A meno che…

02/07/2015

IPOTESI FINALE

 

A meno che abbiano ragione quelli secondo cui l’evoluzione delle forme viventi è determinata dalla Necessità in dipendenza dalla quale tutte le entità del mondo vengono utilizzate o scartate, acquistano o perdono valore, sono apprezzate o detestate, onorate o oltraggiate. Amate o odiate (se ancora si preferisce il romanzo).

Quei filosofi dicono che gli uomini avranno valore tanto a quelli delle donne quanto ai propri stessi occhi, solo fino a quando saranno utili alla specie.

Da quel momento in poi le une e gli altri –  gli interessati stessi –  agiranno attivamente per la scomparsa dell’inutile. L’interesse della specie opererà nel silenzio dell’inconscio profondo verso la direzione necessaria, inevitabile, che Lei da lungo attende e allora non sarà possibile distinguere tra l’odio della Donna verso l’Uomo e quello dell’Uomo contro se stesso.

Non si potrà valutare se sarà allora più grande il desiderio della prima di eliminarlo o l’urgenza del secondo di venire eliminato. Di eliminarsi.

Non si potrà sapere se sarà più acuto il livore della prima o l’autodisprezzo del secondo: cupio dissolvi.

Guidati dalla necessità, lavoreranno insieme per l’eliminazione di ciò che, ormai superfluo, in un mondo limitato è ingombrante, dannoso. Forse letale.

Se quei neoantichi  hanno colto nel segno, il nostro risorgente stupore di fronte alla diserzione maschile, alla fuga da se stessi, alla cecità idolatrata, al rifiuto ostinato della coscienza, ci tradisce come ingenui e sprovveduti bambinoni.

Se quelli hanno ragione, tutto si rischiara. Una luce fredda rende visibile e illumina ogni cosa, fino ai dettagli.

Il maschile ha esaurito il suo compito: sta scomparendo perché deve scomparire. Scomparirà.

Per quanto imbarazzante, non si può negare che la scomparsa dei dinosauri fu una notizia meravigliosa, per i mammiferi.

Parce subjectis.

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