Anglosfera senza fine

07/05/2020

Ora basta!

C’era la quarantena, ora il lockdown, la mascherina ora la face-mask, l’asporto ora il take-away, il telelavoro ora lo smart working,  ultimi arrivati di una valanga che non finisce mai. 

Già il fallimento era diventato default, il divario spread, il facile smart, la verifica  fact checking, le bufale fake news, il pettegolezzo gossip, una sede location, l’obiettivo mission, gli avversari competitors, un articolo paper…

Eravamo in linea adesso siamo on line (o almeno in stand-by), andavamo allo spaccio ora all’outlet, c’era l’autoscatto ora impazza il selfie. 

Il jobs act, la stepchild adoption, i rumours, la safety, le tasks (e il multitasking), lo stalking, il target, il costumer, i tools, l’automotive, il call center, il crowd founding, il dating, la deadline, i bikers, lo street food, il recruiting, le skills, le start-up, la spin-off, le wedding planners, l’anti age, il body shaming, le curvy, gli erotic centers, le sex workers…

Da tempo il riassunto è l’abstract, l’autorità è l’authority, i criteri sono policy.

Una pandemia.

Fino al grottesco: dove noi diciamo flop loro dicono fiasco, noi diciamo fantasy loro fantasia, noi star loro diva, noi slogan loro motto

Poi l’italianizzazione deforme:  di una tesi scientifica avevamo le prove, adesso abbiamo le evidenze; una teoria era coerente, adesso è consistente; i rischi si correvano adesso si prendono.

 

Mi sembra evidente che sia l’ora di prendere una saggia decisione che consiste in questo: finirla.


Ecce homo

23/04/2020

disumanesimo

 

Non vogliamo infermieri nel nostro condominio …li vogliamo solo in ospedale a curarci…! 

Mentre alcuni proprietari di case sfitte hanno messo a disposizione gratuitamente i loro appartamenti a favore di operatori sanitari, altri intenderebbero vietare l’accesso al condominio per chi viene a curare i loro famigliari o – non si sa mai – loro stessi.

Infermieri e medici che vengano pure a curarci, rischiando la vita, ma stiano lontani da casa nostra.

Bisognava nascere per sentirla.

Così è e sarà …dum veneris iudicare saeculum per ignem


Epidemia di liberal-libertarismo

21/04/2020

Il virus della libertà è pandemico…

…o gatta ci cova?

Tutti corrono a denunciare i pericoli per la libertà individuale minacciata dalle ipotesi di tracciamento delle frequentazioni e degli spostamenti. Orrore.

D’improvviso sembra che la difesa del cittadino di fronte ai poteri sociali, economici e politici sia una priorità. Si sprecano le dichiarazioni altisonanti, scandalizzate, i richiami alla Costituzione, ai principi assoluti, irrinunciabili, fondanti etc. ciò da Destra, da Sinistra e anche dal Centro.

La sanità pubblica non può e non deve ledere i sacrosanti e intangibili diritti dell’individuo etc. Bellissimo. Quanti amici della libertà scopro di avere.

Senonché siamo monitorati da milioni di telecamere contro le quali nessuno ha detto e dice nulla e i sindaci (di Dx e di Sx) si gloriano di piazzarne altre senza fine. La “sicurezza” – si sa – viene prima di tutto. I movimenti e i comportamenti sono già tracciati universalmente sui telefoni, dagli autovelox, dal bancomat, sul PC, da ogni dispositivo che utilizziamo (e che non utilizziamo).

Poche voci contrarie. Nessun effetto.  

Tra i novelli difensori della libertà figurano anche gli amici di Orbàn (quello che mette in galera i giornalisti) e quelli di Xi che governa il paese leader nel controllo facciale e nel monitoraggio sociale (con immediati premi e punizioni) e persino quelli che hanno chiesto e si aspettano di avere qui i “pieni poteri”.

Falsi liberali, eredi storici – e non pentiti –  di regimi liberticidi, persino antiliberali, antilibertari e antindividualisti dichiarati, come i fusariani.

Troppi nuovi amici della libertà. Troppi.

Sorge un sospetto… e si sa che a pensar male si fa peccato, ma non si sbaglia mai.

 


Salvate il trisnonno Ryan!

06/04/2020

Non tutto il bene vien per nuocere

Ogni vita ha un valore inestimabile. Chi non concorda?

Tutti devono essere salvati ad ogni costo. Chi dissente?

Potrei io, in età da bisnonno, dissociarmi? Io, che mi aspetto di vivere altri vent’anni (aspettativa ragionevole vista l’età media dei morti in famiglia) o fregarmene di mia madre, lucidissima, archivio storico ambulante, che punta giustamente ai 100 ?

Mezzo mondo si sta gravemente impoverendo, milioni di disoccupati sono già sulla strada, forze nemiche della libertà sono di nuovo in azione, perché si vuol salvare me e i più vecchi di me dal saluto finale comunque prossimo o vicinissimo. Spesso persino tardivo se già fosse stato…

Vogliamo salvare i trisnonni. Siamo tutti pazzi. 

Consoliamoci: un valore morale – un’idealità – prevale sul calcolo e sulla materia. Qualcosa di umano.


Immortalità femminile

23/03/2020

La durata è di polarità femminile

“Meglio un giorno da leoni che cent’anni da pecora” è una massima maschile che esprime la propensione degli UU all’intensità a scapito dell’estensività e della durata che sono invece un orientamento femminile.

Quella vocazione alla prestazione intensa ma breve è ovviamente supportata da un corpo e da una psiche conformi allo scopo. Finalità della quale hanno bisogno come le rondini, avendo le ali, hanno bisogno di volare.

Queste diverse vocazioni si riverberano in tutto il comportamento e nelle prospettive di vita, sono inscritte nei nostri geni e spiegano un ampio ventaglio di comportamenti e attitudini. 

Le femmine – ad es. – sono molto più autoprotettive degli UU, mettono a rischio salute e vita in misura enormemente inferiore ai maschi e lo fanno solo a vantaggio dei figli piccoli (quando lo fanno). Gli sport estremi sono appannaggio maschile, le attività lavorative rischiose pure, comprese quelle in ambito domestico (*).

Oggi questa differenza spiega perché il Covid-19 uccida più maschi che femmine, benché nelle fasce d’età maggiormente colpite le femmine rappresentino quote del 55 – 60 fino al 75%. La maggiore efficienza del sistema immunitario le protegge meglio. Anzi questo spiega persino perché le malattie autoimmuni colpiscano di più le femmine dei maschi (questo sembra un’assurdità e invece conferma la tesi **).

Quella differenza spiega anche perché tra i medici cubani giunti in aiuto non ci siano femmine (fatto già denunciato oggi dalle femministe nostrane come manifestazione di discriminazione… sic!).

La durata è femminile, l’intensità maschile (lo si vede anche a letto…).

Durata e immortalità terrena

Oggi il sistema sembra sgretolarsi di fronte al virus perché non vogliano che alcuno ne muoia, neanche se bisnonno o trisnonno. A tutti vogliamo garantire un’immortalità terrestre (che può essere solo temporanea, ciò è banale) ma che è comunque il massimo che si possa fare. E lo stiamo facendo.

E’ dunque in azione la forza di un valore, la durata, l’aspirazione ad una sorta di immortalità terrena che è di polarità femminile.

Gli UU cercano l’immortalità – post mortem – in altro modo: con le opere, le conquiste, le realizzazioni, le grandi gesta da tramandare ai posteri e vivere così nella loro memoria, come se sentissero di essere mortali.

Infatti, solo i maschi sono mortali.

Verità che noi conosciamo da sempre. Noi, pochissimi.

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(*) Cesare Brivio mi riferì quanto segue. Ad un convegno sull’incidentistica sul lavoro il relatore pose da domanda sul chi subisse il maggior numero di gravi incidenti in casa. Le femmine, risposta unanime… ma errata. I piccoli incidenti sono patiti dalle femmine, quelli più gravi dai maschi, anche in ambito domestico.

(**) Questo fatto sembra assurdo e contraddittorio e invece è quasi ovvio. Le malattie autoimmuni derivano da errori di lettura del sistema immunitario che spara contro quel “sé” che dovrebbe invece difendere. Ma un esercito più numeroso e più sensibile sarà anche quello più soggetto ad errori. Cmq ci tornerò sopra perché il fatto è davvero interessante.


Il trionfo dell’immortalità

22/03/2020

 

Una controverità stupefacente

Tutto il mondo sa e giura e proclama da decenni che l’economia, gli interessi del sistema capitalistico, insomma il profitto è il Dio planetario della nostra Era cui ogni cosa, ogni bene, ogni altro valore è sottomesso.

Dall’avventore del bar sottocasa ai massimi filosofi dell’Occidente, tutti, senza eccezione, denunciano quel dominio assoluto.

Verità elementare, inconfutata, incontrovertibile, su cui non è ammesso il minimo dubbio.

Senonché…

Senonché assistiamo ad una crisi del sistema che non ha precedenti. Caduta libera delle Borse, tracollo di interi settori economici. Governi liberisti che puntano a nazionalizzare aziende colossali, ipotesi di chiusura delle Borse, crollo del PIL, vincoli ferrei di bilancio che fondono come burro, azzeramento dei redditi di intere categorie socioeconomiche nel commercio, nelle professioni liberali, nell’artigianato, nel turismo, equilibri regionali e mondiali in bilico e via elencando.

Lo sconvolgimento è impressionante. Ha chiuso persino Las Vegas…

Tutto ciò per cosa? A che fine, perché?

Per conservare in vita, (in ciascun paese) alcune decine o qualche centinaio di migliaia di persone che in altri tempi e in altri luoghi, sotto un qualsiasi altro sistema, verrebbero mestamente salutate con un doloroso addio. 

Persone da millenni qualificate come nonni, in piccola parte, e in massima parte come bisnonni o trisnonni addirittura, tuttora in vita in forza delle conquiste della Tecnica, senza la quale non sarebbero giunti a quella età. Questi noi vogliamo salvare. Insieme ad essi altri più giovani, ossia, un po’ meno vecchi ma con patologie tali per cui, senza la Tecnica, sarebbero già morti.

Sono sotto minaccia nella mia famiglia mia madre con i suoi 94 anni. Mia cognata già salvata da un ictus grazie agli elicotteri del 118 e agli stent della nuova chirurgia e che vive di cortisone, mio fratello diabetico che va avanti ad insulina come mio cognato, l’altro cognato che con l’elettronica in corpo sopravvive alle sue 750.000 sigarette e ai suoi 115 chili. Sono a rischio perché sono vivi. Senza l’odiata Tecnica, sarebbero già morti.

Adesso, per salvare loro e altri come loro, l’intera economia della Tecnica viene fermata. Da quali forze? Chi ha ordinato ai governi di paralizzare il Dio dell’Occidente? Quale forza è entrata in campo?

Un valore morale: non vogliano che i malati e i vecchi se ne vadano. Vogliamo fare ogni cosa per salvarli, anche a costo di mandare in pezzi il supposto idolo del PIL e azzerare i profitti. 

Ma non erano questi gli Déi dell’Occidente? Non era la materia a dominare il mondo come ci insegnarono i nostri cattivi maestri? 

No.  E’ alcunché di immateriale, impalpabile, invisibile. Erano i valori, oggi questo valorevogliamo l’immortalità (almeno temporanea),  siamo disposti a tutto per essa e ci danniamo perché la Tecnica non regala ancora anni a coloro che madre natura da tempo richiama a sé.

Per garantire l’immortalità ai mortali, abbiamo costretto all’abdicazione quello che era il Dio Occidentale. Quel che credevamo fosse Dio.  Non lo era. Non lo è.

Un valore ha fermato il mondo e nulla il dollaro poté.

Come se avesse ragione Nietzsche là dove sentenzia che nulla è più potente della morale.

“…nessuna maggiore potenza trovò Zarathustra sulla Terra che quella del Bene e del Male.”

I materialisti sono serviti.

 


Eravamo immortali

20/03/2020

Eravamo…

La neocorteccia lo sapeva. Anche il profondo di noi l’ha sempre saputo.

Ma tra la prima e il secondo, nel territorio nebbioso della semicoscienza, ci cullavamo nel sogno folle, eppure in qualche modo fondato, dell’immortalità.

La Tecnica ci aveva drogati con la somma stupefacente dei suoi trionfi.

Dalla penicillina alla pandemia, l’incantesimo si è spezzato. Il delirio onirico è evaporato.

L’immortalità è finita.