Segnali debolissimi dal fondo cosmico

Incastrato? Colpa sua!

Sentenza 3650 della Corte d’appello di Napoli, sezione civile IV bis. Dep. 21/10/2013

Qui l’articolo citato

Doveva pensarci prima! Lui.

Questo lo sapevamo. E’ così in tutto l’Occidente. I maschi stessi hanno approvato leggi ed emesso sentenze da sempre in questo senso e senza eccezioni, ciò sulla base del seguente principio, qui assunto in modo esplicito a motivazione della sentenza: ” …l’uomo, portatore di un così forte e intenso desiderio di non procreare, ha la capacità cognitiva e la possibilità di prendere le necessarie misure idonee a evitare le indesiderate conseguenze delle sue azioni”.

Può sempre pensarci dopo! Lei.

Ma non la donna, ovviamente. Essa può  infatti “evitare le indesiderate conseguenze delle sue azioni” anche dopo e in più modi (aborto, parto anonimo, infanticidio).  Lei può pentirsi, ripensarci, e comunque rimediare, come se non avesse “…la capacità cognitiva e la possibilità di prendere le necessarie misure idonee a evitare le indesiderate conseguenze delle sue azioni.” Lei sola può, giacché non risponde delle sue azioni. E questo pure lo sappiamo bene.

Frode premiata

Sappiamo anche bene che la combinazione dei due fattori porta al seguente prodotto: che Lei può frodare il partner in perfetta malafede e incastrarlo per sempre imponendogli ciò che egli rifiuta. Ne ha tutto il diritto. E’ la ben nota parità in versione femminista resa legge e giurisprudenza materiale dai maschi a proprio danno.

Eppure…

Eppure in questa sentenza non tutto è buio, pur se quasi impercettibili, vi sono dei riverberi di luce. Fotoni dal buio delle profondità cosmiche.

Anzitutto c’è una sentenza perché vi fu un uomo che avviò una causa. Un uomo che osò pensare di avere dei diritti, o di poterli avere o quantomeno di poter sollevare finalmente la questione in un tribunale. Di accendere una miccia. Non è cosa da poco.  Che io sappia non ci sono precedenti in tal senso.

In secondo luogo c’è il fatto che un grosso quotidiano ha ripreso la notizia, pescandola dalla cronaca giudiziaria vecchia di mesi, e che la presentazione ed il commento conclusivo lasciano intravvedere un vago sentimento di simpatia per il malcapitato. Per la propria condizione.
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microgalax
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Non è molto. Un paio di cerini accesi ai confini dell’universo.
Però son segnali positivi che prefigurano un futuro luminoso. Basta pazientare un pochino. Si sa, abbiamo a che fare con tempi cosmologici.  Qualche miliardo di anni.
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Qui invece un link ad altra sentenza sull’incastro a danno di un donatore
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