Unionisti e Separatisti

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Una frattura diversa da quelle idealpolitiche è da tempo in allargamento tra gli uomini. Si tratti dei risvegliati e coscienti o dei semisonnambuli incoscienti. Non fa differenza.
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A brief guide to the new war of the sexes. Both sides are 100% right. -  Fabius Maximus website


Ci sono quelli del VAB – Vogliamoci ancora bene! – e quelli del REF – Ragazze, è finita!
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Quelli che pensano e sentono che c’è un futuro insieme, che non è finita qui e quelli che ne hanno abbastanza e non ci credono più. Innamorati, nonostante tutto, contro disamorati senza speranza.

Unionisti per la rinascita e Separatisti per la libertà, secondo esperienza personale più che filosofia, con le simmetriche accuse. Non distruggiamo tutto per colpa del Covid femminista, dicono i primi, non diamogliela vinta. E poi cos’altro resterebbe?

L’ingenuità è finita, sentenziano i secondi, quel vostro “amore” lo pagherete caro. Noi non pagheremo. Adios amigas!

Ammesso che – qui – qualcuno vinca, lo sapremo tra cent’anni.

13 Responses to Unionisti e Separatisti

  1. ppeerrsseeuuss ha detto:

    Io penso che vinceremo noi e fra meno di 100 anni.

    Oggi la gpa e fra qualche decennio l’utero artificiale ci consentiranno di superare la nostra conflittualità, che è per l’accesso all’utero. Le f stanno perdendo il loro unico potere: dividerci e quindi indebolirci. Esse potrebbero trovarsi in balìa dei m. Di qui la loro isteria.

  2. Pino59 ha detto:

    Però credo che questa distinzione tra VAB e REF, con il secondo gruppo che cresce all’aumentare della consapevolezza, sarebbe appropriata se le donne fossero prive di attrazione sessuale verso gli uomini e quindi avessero usato il sesso solo come pedina di scambio per ottenere benefici (protezione e mantenimento) come sostieni per esempio in “L’emergere storico della QM”, sul sito degli Uomini Beta. Questa affermazione è certamente corretta nella stragrande maggioranza dei casi, ma non descrive completamente la natura sessuale femminile e il proclamarlo espone al rischio di imbarazzanti smentite.
    E’ molto probabile che il desiderio femminile sia generalmente più tiepido, meno intenso di quello maschile, ma non è questo il vero problema. Di fronte all’evidenza di un desiderio femminile uniformemente debole, o addirittura nullo, gli uomini finirebbero effettivamente per rassegnarsi nel giro di pochi decenni dal momento della “liberazione sessuale” e accetterebbero di convivere con esso, magari adottando quelle soluzioni di ripiego (prostituzione) che del resto sono in essere da millenni.
    Il problema fondamentale è che il desiderio femminile esiste ed è ipergamo, ossia anche intenso ma diretto verso un numero limitato, non necessariamente esiguo di uomini (5%? 10%? degli studi obiettivi sarebbero molto opportuni) e questo pone gli uomini in una situazione di estrema competizione e quindi di debolezza per accedere a quel numero limitato di posti.
    Aggiungo, come pura curiosità, che “ipergamia” non significa semplicemente “selettività”. Possiamo immaginare un mondo in cui le donne siano estremamente selettive e al contempo tiepide sessualmente, senza che questo porti necessariamente ad una disintegrazione dei rapporti tra uomini. Per esempio, un mondo in cui ogni donna desideri uno ed un solo uomo, ma questo uomo sia diverso per ogni donna. Insomma, quella figura che una volta si chiamava l’anima gemella. Ai giovani di oggi, cresciuti in piena libertà sessuale, ciò può apparire ingenuo, tanto più se si considera il comportamento sessuale tipico degli altri mammiferi, ormai divulgato dai documentari, che è ben lungi dall’essere monogamico e privilegia quasi sempre i maschi dominanti. Eppure è più o meno la convinzione che la gente comune aveva fino a una cinquantina di anni fa, e cioé che gli uomini fossero tendenzialmente poligamici (vero) ma che le donne fossero monogamiche e si accontentassero del marito (vero allora per necessità, falso adesso).
    In realtà credo che l’insoddisfazione sessuale pura e semplice sia una causa solo secondaria della debolezza maschile. Il fatto che la competizione sessuale sia libera da vincoli oltre che biologicamente importante ha fatto sì che i risultati di questa competizione siano diventati il principio gerarchico più rilevante nella società occidentale. Detto in soldoni: è diventato necessario piacere, sedurre e se non lo fai non vali niente. Di questo si era già accorto lo scrittore francese Houellebecq, alla fine degli anni ’90, ma mi sembra che le sue osservazioni, del resto non sistematiche in quanto inserite in opere di narrativa, siano rimaste inascoltate nell’ambito del movimento dei diritti maschili. Eppure gli incel, tanto per fare un esempio, ne sono perfettamente consapevoli tant’è che la maggioranza di loro rifiuta il ricorso alla prostituzione perché non offre nessuna “validazione”, cioé dimostrazione di essere attraenti per le donne. Gli incel sono pressantemente alla ricerca di validazione femminile non perché siano intrinsecamente deboli ma perché sono immersi in un contesto che alla prima occasione gli rinfaccia l’assenza di tale validazione. E ciò vale per chiunque, è probabile che tutte le prese di posizione pubbliche di un uomo in tema di “diritti delle donne” siano pesantemente condizionate dalla paura di apparire deluso, insoddisfatto, arrabbiato con le donne e quindi sospetto di insuccesso seduttivo/sessuale. E quando dico pubbliche, sia ben chiaro, includo anche ambiti esclusivamente maschili.
    In altre parole, non è il bisogno di sesso puro e semplice che spinge
    alla sudditanza psicologica maschile, quanto il principio secondo cui vali se hai successo in una competizione in cui sono le donne a decidere chi vince e chi perde. Che è quanto di più ginocentrico ci possa essere.
    I REF sono i MGTOW? Se sì, cosa propongono di fronte all’esistenza di questa gerarchia, parallela e distinta da quella del reddito? Il fatto che alcuni di loro cerchino ancora le donne ma senza gli obblighi del matrimonio, oppure non le cerchino ma sottolineando che “potrebbero trovarne, se volessero” sembra voler dire che quella gerarchia conserva tutta la sua importanza anche per loro.

  3. ericlauder ha detto:

    “Man mano che nuove e sempre più dannose leggi misandriche saranno implementate, gli uomini tenderanno sempre più a dividersi in due categorie: ignoranti per scelta e MGTOW”

    • RDV ha detto:

      Ho letto sul tuo blog dove dici che, stante la tecnologia attuale (e futura), oggi l’ignoranza non può più essere imputata alla società, alle origini sociali, ma a se stessi.
      In sostanza concordo. Abbiamo nel palmo della mano lo scibile universale. D’ora in poi chi “non sa” sarà sempre più responsabile della sua ignoranza. E che non chiami in causa “il capitalismo” la UE, Soros etc.
      .
      Cmq la divisione tra VAB e REF resterà, perché i giovani pieni di ormoni e di sogni, chi ha relazioni affettive ancora calde e soprattutto chi ha delle figlie è un VAB necessariamente.
      Alla condizione REF più che altro si approda dopo esperienza.
      Pur se il numero dei diffidenti – scettici e disillusi aumenta lentamente anche tra i giovani …informati.

      • ericlauder ha detto:

        Io ho una figlia di 15 anni, eppure non sono un VAB, perché mi è evidente che ciò che va bene per lei non va bene per mio figlio, questo è un fatto.
        Chiamare in causa cose ben più vaste è un modo come un altro di proteggere le donne dalle loro responsabilità – tra tutte le cause comunemente citate (io nel glossario ne cito parecchie, più o meno buffe) l’unica che ci si potrebbe incastrare come CONCAUSA (non come causa principale) è il “capitalismo” ma è inutile essendo appunto al massimo concausa, causa secondaria. Negli USA va molto di moda il marxismo culturale / socialismo, ha lo stesso effetto demoniaco che ha da noi il capitalismo.
        Ci sono anche quelli, rari ma molto creativi, che li hanno messi insieme: è colpa del marxismo culturale liberista capitalista comunista.

        Io preferisco allora dire che la causa è “Qualcos’Altro” – dal Glossario di TIMI:

        “Qualcos’Altro”: termine omnicomprensivo che indica le infinite cause del femminismo nella narrazione tradizionalista/cattofemminista/femminista. Si può mettere qualsiasi causa: Marxismo, Capitalismo, Riscaldamento Globale, Ambientalismo, Religione di Stato, Ateismo, Rivoluzione Francese, Sistema del Pozzo della Dinastia Tang, Tinder, Tazze di Plastica anziché in Ceramica oppure viceversa, Invasioni di Tamerlano, Facebook, Diffusione dei Cibi a Base di Soia, Mikhail Gorbaciov, Ronald Reagan, Ufficiale alle Comunicazioni Uhura dell’astronave Enterprise, Ragionier Ugo Fantozzi dell’Ufficio Sinistri, Quel Cesso della Sorella di Zuckerberg, Platinette, Il Processo di Biscardi, Il Consumo Alimentare di Insetti, La Polvere da Sparo, I Fitoestrogeni, Dudù Il Barboncino di Berlusconi…tutto, proprio tutto, tranne la natura femminile resa libera dall’evoluzione tecnologica.

        https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2020/12/30/glossario-di-timi/

    • RDV ha detto:

      “la natura femminile resa libera dall’evoluzione tecnologica.”
      Ok, questa è la “causa”.

      • ericlauder ha detto:

        E’ ovvio, ma in troppi hanno paura di trarne le conseguenze. Che sono che visto che ovviamente non si può tornare indietro tecnologicamente è necessario che la tecnologia liberi anche la natura maschie, che è promiscua e poligamica.
        A me fa morire dal ridere quando i tradizionalisti chiamano “promiscuità” la monogamia seriale femminile. Se la monogamia, per quanto seriale e con cambi di partner relativamente frequenti, la chiamano “promiscuità” resteranno senza parole quando (e se) la tecnologia libererà la natura maschile, dovranno inventare da zero delle parole nuove.

      • Sandro ha detto:

        ericlauder
        >>>>>>>
        E’ ovvio, ma in troppi hanno paura di trarne le conseguenze
        >>>>>>>
        >>>>>>>
        Se la monogamia, per quanto seriale e con cambi di partner relativamente frequenti, la chiamano “promiscuità” resteranno senza parole quando (e se) la tecnologia libererà la natura maschile, dovranno inventare da zero delle parole nuove.
        >>>>>>

        Concordo.
        E’ quello che dico anch’io da una vita.
        In merito aggiungo che per molti uomini non è solo questione di paura ma anche e soprattutto di “cervello corto”.

  4. Sandro ha detto:

    Rino
    >>>>>>
    Ammesso che – qui – qualcuno vinca, lo sapremo tra cent’anni.
    >>>>>>

    Qualcosa di simile sono solito dirlo a un mio “allievo” abruzzese, che a breve aprirà un canale su You Tube.
    Di certo c’è che da qui ai prossimi anni sarà sempre peggio, ma è altrettanto sicuro che niente è per sempre, per cui la realtà del 2121 sarà molto diversa da quella odierna.
    Mi spiace di non potervi assistere.

    • RDV ha detto:

      “Qualcosa di simile sono solito dirlo a un mio “allievo” abruzzese, che a breve aprirà un canale su You Tube.”
      .
      Quando saprai che lo avrà fatto, segnalacelo.

  5. DanieleV ha detto:

    Parafrasando un famoso detto, “il separatista è un unionista informato”.

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