura psichica che l’Occidente ha partorito. Accade però di imbattersi in manifestazioni così eclatanti e tanto estreme di quella patologia che si è costretti a prenderne nota e ancora a rifletterci ed a commentarla.

Qui  Nazioneindiana I Maschi,  link ad un articolo la cui altezza potrà forse essere raggiunta, ma non superata,  con questo mio commento, colà inviato.

“Sono approdato su questo sito seguendo le tracce di R. Girard ma vi ho scoperto anche questo articolo di G. Sartori che, per la sua eccezionalità, merita una riflessione ed un commento.

In questa stagione storica non è difficile incontrare uomini che – fatta propria la lettura altrui della storia e dell’identità maschile – fanno della denigrazione del proprio Genere una professione, in uno slancio di autocolpevolizzazione e di autocondanna la cui causa deve essere chiarita.

Tuttavia l’articolo in parola si colloca ad un livello ben superiore alla media. Sartori infatti ci cattura in una escalation della denigrazione aperta e smaccata del maschile che ha dell’abnorme, avvolgendoci in una spirale del dileggio e del disprezzo verso gli uomini che lascia sconcertati anche coloro che, come me, ne hanno ormai sentite di ogni tenore.

Questa pulsione all’autodafé maschile, questo anatema che i membri di un gruppo umano lanciano contro se stessi, questa richiesta di espiazione spinta sino all’auspicio della propria scomparsa, non hanno precedenti. E’ dunque accaduto qualcosa di assolutamente nuovo: il vilipendio di sé non s’era mai visto. Una lettura girardiana ci direbbe che l’odissea mistificatrice del sacrificio ha toccato una nuova sponda: questa volta è il capro espiatorio stesso ad annunciarsi, a gridare che finalmente il colpevole è stato trovato e che la sua eliminazione porterà la pace e garantirà la sopravvivenza dell’umanità. Davvero, questa volta il colpevole veramente vero è stato trovato: non possono esserci dubbi giacché egli stesso proclama la sua colpa e chiede di espiare. Perché dunque non eseguire la sentenza se egli stesso la invoca?”

 Rino DV

impiccato

Qui alcuni estratti del citato articolo:

 Qualche volta mi domando chi ce lo fa fare di sopportare tutti questi maschi che ci sono in giro. Testosteronici, assertivi, vanitosi, ottusi, tronfi, insulsi, psicorigidi, insensibili. E a guardar bene anche meschini, pavidi, opportunisti, profittatori, infidi. Il mondo trabocca purtroppo di insopportabili maschi. Basta aprire un giornale o navigare due secondi su internet, per appurare il loro arrogante dilagare, il loro strapotere. Dirigono nazioni, decidono e fanno guerre, trasformano le banche in pericolose bande a delinquere, o anche solo girano inutili film, scrivono romanzi inani, causano incidenti automobilistici, rubano, stuprano, assassinano. Un’inflazione di maledetti maschi che con la loro irresponsabilità e le loro intrinseche tare stanno mandando a catafascio il pianeta. 

Come si può constatare in qualsiasi nefasta riunione di famiglia, o anche solo di amici riprodotti, i maschietti rompono i coglioni a tutti già nei primi mesi di vita, e mano a mano che il tempo passa è sempre peggio. Le loro sorelline se ne stanno buone e tranquille (sono quasi sempre adorabili), loro devono a tutti i costi correre come ossessi, urlare, tirare calci, strattonarsi, danneggiare oggetti e indumenti. A scuola le ragazzine studiano, e sembra che abbiano dieci anni di più, loro non fanno niente, e paiono ritardati mentali. E se studiano è solo per assecondare una immoderata ambizione, il bisogno di padroneggiare: si preparano a fare i maschi dominatori. Senza veri sentimenti, senza fantasia, senza una comprensione profonda delle cose.

Gli adulti maschi, anche questo è sotto gli occhi di tutti (nonostante si dica e ridica che le cose sono molto migliorate rispetto al passato), sono limitati, egotistici, permalosi, invadenti, vanagloriosi, vacui. Interessati, desolatamente aridi, immaturi, e nel contempo immutabili, sclerotici, incapaci di adattarsi ai cambiamenti. A parità di età e di condizioni, dimostrano un’età psichica doppia rispetto alle loro coetanee. Quasi sempre non trovano di meglio che trincerarsi nelle loro funzioni e nei loro ruoli sociali, nascondendo la loro pochezza sotto la facciata sociologicamente opaca del lavoro. Impiego che molto spesso consiste nel martoriare qualcuno, o comunque nel perpetrare qualche danno. Nell’età avanzata le cose si aggravano ancora: diventano autentiche mummie, grottesche caricature di quella che è la autentica umanità.

Gli unici maschi che frequento io hanno una parte femminile molto sviluppata: sono sopportabili per quello. Sono pur sempre maschi, e hanno imperdonabili impennate maschili, ma io mi rivolgo alla loro parte femminile, e ignoro quell’altra. Io stesso ho una parte femminile molto sviluppata, quindi mi viene facile. E per fortuna che in certi maschi la parte femminile è molto sviluppata, altrimenti staremmo freschi.

Le donne sono notoriamente più capaci, più elastiche, più acute, più oneste. Migliori a mediare, a dirigere, a decidere, a governare, ma anche più precise e più accurate nei mestieri manuali. Non si impuntano come galletti, non devono sedurre tutto il pollaio, non hanno da dimostrare che hanno dei coglioni così e colà. Sono molto più brave a fare le infermiere, le dentiste, le giornaliste …

Forse allora gli uomini potrebbero essere adibiti a quei rarissimi mestieri dove non sono poi malaccio, come i becchini, i parcheggiatori abusivi, i raccoglitori di palle da tennis, gli asfaltatori, i sollevatori di pesi, i culturisti, gli informatici. E beninteso i pedofili. 

Nelle api e in tante altre specie animali i maschi tirano le cuoia subito dopo l’accoppiamento. Questa raffinata soluzione messa a punto dalla natura mi sembra essere quella ideale. Gli si dà un contentino, visto che ci tengono tanto all’accoppiamento, e poi fuori dalle palle.

In realtà un rimedio ci sarebbe. Una soluzione già collaudata, e già in uso. Parlo dell’inseminazione artificiale, utilizzata da decenni nei bovini. 

…E invece le mucche stanno benissimo. Sono felici, da quando non devono sottostare ai soprusi e all’ottusità dei tori.

Del resto da qualche anno per i bovini da latte si sta diffondendo un perfezionamento ancora più interessante. Il seme sessato, come viene chiamato, permette di far nascere solo femmine. Così si evita di mettere al mondo maschi dei quali bisogna poi sbarazzarsi (il che potrebbe far pensare a certe brutte cose successe nel passato). Si fanno nascere solo femmine, e quel piccolo numero di maschi strettamente necessario alla riproduzione artificiale.

Purtroppo il mondo attuale è quello che è, ci vuole molta pazienza. E molto coraggio, se si vuole battersi per migliorare le cose.

G. Sartori

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One Response to Vilipendio di sé

  1. Marco Pensante ha detto:

    Ma questi personaggi non hanno neppure la cognizione di autovilipendersi. Sono innocenti come bambini. Si ritengono nel giusto perché parlano sempre degli altri, mai di sé. Anche quando si includono, si escludono. Chiedono al Nuovo Ordine futuro di apprezzare la loro specchiata fedeltà e premiarla un domani. Ma il Nuovo Ordine futuro non avrà riconoscenza. Non ce l’ha già ora.

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