Blog aperto

15/11/2019

Questo blog è aperto a contributi da parte di chi li voglia dare.

Lo è sempre stato. Infatti vi si trovano articoli di altri, pubblicati anni addietro.

Certo, chi pubblica qui sa che non avrà uno stuolo di lettori che sono davvero pochi (sinora non si è andati oltre i 20).

E’ quasi un colloquio tra intimi. Però in crescita, devo dire, da quando, neogiubilato, ho iniziato a riattivarlo.

La porta è aperta.

 

 

 


I maiali esistono

14/11/2019

Predatori di oro e predatori di carne

Nello slancio di denunciare le querele strumentali e opportunistiche delle donne dell’élite mondial-nazionale su fatti forse accaduti decenni orsono (Metoo e assimilati) si è fatta strada tra gli attivisti del Movimento Maschile – e su alcuni media di Destra  – la tesi secondo cui tutte quelle denunce sarebbero false, tutte le molestie inventate, tutti gli abusi immaginati, tutti gli stupri falsi.

Non ci siamo. Assolutamente no: nessun negazionismo, nessuna giustificazione, nessuna minimizzazione.

I maiali sono sempre esistiti ed esistono.

E’ impossibile sapere chi siano ma una cosa è assolutamente sicura: una parte di quelle denunce, indeterminabile ma certa, è vera, fondata e indiscutibile.

Non sapremo mai quanto vasta sia quella parte, non sapremo mai quanti siano i maiali né chi lo sia.

Quello che sappiamo con certezza è che esistono.

Esistono i predatori di denaro e gioielli ed esistono quelli che predano la carne.

I maiali esistono.

Nemici delle donne e nemici degli uomini veri.

 

 


Il libro nero. Degli altri.

05/11/2019

Homo sapiens

Figlio di Dio o di Satana?

Si sa, ciascuno vede la pagliuzza (e la trave) nell’occhio altrui. Il tronco nel proprio occhio, non lo vede.

Sono stati scritti tomi sui delitti degli altri.

Il libro nero del Comunismo (scritto da filocapitalisti) quello dell’Islam (scritto da un cristiano) quello del Cristianesimo (scritto da un ateo) quello del Capitalismo (scritto da marxisti).

Il libro nero del nazifascismo, in effetti, risulterebbe superfluo. Ha il posto che gli compete nel Libro nero dell’Umanità.

Ciascuno è andato a vedere i crimini degli altri, per nascondere, limitare, giustificare i propri.

Ma di chi è figlia questa specie?

 

 


Liberazione dei sentimenti e delle passioni? Voilà!

05/11/2019

La leccornia è servita

È noiosissimo, ma bisogna ricordare di nuovo una delle tante meravigliose conquiste del femminismo. La liberazione dei sentimenti e delle passioni, la liquidazione del bigottismo, del controllo sociale sugli affetti. La valorizzazione delle pulsioni, la nobilitazione delle relazioni in ogni ambito, in ogni contesto.

La libertà, finalmente, dopo millenni di repressione e controllo sui sentimenti spontanei delle donne e degli uomini esercitato dal patriarcato etc.

Per “implementare” quella grande conquista, in varie aziende USA è stato adottato un regolamento che vieta, pena il licenziamento, la semplice instaurazione di legami affettivi interni (oggi negli USA, domani altrove, come sempre).

In applicazione del quale è stato liquidato l’A.D. della McDonald’s, Steve Easterbrook. Regolamento che egli aveva firmato e sul quale forse dissentiva, ma forse no.

Questa è la libertà dei sentimenti in versione femminista.

Sandwich confezionato come da ricetta. Vi è piaciuto?

 


Preti sposati. La soluzione beffarda e manipolatrice.

26/10/2019

Nella tomba dell’amore la terapia antiabusi

Data la cronaca che riferisce del passato e del presente sul comportamento di tanti preti in campo sessuale, la ricetta prescitta sarebbe (…è !) il matrimonio.  Il presupposto tacito è che, avendo una donna al fianco, un uomo abbia anche del sesso e che lo abbia in quantità e qualità corrispondenti alle sue pulsioni ed ai suoi bisogni psicofisici.  Il presupposto, dunque, è che il matrimonio garantisca il sesso (tratteniamo le risa).

Ciò è stato diffusamente falso nel passato e lo è quasi del tutto nel presente.

Vediamo come e perché.

Il motivo risiede nella disparità ormonale, in conseguenza della quale gli UU hanno il problema là dove le DD hanno la soluzione e in forza della quale per gli UU il sesso è il primo o unico scopo della relazione e per le DD è lo strumento per ottenere tutto.

Schopenhauer: “Dalle DD gli UU si aspettano solo una cosa. Attraverso quella le DD si aspettano tutto”. Anche un acuto come Arturo da Danzica può dire una banalità, che però ha il pregio di esplicitare ciò che tutti sanno e tutti fingono di non sapere. Verità mai negata e occultata tanto gelosamente quanto oggi dal femminismo.

Della vita sessuale maschile del passato non possiamo sapere nulla, se ci riferiamo alla massa. E infatti mi riferisco proprio alla massa, non all’élite maschile che ha sempre avuto tutto e di tutto, in primis sesso. Non ne sappiamo nulla in dettaglio, ma conosciamo l’equazione – la legge newtoniana – che regola i rapporti:  la disparità ormonale tra i due, fissata dal DNA, eterna con le sue inevitabili conseguenze.

Lasciando stare le eccezioni (il solito 5%) è’ chiaro che la refrattarietà femminile al sesso – soprattutto coniugale – è sempre esistita. Tuttavia, essendo il reddito portato a casa dal maschio, lei in cambio doveva pur dare qualcosa. Ciò anche perché l’intera comunità la pressava a dare almeno il minimo sindacale, se non altro per evitare pericolose deviazioni del breadwinner. Si trattava ovviamente di sesso passivo, stanco e svogliato (°). Alla lunga capace senza dubbio di indurre un progressivo (e per lei benefico) calo della libido maschile. Se per anni ti avvicini a una che sbuffa, calda come il marmo, è inevitabile che i bollenti spiriti prima o poi si raffreddino. Prima …del poi.

Verità illustrata dalla sentenza femminista secondo cui “lo facevano per dovere”.

Nel presente lo cose sono peggiorate necessariamente, in forza della stessa equazione e delle mutate condizioni di vita delle DD che non hanno più bisogno economico degli UU.  I pochi dati sull’argomento non fanno che confermare quel che si sa a priori (perché le equazioni parlano a priori).  Nel 40% delle coppie europee non c’è sesso, i clienti delle peripatetiche in Italia sono 9.000.000 (quasi la metà dei maschi sessualmente attivi). Cosa accada poi in quelle coppie dove si dice che il sesso c’è è tutto da verificare. Soprattutto perché a parlarne sono le DD. I questuanti preferiscono tacere.

Ciò posto e data questa realtà, riproporre il matrimonio come soluzione dei problemi sessuali dei preti sarebbe solamente grottesco e beffardo se non fosse invece depistante e manipolatorio.

Si continua a far credere che il matrimonio, da tempo immemore definito “tomba dell’amore” (cioè del sesso)  sarebbe la medicina alla malattia dei preti (e dei single in generale).

L’interesse femminil-femminista qui è troppo smaccato per doverne parlare.

Il veleno come medicina. La tomba come luogo di rinascita.

Il sacello della voluttà come arca della salute e del benessere.


(°) Attività sessuale controvoglia, forzata, perciò, alla luce della morale odierna, stupro chiaro e netto.

P.S. Ovviamente c’è altro da aggiungere. L’anorgasmia ad es. che colpisce un gran numero di DD. Sul tema ho letto di tutto. Si andrebbe dal 15% fino al 40% o più (vedi qui) affette da anorgasmia sistematica e fino al 73% colpite da anorgasmia periodica (vedi qui).   Poi esiste anche la frigidità, negata e affermata al tempo stesso. Quante ne sono colpite? C’è da chiedersi quanto possa interessare ad una donna un’attività così intima quando non prova nulla. Non è sesso forzato pure questo? Cos’altro è? Ora, se lo stupro è sesso forzato (e lo è) il sesso forzato è stupro. Non si scappa.


La protezione dei carnefici

17/10/2019

Il corpo violabile

In ogni organismo, istituzione e sistema si trovano e agiscono minoranze di delinquenti, di sadici e di torturatori. In tutte le epoche e in tutti i regimi e tanto più quanto quella istituzione sia chiusa e inaccessibile.

Ogni organizzazione tende in ogni modo a coprire e a proteggere le sue pecore nere (per spirito di corpo, autotutela, omertà reciproca, difesa del prestigio) ciò sino a quando il bubbone diventa pubblico. Allora – ed anche qui non sempre – si prendono le distanze, ci si fa paladini della pulizia contro le mele marce, avanzando talvolta richieste di punizioni esemplari. Un lavacro. Questa la dinamica interna alle corporazioni. Ubiquitaria e universale.

All’esterno invece – nella società – nessuno giustifica malversatori, truffatori, picchiatori, pedofili, stupratori, torturatori e assassini, se e quando le malefatte, finalmente, emergono alla cronaca. Nessun reo viene giustificato; anzi, quasi sempre una buona fetta dei media, politici e opinione pubblica condannano a priori sulla semplice accusa.

Chiesa

La Chiesa ha coperto e protetto per decenni gli abusi dei suoi preti, come provano non solo le testimonianze delle vittime ma le stesse dichiarazioni del Papa. Scoppiata finalmente la pustola, non vi è stato giornale, uomo politico, organizzazione o movimento che si siano schierati a favore degli accusati e dei rei. Indignazione universale e invocazione di pene severe. Di giustizia.

Scuola

Ogni poche settimane – da anni – emergono prove filmate di abusi e di maltrattamenti su alunni/atleti da parte di insegnanti e di allenatori. Anche qui, nessuna difesa, nessuna giustificazione per gli accusati-rei. Da parte di nessuno. Nessun ministro del Miur o dello Sport ne ha mai preso le difese. Si chiede giustizia.

Case di cura

Con frequenza impressionante – da anni e sempre più – salgono alla cronaca fatti criminosi nelle case di cura/riposo, dove singoli o gruppi di operatori insultano, minacciano, picchiano e seviziano gli ospiti. Ancora una volta nessuno si azzarda a difendere i colpevoli. Nessuno. Nessun ministro, nessun assessore alla Salute è mai intervenuto a difesa degli accusati. Si invoca giustizia.

Polizia

Ogni anno vengono scoperti tra le forze dell’ordine singoli, o piccoli gruppi di uomini passati – diciamo così – dall’altra parte, dediti a truffe, estorsioni, traffici vari e talvolta a furti e rapine. Nessuno li difende. Non si è mai sentito un ministro dell’Interno dire una parola giustificatrice. Mai. Si esige giustizia contro chi infanga la divisa.

Una sola eccezione

Nessun accusato-condannato per reati contro le persone, se compiuto da uomini di Chiesa, da insegnanti, da sanitari, da trainer trova paladini, difensori pubblici e giustificazioni da parte di chicchessia. Nessuno. Neppure gli agenti incriminati per reati contro le cose (truffe, estorsioni, traffici vari…) ne trovano alcuno.

Ma quando vengono accusati di reati contro le persone, immediatamente  media e  politici (di Destra) (°) si fanno avanti a difenderli. Sistematicamente e senza eccezioni. In modo aperto “La polizia deve poter fare il suo mestiere” o subdolo “Sono stati colpiti dei padri di famiglia”(1), come se (non solo gli stessi torturati…!) ma anche quei sanitari, operatori, allenatori, insegnanti che sono rei di lesioni e sevizie …non lo fossero a loro volta. Nessun ministro lo ha mai notato.

Uomini in divisa hanno colpito delle persone? Pronta e immediata scatta la protezione politica agli autori, dimenticandosi che in quel modo hannno davvero infangato la divisa e l’operato dei colleghi onesti e civili.

Quegli agenti dell’ordine pubblico che colpiscono le persone sono i soli – ovunque nel  mondo – a trovare immediata difesa e protezione: mai quando colpiscono il patrimonio (pubblico o privato) ma sempre quando feriscono la dignità, l’onore e il corpo dei cittadini. Mai se pescati con le mani nel sacco, sempre quando picchiano e bastonano (o, come negli USA, semplicemente e banalmente … sparano (2)). Qui non si esige più “giustizia”…

I beni, il patrimonio, le cose – dunque – sono intangibili, sono sacre. Le persone invece sono profanabili. Torturabili, assassinabili. Le pecore nere, i sadici e i carnefici lo sanno. Sanno di avere degli amici, là fuori.

Universo concentrazionario

Quasi 10 milioni di uomini sono reclusi nelle carceri del pianeta (3). La loro dignità e il loro corpo sono a disposizione di chiunque abbia istinti e voglie da carnefice e da omicida. Cosa accadrà nelle galere del mondo? Quanti sono coloro che – in questo istante – urlano sotto le più aberranti torture? Chi li difende?

Se umiliazioni e pestaggi e sevizie nelle carceri ben raramente emergono negli stessi paesi liberaldemocratici dove esistono libertà di parola, stampa e associazione (creando così qualche “rogna” agli autori) cosa accadrà in quei luoghi dove la censura è totale? Dove i rei sanno che non avranno neanche la più piccola “rogna”?

Se il sadismo umano si manifesta negli oratori, nelle scuole, negli spogliatoi pur nella certezza che non ci saranno giustificazioni e sotto la minaccia della condanna penale, cosa accadrà in quella istituzione dove si è certi dell’appoggio politico-mediatico, dove la condanna è improbabile e una vasta solidarietà sociale scontata?

Peggio: cosa accadrà dove questi fatti non appariranno mai sui media perché la libertà di stampa non esiste?

Se già le sanzioni della Legge non sono sufficienti a farci rigare diritto tutti quanti e sempre, cosa accadrà laddove l’impunità è probabile? E cosa poi dove è certa?

Benvenuti all’inferno.


° – Nei paesi liberaldemocratici la Sinistra è più o meno garantista, tanto che viene accusata da Destra di “difendere i delinquenti”.  Nei paesi comunisti invece, senza libertà di stampa, il cittadino (privo di valore individuale) era ovviamente senza alcuna difesa (“diritti formali borghesi”) contro qualsiasi abuso, come auspicato e praticato dalla Destra e in tutti i paesi dittatoriali-totalitari di ogni tempo. / 1- Dichiarazioni dell’ex Ministro degli Interni M. Salvini / 2- Negli USA vengono assassinati per strada dagli agenti circa 1000 cittadini ogni anno.  Ieri (17/10/19) una donna è stata assassinata mentre guardava dalla finestra di casa. / 3- Marzio Barbagli ne calcola 8.600.000. La cifra è quasi certamente errata per difetto come egli stesso ipotizza. Si oscilla tra i 9 e i 10 mln. Uno su quattro negli USA (ca. 2.200.000)

 


I popoli restano

14/10/2019

…gli imperi passano, i califfati passano,

i regni passano, le repubbliche passano…

 I popoli restano

 

Latenti da tempo, in questa stagione storica fioriscono nel mondo e soprattutto in Europa movimenti e partiti che mirano all’indipendenza. In questi giorni i curdi, che vi aspirano da 100 anni, vengono assaltati dalla Turchia, gli indipendendisti catalani vengono condannati a pene severe, il capo della Cina promette di “rompere le ossa e fare a pezzi” i separatisti (tibetani e uiguri e…). In Italia i sudtirolesi cancellano da un documento ufficiale la locuzione “Alto Adige”, dopo che l’Austria ha promesso loro il doppio passaporto, mentre si incontrano a Cosenza tutti i movimenti meridionalisti autonomisti/separatisti. Nel frattempo matura la Brexit che prefigura, all’orizzonte, la secessione della Scozia. In Polonia i c.d. “sovranisti” riconquistano la maggioranza assoluta.

Popoli delle periferie che aspirano a liberarsi del dominio di un potere sentito come estraneo, straniero e nemico. E tentano di farlo in svariati modi, con diverse forme, con variabili conseguenze.  Periferie degli imperi esterni, di quelli interni (gli stati-nazione) e dei semi-imperi (come la UE).

L’indipendenza scalda i cuori perché prefigura e delinea una condizione di adultità, di maturità, di autogoverno integrale di un popolo. L’entrata in prima persona e a pieno titolo nel teatro del mondo e nella Storia (con la maiuscola, appunto).

Ora, non ha importanza il nostro giudizio sulla liceità, la legittimità, la giustificabilità di quelle aspirazioni e di quei tentativi. Il nostro like-dislike non ha la minima importanza (qui, come altrove).

Sull’autolesionismo di quasi tutti quei tentativi ho già messo giù un articolo piuttosto contundente. Si tratta ora di vedere se, qualora ottenuta, la sognata indipendenza sia davvero la condizione di sopravvivenza di un popolo o non piuttosto, un inganno, un idolo vano, una condizione apparente, quasi onirica.

Quanto al presente, solo una domanda: da cosa, da chi e poi come, in quale misura, sotto quali aspetti oggi un popolo di pochi milioni di persone (o anche di svariate decine) può pensare di essere effettivamente indipendente quando paesi di centinaia di milioni non lo sono? Indipendenti in cosa, in che modo, su quali basi…? La risposta è necessariamente articolata e complessa, ma ha un solo esito: l’indipendenza oggi non può essere che limitata, parziale, settoriale pur ammesso che vi sia (come nel caso di grandi entità politiche). In cosa potrebbe davvero essere indipendente la Catalogna se non lo è – e non può esserlo – neppure la Spagna?

Quanto al passato la lezione è chiara. Sono scomparsi imperi e regni e repubbliche di tutti i tipi, le forme e le categorie. Al loro posto altri imperi, altri regni, altre repubbliche …destinati alla medesima fine.

Quel che è rimasto, superando secoli e millenni, sono i popoli. La loro lingua, le loro tradizioni, la loro religione. Non tutti ce l’hanno fatta, è vero. Ma quel che resta del passato è l’insieme dei popoli, di quelle culture che sono state trasmesse di generazione in generazione. Negli imperi tolleranti come in quelli tirannici, nei regni barbari e in quelli civili, nelle repubbliche libere come in quelle repressive.

Se si vuole salvare ciò che è importante – perché è intrinsecamente duraturo – allora va salvata la cultura di ogni popolo, quella che si chiama “identità”. Non quella dello stato-nazione (creatura recente e destinata a scomparire) ma quella delle genti su cui governano gli imperi interni al pari di quelli esterni. Transeunti.

L’indipendenza essenziale, la sola che conti e che sia realtà e non mito, è quella di un popolo che scavalca i secoli irridendo ai regni, agli imperi e alle repubbliche.

Perché tutto passa.

Solo i popoli restano.