100 volte IV Novembre: disonore ai mandanti

I° Guerra M

Onore ai caduti e disonore ai mandanti

 

Cent’anni fa finiva il grande massacro.

Da allora – accentuatesi ovviamente quest’anno  -si succedono cerimonie, commemorazioni, celebrazioni.

Da 100 anni si rende onore ai caduti. Anch’io rendo onore ai forti. E pure ai deboli.

Ma affinché questo tributo non sia una beffa, è necessario finalmente disonorare chi li mandò ad uccidere e a morire, a torturare e a farsi torturare, a distruggere e a farsi distruggere.

Disonore a chi, per italianizzare 700 mila persone ne mandò al massacro 600.000. Cui vanno aggiunti (non per fare l’evangelico ma per completezza dell’informazione) quegli altri 600.000 che furono ammazzati dai nostri.

I crimini hanno a monte dei criminali. Individui e gruppi, personalità e associazioni, movimenti e organizzazioni, partiti e classi sociali.  Ideologie, miti, interessi con tanto di nomi e cognomi.

Fuori i nomi! Eccone due: Salandra e Sonnino, certo, e dietro loro un elenco interminabile.  Impossibile elenco.

Nomi di criminali.

Disonore ai mandanti

Onore ai soldati.

 

 

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9 Responses to 100 volte IV Novembre: disonore ai mandanti

  1. RDV ha detto:

    Visitando il fronte, come sull’Ortigara, si resta impressionati dalle dimensioni del lavoro svolto da quei disgraziati.
    Non ci si può credere.
    Chissà se ne sono morti più di pallottole che di lavoro e stenti…

  2. RDV ha detto:

    Chiedo: se ammazzo una persona sono un delinquente. Se mando qualcuno ad ammazzare qualcun altro sono un criminale al pari dell’esecutore.
    Se invece ne ammazzo 600.000 mandandoli ad ammazzarne altrettanti non vengo processato.
    Perché?
    .
    Anzi non porto neppure il nome di criminale.
    Perché?

  3. pier luigi ha detto:

    La grande guerra fu soprattutto un gigantesco laboratorio.
    I soldati le sue cavie.
    lo rappresenta egregiamente il tema dei mutilati.
    Mutilati nel corpo e nell’anima.
    Lo testimoniano i “progressi” che la scienza medica raggiunse grazie a quel particolare conflitto, il quale permise un numero enorme di sopravvissuti, altrimenti destinati alla morte.
    La psicanalisi, la psicoterapia, la chirurgia, l’ortopedia (con il pionieristico lavoro dell’Ist. Rizzoli di Bologna)…e tanti altri settori.
    Quei progressi, si riverberarono sulla società, al pari dei benefici economici che ogni dopoguerra comporta.
    Non fu un inutile massacro come retoricamente viene descritto.
    In fondo che sono qualche centinaio di migliaia di morti (maschili), paragonati al progresso sociale (di uomini e donne quindi) che solo una guerra di quelle dimensioni garantiva?
    Il tema del corpo offeso del fante-contadino, fu poi speso politicamente per le grandi manovre, che di li a poco avrebbero fatto piombare l’Italia nella dittatura.
    Da D’annunzio in giù (egli stesso mutilato) un intero movimento culturale, assieme ad istituzioni statali e associazioni di ex combattenti parteciparono alla creazione d’un culto nazionale.
    Utile.

    • RDV ha detto:

      E’ vero che anche il male può generare il bene. E viceversa.
      Ma questo non diminuisce le responsabilità dei carnefici neanche della metà di zero.
      Va da sé.

      • pier luigi ha detto:

        Senza alcun dubbio.
        ll mio era il tentativo maldestro di evidenziare come la semplificazione della guerra come affare esclusivo degli uomini, sia falsa.
        La guerra è sempre stato un accadimento che ha riguardato le comunità politiche, il cui combattimento sulla linea dl fuoco però, dove si crepa…è delegato agli uomini.
        I benefici della vittoria, come i territori conquistati, i bottini…la stessa economia di guerra e quella del dopoguerra, i vantaggi geopolitici derivanti, ma anche quelli immateriali e collaterali come quelli che ho descritto, divengono in qualche modo collettivi.
        Ma da sempre a pagarne il prezzo sono gli uomini.
        Ed in particolar modo le truppe.

      • RDV ha detto:

        E’ così.
        I vantaggi delle conquiste e delle imprese maschili, in particolare operate dai giovani, sono andate a vantaggio di tutti. Comprese quelle a danno di altri popoli. In tal caso questi hanno pagato ma tra i vincitori tutti ci hanno guadagnato.
        Ad esempio nella conquista delle americhe. Adesso le femministe collocano anche questa tra le malefatte maschili.
        Lo fanno anche le femministe americane. Che non esisterebbero senza quelle conquiste. Pagate dai Pellerossa, certo.
        A vantaggio dei bianchi e …delle bianche…

  4. giacinto lombardi ha detto:

    La cosa più triste della Prima Guerra Mondiale furono i 400.000 processi contro i nostri stessi soldati, le 4.000 condanne a morte, le decimazioni, le punizioni collettive, la fame, i topi, le cimici, le malattie, jl terrore più degli ufficiali e dei tribunali militati che del nemico. IL regime militare ottocentesco che guidò la Grande Guerra fu orribilmente peggio del Fascismo, le leggi razziali sono una carezza, uno scappellotto nei confronti della crudeltà, del disprezzo del popolo, del dispregio della vita dei soldati che misero in atto le gerarchie militari al soldo di Salandra e Cadorna. E’ incredibile come la retorica del milite ignoto sia riuscita a nascondere e soffocare ogni cosa.

    • RDV ha detto:

      Un orrore assoluto.
      E non solo qui. Fu ovunque la stessa cosa.
      La stessa rivoluzione russa maturò al fronte.
      .
      Onorando i caduti bisogna stare attenti, perché anche Mussolini li onorò. Redipuglia la volle lui. Ma 600.000 non gli bastavano.
      Ne volle “onorare” altri 450.000.
      .
      Onore ai caduti.
      Disonore ai mandanti.

    • RDV ha detto:

      Carne da cannone. Ecco cos’era il soldato per le gerarchie politico-militari. Non solo italiane. Verdun parla per tutti.
      Ma è stato così da sempre. Il disprezzo per i soldati è poi aumentato con la nascita degli eserciti di massa post rivoluzione francese.
      .
      Non va poi dimenticato che in questa guerra il nazionalismo italiano si è smascherato. Dopo aver cacciato lo straniero da terre italofone…è andato ad occupare il Sudtirolo, mai stato italiano nei secoli. Secondo il principio sacro al nazionalismo: la mia patria è sacra, quella altrui è profana. Perciò, putacaso che diventiamo forti, la profaniamo.
      .
      Per i patrioti – quorum ego – la patria è sacra. Tanto la mia quanto quella degli altri. Per i nazionalisti invece vale la regola di cui sopra. Il nazionalismo veste la maschera del patriottismo, ma vile e sleale non si ferma a Trento. Se può arriva a Bolzano.
      E se può di più arriva ovunque ci siano patrie altrui da sottomettere.
      .
      Non è finita, perché c’è da porsi la seguente domanda.
      Se quei massacrati fossero vivi, denuncerebbero i loro carnefici – i mandanti – o si limiterebbero ad onorare i caduti?
      .
      Considerando ciò che hanno sempre fatto e fanno le associazioni combattentistiche e d’arma, c’è da trarne una tragica conclusione.
      .
      IV Novembre, onore ai caduti, disonore ai mandanti,
      IV Novembre, sono un patriota. Sacra la mia patria e sacra quella degli altri.
      Sacra la lingua, la cultura, le tradizioni, l’arte, i monumenti, la fede, le consuetudini, il folklore del paese dove sono nato.
      Altrettanto intangibili e sacre quelle altrui.

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