Crimen laesae maiestatis

25/03/2017

I crimini vanno puniti. E’ bello vedere che ogni tanto succede.

Di recente ne è stato perpetrato in TV uno abnorme. Qualcosa di imperdonabile e intollerabile, oltreché disgustoso e aberrante. Prontamente, duramente, esemplarmente punito. Questa volta e per sempre.

Si deve sapere che l’intera puntata di un sofisticato programma pomeridiano, uno di quelli in cui le Donne, ormai mature e sicure di sé, si mettono lealmente in discussione e ironizzano su se stesse, avente per oggetto i rapporti femmine/maschi (una novità, una vera chicca) verteva sull’ipotesi che le italiane non tocchino quei vertici di assoluta indefettibilità, di apicale eccellenza, di cristallina perfezione che pure tutti noi sappiamo essere vere.

Sia pure per scherzo, banale pretesto per ben più alte considerazioni, ben più acute e profonde riflessioni, si è osato ipotizzare che quella vera e incontrovertibile perfezione sia – absit iniuria verbis – macchiata da qualche vaga penombra, quella cristallinità segnata la impercettibili crepe.

Peggio. Si è voluto immaginare che tali ipotesi blasfeme derivassero dalla proiezione valutativa di un essere torvo e bieco, entità cavernicola, spettro del medioevo rinascente. Il maschio italico.

Insomma, si è osato assumere il giudizio paleomachista come parametro valutativo dell’essenza ontologica della donna italiana.

Oltraggio, infamia, scandalo imperdonabile.

Bisognava andare giù duri, agire immediatamente con sentenza senza appello. E così è stato.

Ma, si sa, prevenire è meglio che reprimere. Meno visibile …e più elegante.

Il prossimo folle che vagheggerà di scherzare sulla perfezione transdivina delle Ariane (italiche e non) sa, da oggi, cosa lo attende.

Noi già lo sapevamo.

*****

Paola Perego “Parliamone sabato” – Marzo  2017


Sentenze esemplari

26/02/2014

Lancia un gatto contro un muro: un anno di galera

Cattura un cinghiale di frodo: 30.000 € di multa

Psicopatico uccide la moglie: psichiatri sotto processo

Crolli del terremoto in Emilia: 40 in tribunale

Non hanno previsto il terremoto dell’Aquila: 6 anni di carcere

Muore sotto la roccia caduta: sindaco e tecnici condannati per omicidio

Il gatto   Il cinghiale   Il matto  Emilia   L’Aquila  Il crollo

L’errore, la conoscenza imperfetta sono diventate un crimine.

I maschi sanno tutto ma fingono di non sapere nulla, possono prevedere e provvedere a tutto ma non prevedono e non provvedono a niente, possono intervenire sempre ma non intervengono mai. Sanno cosa devono fare ma non lo fanno: se ne fregano. E’ giusto punirli duramente.

L’eccesso e la responsabilità involontaria non esistono. Esistono l’egoismo e il menefreghismo, la volontà maschile di nuocere, il sadismo del fallo violatore. Il dolo è conclamato.  Va punito duramente.

Ogni giorno, qui e altrove, “sentenze esemplari” volte all’insegnamento, alla rieducazione.

Prigione

E infatti sono davvero istruttive, luminosamente chiare, ma i destinatari non vedono e non comprendono. Al contrario: plaudono alla repressione presente e altra ne invocano: “E’ ora che i responsabili paghino! E che paghino duramente! Che marciscano in galera! E’ ora!”.

Orbati, non vedono che solo essi sono responsabili, solo essi  rispondono di ciò che fanno e di ciò che non fanno.

Non vedono che la repressione va solo contro di loro, che il forcaiolismo sicurista impicca solo i maschi e che perciò stanno invocando il capestro contro se stessi.

Ma forse è davvero necessario che siano duramente puniti e che a punirli siano le femmine – mai colpevoli e mai responsabili – entrate finalmente nei tribunali a fare giustizia.

Quando saranno in rovina a milioni, allora, forse, gli sciagurati capiranno.


Il sistema o le persone?

08/02/2014

Continuo a rubacchiare dal sito UominiBeta, perché questa refurtiva è troppo ghiotta. Un intervento di A.Ermini ed uno di C. Brivio. Le sottolineature sono mie. 

 

complotto

Regia o meccanismo automatico?

Regia o meccanismo automatico? La risposta non può essere semplice, oggi. Qualche decennio orsono forse si.

Piuttosto mi sembra necessariamente ambigua. Seguendo un ragionamento di Preve (ma prima di lui anche Cesarano e Camatte, due altri marxisti che ragionano col proprio cervello) che a me convince, il Capitale si è “autonomizzato” ovvero non ha più bisogno di una classe che lo rappresenti nella sua interezza, ossia nella sfera economica, in quella sociale e in quella culturale (non ne faccio una questione di priorità o di struttura/sovrastruttura perché detta cosi è una semplificazione meccanicista).

Quella classe era la borghesia, il cui logico e necessitato contraltare era il proletariato industriale. Oggi lo scenario è mutato profondamente. La borghesia come classe “per sè” ossia dotata di una coscienza e di un sistema di valori suo proprio (come era un tempo), non esiste più. E con la borghesia non esiste più, come classe per sè, neanche il proletariato industriale.

Esistono, certo, i ricchi e i poveri, gli sfruttatori e gli sfruttati, ma ciò non basta a connotare una classe. Né per sè, né in sè. Non è un paradosso. Il capitale ha in certo senso socializzato la proprietà dei mezzi di produzione. Non più la grande impresa di famiglia (borghese), ma le infinitamente più potenti corporation, il cui pacchetto d’azioni è posseduto a sua volta da altre aziende, fondi d’investimento etc. etc, infine spezzettato anche in una miriade di soggetti privati, in un intreccio di difficile dipanazione.

Certo, tutto dipende dal controllo e dalla catena di comando, ma a rigore il grande potente manager non può essere considerato un borghese tout court, ma semmai un alto e ben remunerato funzionario del capitale. E se ciò è vero dal punto di vista della proprietà , ancor più lo è dal punto di vista culturale. Un borghese di cinquant’anni orsono non avrebbe mai aderito alla teoria Gender.

Una regia quindi esiste, ma è la regia non dell’autore del film bensì di un dipendente dell’autore, che è impersonale. Particolare non da poco perché significa in realtà che esiste una rete di soggetti che retecomplex“spontaneamente” convergono e diffondono la visione del mondo del capitale. Lo stesso vale per la pianificazione, che esiste come elemento impersonale e non come un gruppetto di persone che a tavolino danno ordini.

Neanche la massoneria internazionale, che pure esiste con le sue potenti organizzazioni e col suo appoggio al femminismo e quant’altro, ce la vedo come pianificatrice al modo dei piani di sviluppo quinquennali sovietici. Non c’è più bisogno di ciò. Ciò che deve essere fatto lo si respira nell’aria, lo si capta spontaneamente e ci si adegua.

Come giustamente nota spesso Fabrizio (Marchi ndr), il capitale ha per così dire affidato a questa sinistra il fondamentale compito di veicolare la sua visione del mondo sul piano culturale, lasciando alla destra così detta moderna il compito di “coprirlo” sul lato economico.

Ciò che (ancora) non riesco a vedere con un minimo di chiarezza quale sarebbe, in conseguenza a quanto sopra, il soggetto (o i soggetti) “antagonista” per eccellenza. Forse lo sospetto, almeno come deduzione. Ma proprio perchè è solo una deduzione, non lo dico fino a che non darà dimostrazione di essere vivo.
A. Ermini

Ma il nemico è ben individuato: il maschio-padre

di C. Brivio

nemicobiettivo

A. E.: “…non riesco a intravvedere alcun antagonista”.
Però una cosa è chiara: il “sistema” ha individuato e indicato con chiarezza i suoi nemici. E sono i padri e i maschi. I padri per la loro sostanziale estraneità alla moralità consumistica, i maschi per l’istinto e la propensione al dono che ne ha fatto costruttori di civiltà e quindi una presenza creatrice di realtà alternative.

Come minaccia basta e avanza ad un dominio che crea squilibri ormai ingestibili e cerca disperatamente e a qualunque costo un equilibrio. Il carattere antidemocratico di questa azione ha avuto plateale conferma in Francia dove il popolo ha sfilato per le strade contro i suoi stessi eletti costringendo il governo a ritirare il suo programma di educazione al gender in tutte le scuole. In altre aree, non sono assemblee parlamentari ignoranti e corrotte a dare corpo al progetto di decostruzione del paterno, del maschile e dell’umano.

Ma sono i voli dei “Predator” premessa per l’introduzione della ideologia gender e l’attacco alla paternità ed alla maschilità che ne consegue. Oppure sono i documenti delle agenzie internazionali come l’ONU che nel suo recentissimo documento di attacco ai cattolici e al cattolicesimo, pur trattando di famiglia, di vita nascente, di educazione dei figli e dei giovani, attribuisce ai padri un ruolo di assoluta irrilevanza al punto che non li cita una sola volta.

Dunque i nemici sono stati dichiarati ed attaccati in una guerra antipaterna, antimaschile ed antiumana in cui l’attaccante accetterà solo una resa senza condizioni e non intende fare prigionieri. Vedremo se chi è stato individuato come corpo estraneo alla società futura e da annientare avrà il coraggio di aprire gli occhi e reagirà oppure accetterà il dolore di vivere senza anima, identità e volto.

C. Brivio


Autopsia

07/02/2014

Rubo dai commenti di UominiBeta questo intervento definitivo di A. Ermini.

Credo che ormai, anche per i più scettici, sia chiaro il quadro di guerra culturale totale prima, e poi politica e legislativa, in cui siamo totalmente immersi.

Né, sui temi antropologici, sono possibili o auspicabili mediazioni di sorta. Primo, perché sono intrinsecamente impossibili: o si crede alla teoria del Gender, o non ci si crede. O si crede che maschio e femmina e padre e madre fondino il loro esser tali sulla biologia dei corpi (pur con tutte le variazioni sul tema dovuti all’innesto della cultura), oppure che il corpo sia solo un “accidente” casuale e che la psiche ne sia del tutto scissa (questo è il Gender).

Rinunciare ad esprimere e a far valere in ogni sede il valore e l’importanza della differenza sessuale (il che non implica differenze di fronte alla legge) , significa solo un cedimento mortale ai sostenitori della tesi opposta. Un cedimento sul piano simbolico porta inevitabilmente a cedimenti clamorosi anche su quelli legislativi.
Secondo, perché quantunque i genderisti non osino ancora esplicitare fino in fondo il loro pensiero per motivi di opportunismo, è del tutto evidente che non si fermeranno mai e poi mai. Ogni vittoria sarà la piattaforma per una battaglia ulteriore, avendone creato le premesse.
Centrale strategica del disegno (che Cesare, a buon diritto per un credente, definisce satanico, ma che è disegno perverso anche agli occhi di un non credente che non abbia ancora rinunciato a quella forma alta di ragione espressa ad esempio da Aristotele, non parziale e non puramente calcolante,) è l’ONU con tutte le sue agenzie egemonizzate dal femminismo.

Sotto la balla della parità e della nuova religione dei “diritti umani e sessuali”, Onu e compagnia vogliono contrabbandare l’omologazione universale degli individui, che in tal modo (diventati senza storia, senza identità e persino senza corpo, e non è un paradosso se il corpo nulla conta se non come mezzo di piacere) sono perfettamente e integralmente manipolabili e influenzabili. Da chi?

Sarebbe limitativo dire dal femminismo, perché esso in realtà è niente di più né di meno che la longa manus dei poteri finanziari internazionali che governano il mondo a spregio di ogni principio democratico; anche nei paesi “formalmente” democratici. L’appoggio esplicito delle multinazionali al gender, ai matrimoni gay etc, etc. ne è la prova provata. E non è solo per interesse economico di breve periodo (leggasi target di mercato).

L’interesse economico c’è, naturalmente, ma proiettato nel lungo periodo e mediato necessariamente da un passaggio culturale “rivoluzionario”. Tale sarà quello per il quale la vita stessa, dal suo concepimento alla sua fine, sarà del tutto entrata entro il dominio del capitale, o per dirla in altre parole sarà diventata una espressione particolare della forma merce astratta. Forma particolare ma fondamentale e definitiva perché oltre ad essa non ci sarà più nulla da conquistare e la colonizzaione del mondo compiuta.

Quando l’opinione pubblica si sarà abituata a considerare tutto ciò come un fatto normale, o di cui magare anche discutere amabilmente , ma solo perché pone “problemi e sfide etiche inedite”, e comunque dopo aver risolto i problemi economico/salariali, il gioco sarà fatto, e il Capitale avrà vinto.

E il bello è che avrà vinto per aver arruolato fra le propie file gli ex nemici mortali i quali, poveri illusi stupidi o in malafede e non so cosa sia peggio, credono di essere gli alfieri della liberazione dell’umanità dai dogmi oscurantisti dei reazionari di varia specie.

La strategia comunicativa per far passare queste concezioni del gender fu chiaramente delineata nel 2002 da Paul E. Rondeau in un articolo (Selling Homosexuality to America) scritto per una rivista di studi giuridici (Regent University Law Review. Virginia 2002) .
Si fonda su tre fasi precise:

a) Desensibilizzazione, ossia inondazione della società di messaggi e modelli gender fino a renderli “noiosi”.  L’opinione pubblica si abituerà a considerarli normali senza rendersi conto del cambiamento.

b) Bloccaggio. Censura preventiva di ogni obiezione da classificare come discriminatoria, oscurantista, bigotta e così via. Scrive Rondeau.

c) Conversione. La maggior parte della popolazione finirà per accettare l’ideologia gender e le sue ricadute pratiche e di costume.

E voilà, il gioco è fatto.

Sono fermamente convinto che in questa guerra culturale mondiale, che dal punto di vista psichico è incommensurabilmente più mortale di tutte le altre, non siano più concepibili troppo sottili distinguo o pregiudizi verso nessuno da chiunque avanzati.

Sono perfettamente consapevole delle differenze di back ground culturale e politico, delle diverse concezioni del mondo che esistono. Ma se l’obbiettivo primario, ORA , è di fermare quella deriva, per me, marxisti o liberali, musulmani o buddisti o cattolici, credento o atei, sostenitori della proprietà privata o collettivisti, Ubeta o Momas o chi volete, non fa differenza a patto di essere d’accordo su poche fondamentali faccende. Il resto lo si vedrà poi, se un poi continuerà ad esistere.

A. Ermini su Uominibeta.org

PS.  Date una lettura al documento della sezione europea dell’OMS sull’educazione sessuale a scuola. E’ estremamente significativo in tutti i sensi.

Dalle concezioni che sottende, alla strategia comunicativa che dissimula tutt’altro sotto alcune belle e condivisibili espressioni di rispetto per le culture e la diversità.

E attenzione alle ricadute pratiche, come in Svizzera, dove è stato predisposto un kit con tanto di peni finti e vagine destinato ad essere usato dai bambini a scuola.

A me pare che alla follia non ci sia fine. Il fatto è però che non è follia ma lucido disegno. Follia sarà quella che catturerà coloro che credono di liberare in questo modo gli individui e il mondo, quando si accorgeranno a cosa hanno dato il loro entusiastico sostegno.

Dovessi rimanere solo, non sarò mai e poi mai fra costoro.

(Quota)  (Replica)


Sicurismo infinito: più galera per i maschi

15/01/2014

E così, come previsto, la legge del c.d. “omicidio stradale” sta andando in porto. Essa trasforma l’omicidio colposo (= non voluto) in omicidio para-volontario con carcere fino a 10 anni.

Dopo varie stagioni di campagne criminalizzatrici degli investitori, tutti qualificati dai media come “ubriachi” (mandati in rovina con relativi suicidi – l’ultimo a Macerata due mesi fa) altre manette ed altri nodi scorsoi si preparano per i maschi.  Solo per i maschi? Sì.

Chi metterà in prigione una investitrice  con prole?

Chi manderà in galera la 50enne perché uno sconsiderato ha attraversato senza guardare?

Chi chiuderà una ventenne distratta a macerare tra le sbarre per 10 anni?

Chi metterà dentro la nonna dai riflessi rallentati?

E quale di essa si suiciderà per così poco? Solo per aver perso il lavoro e castrate le relazioni sociali? Solo per essere andata in rovina? Lei no, perché questo certamente non basta a rovinarla.

e allora chi?

prigion

Chi si porrà invece qualche problema nel mandare a marcire  il  maschio colpevole di non aver evitato l’inevitabile?

Chi si farà dei riguardi nel rovinare il più scrupoloso, il più prudente, il più ligio dei guidatori  per non aver evitato il pedone invisibile nella nebbia?

Chi si curerà del fatto che abbia figli o meno?

A chi importerà qualcosa se un altro maschio innocente andrà all’inferno nell’Aldilà o nell’Aldiqua?

Già ora, chi si cura dei 60 suicidi (andati a buon fine…)  e dei 500 tentati ogni anno nelle galere maschili? 

Chi si darà pensiero delle altre migliaia di cittadini probi e perfetti, compresi i mai una multa”, che finiranno nella Gehenna?

Sicurismo: altro fronte della guerra antiuomo, giacché ogni repressione è  – necessariamente   – antimaschile.

Ebbene sì: ancora una volta i maschi voteranno per garantirsi un viaggio all’inferno. Andata e  ritorno. O solo andata.


Gli Antichi? Siamo noi

16/08/2012

Omaggio

Siamo concordi nel rendere omaggio agli Antichi per tutto ciò che hanno creato nella dimensione materiale e in quella dello spirito. Hanno dato forma al mondo attraverso miracoli di creatività unita spesso ad una dedizione radicale che ha comportato anche sacrifici estremi. Salute, libertà e vita. Sì, stiamo sulle spalle di giganti, di diversa fama, ma anche di moltissimi creatori ignoti. E’ innumerabile il numero di coloro che hanno dato poco, ma anche molto o moltissimo, il cui nome tuttavia ci è ignoto, giacché alla memoria dei posteri non si perviene solo con il valore, ma anche in forza del caso.

Esistono monumenti ai militi ignoti. I creatori ignoti invece (al pari dei morti sul lavoro) non ne hanno alcuno. Ma senza l’opera degli Ignoti, dove saremmo?

Nuovo orizzonte 

Grandi, dunque e comunque, giganti e titani dalle cui spalle noi – per quanto piccoli – vediamo ciò che essi non videro. Veniamo dopo di essi, abbiamo conoscenze più vaste e un cumulo maggiore di esperienza. I due fattori che il sapere usa per crescere nel tempo. In una parola: ne sappiamo più di loro. Rinascendo tra 300 anni, chi di noi, per quanto sapiente ed erudito, potrebbe insegnare qualcosa agli uomini del 2300 ? Avrebbero le nostre stesse conoscenze, arricchite però da altri secoli di invenzioni, scoperte, analisi, riflessioni, dialoghi ed esperienze. Dotazione di saperi aggiuntivi di cui non possiamo neanche congetturare la qualità, la portata, la vastità. Il solo tentare di farlo ci renderebbe ridicoli.

Le parti si invertono

Quel che vale guardando avanti vale pure voltandoci indietro. Non c’è paragone tra quel che sappiamo oggi del cosmo e del mondo e quel che se ne sapeva anche solo un secolo fa. Conoscenze, esperienze e coscienza sono cresciute a dismisura, al di là di ogni immaginazione. Rinato oggi, Newton non salirebbe in cattedra; seduto al suo banco, prenderebbe appunti, a fianco di Nietzsche, di Darwin, di Marx e degli infiniti loro coetanei e ascendenti. Noti e ignoti.

Tocca a noi, ora

Nati dopo, in quanto eredi delle acquisizioni pregresse, siamo più vecchi di tutti. Ne sappiamo meno dei discendenti e per la medesima ragione più dei nostri antecessori.

Gli “antichi” siamo noi.


L’altra evoluzione

13/08/2012

…quella della neocorteccia

***

1- L a tracotante ingenuità infantile

I progetti si realizzano, ciò che sembra vero lo è.  Gli effetti dipendono dalle intenzioni.  Il bene produce il bene.

Il futuro è pianificabile, l’ignoranza è irrilevante e il caso marginale.

*

2- Il dubbio adolescenziale

I progetti non sempre si realizzano, talvolta ciò che sembra vero è falso. Gli effetti non sempre dipendono dalle intenzioni.  Il bene talvolta provoca il male e può accadere che da questo nasca quello.

Con qualche difficoltà, il futuro è comunque programmabile, l’ignoranza c’è ma è integrabile e il caso conta ma non è decisivo.

*

3- Barlumi di maturità

Pochi progetti si realizzano e quando accade non sarà integralmente. Gli effetti hanno scarsi legami con le intenzioni e si producono sempre effetti non voluti. Ciò che sembra vero è spesso falso e viceversa. Se anche è vero non se ne può esser certi.  Il bene produce sia bene che il male, come anche ciò che non è né bene né male.

Il futuro è una scommessa con qualche probabilità di previsione. Orientabile ma non pianificabile. Ignoranza e caso sono determinanti.

*

4- L’umile saggezza

Ci sono effetti di cui non si può conoscere la causa. Gli esiti non hanno niente a che vedere con le intenzioni. I progetti non si realizzano quasi mai, se accade è per caso. Ciò che sembra vero è quasi sempre falso e tra le apparenze e la realtà ci sono solo probabilità. Il bene ed il male generano qualsiasi cosa, compresi il tutto e il niente.

I progetti non si realizzano, perciò vanno sostituiti con strategie sempre provvisorie.  Non c’è nessuna relazione tra intenzioni (vita interiore) ed effetti delle azioni  (mondo esterno) perciò quelle contano solo in ambito morale.  La quasi totalità del male nasce dalla buona fede: è solo un bene in eccesso. Ci sono differenze tra le cose, ma non necessariamente confini. L’ignoranza è immensa in estensione e profondità e, alla fine, insanabile. Le conoscenze sono parziali, provvisorie, prospettiche. Il caso è decisivo, il futuro infinitamente aperto.

Il tragitto è evidente:  si passa dal semplicismo, dal facilismo, dalla linearità, alla problematizzazione, alla circospezione, all’ esponenzialità.

Dal banale al complesso.

Dalla profezia allo scenario. Dalla certezza alla scommessa.

Dall’ovvio al problematico. Dal programma alla strategia.

Dalla sicumera alla prudenza. Dalla presunzione alla modestia.

Dalla prosopopea della stupidità alla circospezione dell’intelligenza.