Crimen laesae maiestatis

25/03/2017

I crimini vanno puniti. E’ bello vedere che ogni tanto succede.

Di recente ne è stato perpetrato in TV uno abnorme. Qualcosa di imperdonabile e intollerabile, oltreché disgustoso e aberrante. Prontamente, duramente, esemplarmente punito. Questa volta e per sempre.

Si deve sapere che l’intera puntata di un sofisticato programma pomeridiano, uno di quelli in cui le Donne, ormai mature e sicure di sé, si mettono lealmente in discussione e ironizzano su se stesse, avente per oggetto i rapporti femmine/maschi (una novità, una vera chicca) verteva sull’ipotesi che le italiane non tocchino quei vertici di assoluta indefettibilità, di apicale eccellenza, di cristallina perfezione che pure tutti noi sappiamo essere vere.

Sia pure per scherzo, banale pretesto per ben più alte considerazioni, ben più acute e profonde riflessioni, si è osato ipotizzare che quella vera e incontrovertibile perfezione sia – absit iniuria verbis – macchiata da qualche vaga penombra, quella cristallinità segnata la impercettibili crepe.

Peggio. Si è voluto immaginare che tali ipotesi blasfeme derivassero dalla proiezione valutativa di un essere torvo e bieco, entità cavernicola, spettro del medioevo rinascente. Il maschio italico.

Insomma, si è osato assumere il giudizio paleomachista come parametro valutativo dell’essenza ontologica della donna italiana.

Oltraggio, infamia, scandalo imperdonabile.

Bisognava andare giù duri, agire immediatamente con sentenza senza appello. E così è stato.

Ma, si sa, prevenire è meglio che reprimere. Meno visibile …e più elegante.

Il prossimo folle che vagheggerà di scherzare sulla perfezione transdivina delle Ariane (italiche e non) sa, da oggi, cosa lo attende.

Noi già lo sapevamo.

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Paola Perego “Parliamone sabato” – Marzo  2017

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