La stupefacente leggenda della pillola nella “liberazione sessuale”

Una leggenda fantastica

Ci sono cose che tutti sappiamo, di cui nessuno ipotizza neanche lontanamente che siano, o al meno possano essere, false. Verità assodate, certe come la morte, assolute, indubitabili.

Una di queste riguarda il ruolo decisivo della pillola nella c.d. “liberazione sessuale” in Italia. Da 50 anni questa verità indubitata e indubitabile viene riportata in tutti i contesti, su tutte le fonti possibili e immaginabili ed emerge nei dialoghi al caffé come sui tomi di medicina, sociologia, demografia, psicologia, sessuologia estrusi dai luminari accademici delle scienze umane. Tutti superinformati, supercompetenti, superesperti. E soprattutto supercritici.

Chiedo: per poter sostenere che la pillola è stata l’elemento decisivo nella c.d. “liberazione sessuale” qual è la percentuale di utilizzo che si stima necessaria? A priori, quale quota di FF utilizzatrici si vuole avere per poter sostenere – senza rendersi ridicoli – che la pillola è stata il fattore determinante in cotanta rivoluzione?

Nessuno dirà che basti il 1-2% per poter sostenere la tesi. Certo, se la quota fosse il 70%, o 60%, o 51%  non ci sarebbero dubbi. Ma, dati gli effetti culturali diretti e indiretti, l’emulazione sociale e tutto il resto della complessità della vita collettiva, concediamo volentieri che potrebbe bastare il 40%, oppure il 30% o forse anche il 25%.

Nessuno verrà a dirci che quote di utilizzo del 3-5 o anche del 7-10 per cento siano determinanti, decisive o anche solo importanti nell’innescare e nell’universalizzare un simile fenomeno collettivo talvolta celebrato addirittura come “rivoluzione”

Nessuno lo dirà, perciò lo dico io: durante gli anni 70 (appunto gli anni della “liberazione-rivoluzione sessuale”) la quota delle FF utilizzatrici non raggiunse mai il 5%. Arrivò al 10% alla fine degli anni 80 e si avvicinò al 20% verso il 2000. Adesso (2018) pare abbia superato il 22%.

E ci siamo tenuti larghi,  perché queste quote si riferiscono alle FF che usano qualche metodo. Sul totale invece (di quelle che hanno una vita sessuale) la quota è ancora ben lontana dal 20% (16.8% nel 2012).

Ergo? Ci stiamo bevendo un favola stupefacente da 50 anni.

Che sia la sola?

Che sia sterile?

O  usa la pillola come la maggioranza” delle italiane?


Le fonti non concordano nei dettagli. Per lo più non indicano la base di riferimento: se le FF “con vita sessuale” o se il sottogruppo: “con vita sessuale utilizzatrici di un qualche metodo”. Io ho riportato delle interpolazioni fondate in sostanza su dati AIED fornitimi direttamente nel 2004 poi integrati, aggiornati e confrontati.

Qui comunque un link  Soc. Ital. Contraccezione

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