Antimondo

26/06/2019

Cronache dall’Antimondo

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“Prof, ha sentito che hanno fatto una nuova legge contro le donne?”

“Non ditemi!”

“Sì. Hanno fatto una legge che il sabato sera le donne possono essere stuprate…”

“Dove avete letto di un simile delirio?”

“Guardi prof, legga qui…”

Leggo: ” Sentenza stupro: il fatto che la denunciante si sia ubriacata da sé non è un’aggravante a carico dell’imputato”.

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Trasaliamo e ci chiediamo esterrefatti come sia possibile risalire da una tale pedestre sentenza all’idea,  data per certa,  dell’esistenza di una legge che non è mai stata concepita in tutta la storia umana …e neppure in quella disumana.

Tuttavia il fatto è accaduto, quella connessione si è effettivamente sviluppata nelle menti, nei meandri oscuri della psiche di quelle millenials. No, non si tratta di  18enni della classe agiata urbana, ma dei ceti medio-bassi della periferia nazionale. Non di figlie delle élites cosmopolite o della classe media opulenta e acculturata, ma di quella che, a suo tempo, sarebbe stata definita “classe operaia”.  Non attiviste di un qualche movimento in voga, né giovani informate e aggiornate sull’evolversi delle tematiche Gender,  LGBT, Unioni Civili, Pillon etc.

Anzi. Delle vere sprovvedute su questo. Eppure quella connessione, per vie segrete e insondabili, si è verificata.

Esse dunque vivono in un mondo nel quale una legge folle e criminale, impensata e inconcepita in tutta la storia (e perciò men che mai oggi) sarebbe invece pensabile, votabile e applicabile.

Anzi: ideata, approvata e già in vigore. Un Antimondo.

Quale Potenza ha invaso la psiche di Ada, di Marta e di Flavia tanto da costringerle a considerare ovvio e banale l’inimmaginabile? Quali sono gli effetti dell’azione di quella Potenza nella psiche, nel cuore, nell’anima delle donne e delle nuove generazioni femminili? Quanto profonda la deformazione, quanto grande la devastazione, quanto vasta la degradazione? Quanto mirabilmente diabolica la manipolazione?

Chi, che cosa, come, con quali mezzi, con quali strumenti, per quali fini consci o inconsci ha sradicato queste fanciulle dal mondo che esiste conficcandole con violenza in quello che non c’è, non c’è mai stato perché non può esistere?

Chi ha deportato le nostre figlie nell’Antimondo?

 

Come si chiama quel mostro?

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Il nonno ti salva …anche se vali di meno

10/06/2019

Se nasci donna vali di meno

Si sa che in questa società capitalistico-borghese, fallocratico-fallocentrica, etero-patriarcal-misogina, la donna vale di meno.

Lo prova il fatto che quando lei è in pericolo il maschio-porco-sciovinista rischia la vita, e la perde, per salvare quell’essere che egli stesso ha dichiarato inferiore. Lo fa da bambino e lo fa da nonno.

83enne salva la moglie e muore

E’ giunta l’ora di enunciare l’equazione dei sessi. Non piacerà a nessuno (ma ciò è irrilevante).

f=m+km

Le equazioni sono importanti. Descrivono le leggi cui si attiene l’evoluzione del Cosmo e del Mondo.

A presto.


Una FIFA davvero maschile

06/06/2019

I maschi tremano…

…le femministe rapinano

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Non hanno né spettatori né tifose. Non le segue praticamente nessuno.

Calcio, tennis, basket, pallavolo, sci, pallamano, hockey pista, baseball, lotta grecoromana, nuoto più o meno sincronizzato, ping pong , badminton, calcio saponato, calcio camminato…

E’ così per ogni sport, con poche variazioni.

Ma pretendono gli stessi soldi degli atleti. Dei campionissimi con milioni di fan. E li stanno ottenendo.

Perché i maschi hanno fifa davvero.

Fondino la loro FIFA, si facciano seguire da miliardi di spettatori (e magari da qualche spettatrice) e poi si portino a casa i milioni che ne derivano.
Se e quando arriveranno. Come i maschi. E anche di più.

Invece no: maschi che seguono e tifano maschi devono pagare – e pagano – anche le femmine che nessuno si fila.

Nuova devastante rapina (ma come si legge qui, rapinate si sentono loro).

Nuova rapina. Non di denaro, ma del valore degli uomini.

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Calcio Italia: tesserati 1.000.000 – tesserate 22.000

FIFA   Australia

Norvegia Danimarca


Sciopero del sesso: l’ Eterno Ritorno

17/05/2019

Sex strike

Eterno Ritorno della verità negata

Per protestare contro la nuova legge approvata in Alabama avversa all’aborto, le femministe USA hanno inventato un nuovo tipo di sciopero.

Idea vecchia di millenni che – ancora una volta – svela la menzogna femminista sulla parità sessuale.

La negazione della verità darwiniana del rapporto tra F ed M.

Che è questa:

Il sesso è per gli UU lo scopo, per le DD uno strumento

Verità eterna che sempre ritorna.

Verità primordiale denudata – ancora una volta – dall’ingenuità della Vincitrice.

Verità che svela l’intuizione universale di ogni uomo di questa Terra: il sesso come strumento di ricatto.

Sarebbe bello se il mondo fosse diverso da come è. Invece è come è.

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Sex strike – Splendide battagliere 


“La grande menzogna del Femminismo” di Santiago Gascó A.

30/03/2019

Esito di quasi una decina d’anni di lavoro, annunciato da tempo e atteso con grande curiosità è ora in libreria l’opera di Santiago G.A. Qui la mia rece/presentazione. Ne parleremo a lungo.

Storia maschile dell’Occidente

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La grande menzogna del Femminismo
di Santiago Gascó Altaba

La grande menzogna del Femminismo di Santiago Gascó Altaba (Ed. Persiani, Bologna) in libreria in questi giorni, è uno di quei saggi che si presentano al primo sguardo come opere di vasta portata capaci di aprirci ad una nuova visione delle cose. Libri i cui titoli non ingannano ma connotano bene il loro contenuto.

Si apre davanti a noi un’opera ponderosa e dalla grande ambizione, che mira alla decostruzione radicale del racconto femminista, oggi sovrano nell’universo conoscitivo, mentale e morale. Smascheramento operato attraverso una estesissima ricognizione della storia letta, finalmente, dalla prospettiva maschile.

L’autore parte infatti da un presupposto incontrovertibile: la storia a noi nota è, ad oggi, divisa in due versioni. Quella studiata e raccontata in una prospettiva universalistica dalla storiografia ufficiale, da una parte, quella prodotta dal femminismo, dall’altra.

Quest’ultima è stata creata con uno scopo preciso: essere lo strumento basilare della lotta femminista contro gli uomini. La prospettiva sessuata ne è il tratto essenziale, la sola ragion d’essere. Narrazione che sì è prima affiancata alla storia ufficiale, poi vi si è sovrapposta per diventare ormai il solo racconto ammesso in quanto l’unico moralmente legittimo.

Viceversa, la storia degli uomini, dal punto di vista maschile, ha iniziato ad essere delineata solo in tempi recenti. Prima d’ora gli uomini non hanno mai pensato di dover scrivere una storia su se stessi e a propria autodifesa. Lo fanno da poco tempo e in forma erratica. In questo contesto il lavoro di Gascó è quello più vasto, più approfondito ed impegnativo sin qui prodotto. Non esistono al mondo opere paragonabili.

L’autore ripercorre vasti tratti della storia dell’Occidente (e oltre) analizzandola sotto una molteplicità di aspetti, svelandone un numero impressionante di ignoti, insospettati, misconosciuti o conosciuti in modo parziale, perché trascurati come irrilevanti dalla storiografia classica o non ancora indagati dal movimento maschile internazionale.

Nella redazione di questa contro-narrazione ha privilegiato alcuni filoni di ricerca inseguendoli nel tempo: storia del lavoro e della guerra, della scuola e dell’istruzione, dei delitti e delle pene, della politica e della medicina, della cultura e dell’arte, delle forme religiose e delle tradizioni, in ogni caso e ovunque estraendovi verità occulte, ignorate, negate; qualche volta sospettate, ma spesso impensabili e sorprendenti. Ne esce un quadro che lascia interdetti, un resoconto che desta stupore.

Ci troviamo di fronte ad un testo che demolisce, pagina dopo pagina, quel racconto unilaterale e parziale, deformante e manipolatorio, truffaldino e fraudolento che porta il nome di Grande Narrazione Femminista. Sorprendente lettura che apre gli uomini ad una nuova visione di se stessi e del mondo.

Un’opera di storiografia sociologica che fornisce una mole impressionante di dati. Vi si rinvengono non meno di cinquemila quotation, riportate da dichiarazioni e testimonianze, da leggi e sentenze, da codici e trattati, da documenti e atti, da opere di pensatori e scrittori di ogni estrazione e orientamento, intercettati nel corso dei secoli. Superfluo poi registrare la quantità di dati e di riscontri, di ricerche e di statistiche di ogni tipo e genere che innervano questo eccezionale lavoro.

Certo, quest’opera ha un suo contesto. Santiago Gascó è pienamente inserito da tempo nel dialogo inframaschile italiano ed europeo della cui riflessione e delle cui acquisizioni in ambito storico, sociologico e filosofico è pienamente edotto. Se ne trovano qui riverberi evidenti.

Ora, se crediamo di aver tra le mani un’opera senza precedenti, destinata a catturarci per settimane, a lasciare il segno di un’avventura sorprendente, non sbagliamo. Se immaginiamo di trovarci davanti ad una miniera da cui estrarre sine die dati e numeri, aneddoti e racconti, testimonianze e statistiche, non resteremo delusi.

Una pietra miliare.

R. Della Vecchia – Marzo 2019
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Santiago Gascó Altaba La grande menzogna del Femminismo
Ed. Persiani, Bologna, 2019, 1° volume, p. 612, € 19,90 ISBN 8885804993

Disponibile da aprile 2019 – (2° volume in corso di stampa).

Persiani Editore

Libreria Universitaria


Più galera! …per gli altri.

11/03/2019

Destra & Femminismo: “Galera! …più galera per gli uomini!”

 

La Destra ha da sempre la severità delle pene come suo obiettivo caratterizzante (insieme ad altri, ovviamente). Ciò è vero – pur se in misura diversa – sia per la Dx moderata che per quella estrema.

L’opposizione alla legge Gozzini, a tutte le forme di riduzione, trasformazione, surrogazione delle pene, agli indulti, alle amnistie  è – a Dx – generalizzata. La richiesta di arresti immediati, di carcere preventivo (prima del processo) e di aggravamento delle pene è ciclica, prendendo occasione da periodici eclatanti fatti di cronaca.

Le garanzie per gli accusati/imputati e le attenuanti sono sostenute solo dalla Dx Liberale, mentre vanno limitati e ridotti per quella Conservatrice ed eliminati per quella Reazionaria.  I sostenitori dell’ergastolo e della pena di morte appartengono quasi totalmente a quell’orientamento ideal-politico. Nella polemica contro la Sinistra, l’accusa di lassismo, di indulgenza e di condiscendenza con i rei è sistematica. Talvolta si spinge sino a dichiarare che detta Sinistra sta dalla parte dei criminali contro gli onesti cittadini. “Che marciscano in galera!” “Che si buttino via le chiavi…!”  “La pena di morte, ci vorrebbe…!” “Bisogna castrarli questi stupratori!” Esternazioni dei cittadini di Dx e – spesso – dei loro rappresentanti politici e culturali.

Con i dovuti distinguo per quella Liberale, questa è la posizione della Destra riguardo alle pene e ai diritti degli accusati.

Poiché nessuno amerebbe venir rinchiuso senza processo, né venir condannato all’ergastolo o alla pena di morte, né venir castrato, anche se colpevole, se ne deve ricavare la sola precondizione possibile: chi sostiene questo orientamento pensa, crede e sa che a lui non accadrà di finire tra gli accusati e i condannati. Pensa e sa che non ci finirà né da colpevole né da innocente.

Pensa e sa che accadrà agli altri. Più galera per gli altri.

Il Femminismo si pone in posizione diametralmente opposta rispetto a ciascuno di questi tratti/aspetti. Diritti, garanzie, tutele degli accusati, degli imputati, dei condannati. Riduzione, mitigazione, trasformazione,  umanizzazione delle pene. Rieducazione e reintegrazione del reo. No alla pena di morte, no all’ergastolo e no persino alla castrazione (meccanica o chimica). Comprensione per il reo, inteso in sostanza come vittima di un sistema che lo ha indotto a quel comportamento antisociale. Più da commiserare che da condannare moralmente, perciò da punire nel minor grado possibile. Questo il Femminismo ideal-filosofico.

Senonché, quanto si tratta di delitti (gravi o leggeri, veri o presunti) commessi contro le femmine, la posizione si rovescia e diventa indistinguibile da quella della Destra reazionaria. Il Femminismo reale.

Quando un arrestato per violenza antifemminile (sessuale o meno) viene scarcerato per scadenza dei termini (cautelari) si scatena la campagna mediatica che grida allo scandalo sotto i titoli “Stupratore liberato!” “Il mostro è già fuori!” Dovrebbe invece restare in prigione da subito, senza processo.

Quando ad un condannato vengono applicate delle attenuanti (valutazione completa), o non vengono inflitte delle aggravanti (alcool autoassunto) o queste vengono riformate (tempesta emotiva) o, peggio, all’accusa non segue la condanna (jeans), anche se le sentenze sono emesse da giudici femmina  (troppo mascolina) i media urlano alla “Sentenza choc!”in quanto vengono violati i seguenti principi:

1- ogni accusato deve subito andare in carcere e restarci  2- deve essere condannato 3-la pena deve essere  massima 4-non devono esserci espiazioni diverse dalla gabbia.

Ogni accusa, imputazione, sentenza,  condanna e pena che non prevedano questo, stanno a significare che il maschio è impunito, che ha libertà di stupro, di omicidio, di violenza sistematica.

Il Femminismo però non vuole la pena di morte, né l’ergastolo, né le espiazioni disumanizzanti, né la castrazione. (Perché il Femminismo è buono, è umano, è compassionevole: si sa. Quelle son cose che pretendono solamente le mie allieve, del resto brave ragazze). Il Femminismo vuole solo “giustizia”,esige solo che si applichino le 4 regole sopracitate. Vuole galera immediata, certa, massima per tutti i denunciati.

Vuole più galera per gli altri.  Più galera per i maschi.

Gli altri, visti da Destra sono maschi delle classi basse.

Visti dal Femminismo sono quelli dell’altro sesso.

Più galera per gli altri. Più galera per gli uomini.

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E la Sinistra? Ne parleremo. Ne parleremo male.

25 Novembre – Fronte del Rifiuto

24/11/2018

Fronte del Rifiuto

Nella nuova Stalingrado

25 novembre: un giorno come un altro.

Anche oggi, come fu ieri e come sarà domani, si usano i delitti di pochissimi per la guerra contro tutti.

Mascherata da eccellenti intenzioni (come sempre fu e sempre sarà nei conflitti sociali) si rinnova senza fine la lotta contro i maschi in Occidente. Lotta armata di amore e di benevolenza, che estende agli innocenti i torti dei colpevoli, inchiodati ad una colpa ereditata alla nascita.

All’ombra di scopi ineccepibili  – tali appaiono sempre a chi agisce ciecamente –  si esige dagli uomini il riconoscimento di un debito collettivo, millenario, planetario.  L’autodafé di Genere.

Di fronte a tale attacco il cedimento è universale.

Ma esistono uomini liberi e forti, serenamente fieri di sé, senza colpe e senza vergogne, che rifiutano la criminalizzazione del proprio sesso, decisi a non tradire la propria innocenza, a non vilipendere la propria dignità.  A difendere il diritto morale ad esistere.

Che non si pentiranno, perché non hanno colpe,
non confesseranno, poiché non sono rei,
non si vergogneranno, giacché non hanno imbarazzi,
non pagheranno, perché non hanno debiti.

L’Armata Celeste della nuova Stalingrado

Uomini uniti nel Fronte del Rifiuto