Le razze esistono …per fortuna

30/01/2020

ANTIRAZZISMO INGENUO

Bugie falsamente utili, cioè dannose

I razzisti sostengono che le razze esistono, che una è superiore alle altre ed è proprio quella cui appartengono loro stessi. Quello che conta è il terzo punto.

Questa è la tesi del razzismo teorico. Nessun razzista sostiene la diversità delle razze collocando poi se stesso tra quelle inferiori.

Gli antirazzisti hanno tagliato la testa al toro negando semplicemente che le razze esistano, per non dover star là a ragionare sul fatto che anche se esistessero ciò non implicherebbe che una sia superiore alle altre o addirittura dover sottilizzare sul fatto che se anche ve ne fossero di inferiori ciò non autorizza nessuno né a sfruttarle né a eliminarle. Ragionamenti troppo sofisticati per farli valere nel commercio sociopolitico.

Hanno preferito mentire sul complesso che dire la verità su una parte. Ciò avrà giovato all’antirazzismo? Può darsi.

Ma forse no, perché l’esistenza delle razze è di una tale evidenza che la loro negazione aprioristica svuota di valore la posizione di questo antirazzismo ingenuo. Si raccontano balle a fin di bene, ma le bugie ci smascherano come buonisti mentitori. Patetici.

Non è meglio dire la verità? Le razze esistono ma nessuna sta sopra le altre. Se poi anche fosse, questo non giustificherebbe  alcuna rapina né omicidio a danno di individui o di gruppi diversi e “inferiori”. Rapine, umiliazioni, omicidi e i massacri hanno sempre questo nome a prescindere da chi li infligge a chi. Sopra o sotto che stia.

Per giunta è sempre esistito un razzismo pratico del tutto privo di teoria. La teoria razzista è roba ottocentesca, il razzismo è vecchio di millenni.

Peggio: è esistito ed esiste un vasto razzismo senza razza, quello ad es. dei francesi e degli svizzeri e degli americani doc etc. contro gli immigrati italiani e non solo. Negli USA persino contro gli irlandesi che certo non sono una razza diversa dai britons. E quello di certa parte dei settentrionali italiani contro i meridionali non fu e non viene qualificato allo stesso modo? Eppure qui nessuno parla di razza.

Qui è ridicolo parlare di razze, non ne parlano nemmeno i razzisti, che della razza se ne fregano. Il razzismo non ha bisogno delle razze.

Di recente la massima corte israeliana ha autorizzato la verificazione via DNA della discendenza ebraica. Ossia dell’appartenenza alla razza ebraica.

Alcuni si sono scandalizzati, sono gli antirazzisti ingenui che continuano a negare l’evidenza. Sperando di rintuzzare l’odio razziale. Patetici.

Le razze esistono, le ha inventate la natura che ne sa più di noi. Diversità utili nel passato e, per quanto se ne sa, anche ne futuro, specie in un mondo sempre più omogeneizzato. Dico, diversità psicologiche e intellettuali, capaci di preservare e produrre originalità, novità e resistenza contro la standardizzazione planetaria di tutto. Speriamo.

E’ ora di finirla con le “bugie utili” per non rendersi ridicoli e ridicolizzare con ciò il principio base e universale di ogni convivenza: non fare agli altri quello che non…

Tanto ci voleva.

 


La verità su Regeni? Eccola

26/01/2020

Banale verità

Un caso fra tantissimi. Niente di cui …scandalizzarsi

Regeni è stato ammazzato in tutta impunità da agenti di un regime poliziesco e illiberale secondo la regola universale che vede i corpi di polizia liberi di sequestrare, torturare e assassinare qualsiasi cittadino là dove non esistono libertà di stampa, opposizione politica e Stato di Diritto.

Ossia dove non c’é o langue il tanto dannato Liberalismo.

Dove si sa che il sistema politico copre i rei (quando non ne è il diretto mandante) la magistratura obbedisce al governo e gli avvocati sono a loro volta intimiditi o subito incarcerati senza processo.

In Egitto questa è la regola da sempre. Come in moltissimi altri paesi del mondo arabo, in Asia, Africa, Sudamerica di cui non si sa mai nulla. Non lo si sa perché vi domina la censura: ciò garantisce in modo assoluto  che accade.

Non si crederà che i poliziotti di Rio che entrano nelle favelas ad ammazzare chi gli pare vengano incriminati. O che quelli cinesi in Tibet o nello Xin-jiang vengano perseguiti o che quelli di Kim abbiano paura di fare altrettanto o che i gendarmi dei regimi africani evitino torture e omicidi per tema di conseguenze o che i cops-USA che sparano a casaccio per le strade prevedano conseguenze.

Anche in varie parti d’Europa (Russia, Turchia, Ungheria…) gli  agenti sanno di godere di una sostanziale impunità sui delitti contro il corpo dei cittadini, a maggior ragione quando il morto era, forse, oppositore del governo e perciò (sic!) “nemico del Popolo e della Nazione”, “spia dello straniero”, “agente di governi ostili”, “terrorista”, “sovversivo”, “comunista”, “emissario del Papa”, “servo dei padroni”, “sicario dell’imperialismo” “infedele”, “prezzolato dei circoli reazionari d’Occidente”…

Qui va meglio ma non del tutto. Accade che i torturatori dei carcerati pensino di passarla liscia, che agenti bastonino i cittadini certi dell’appoggio di mezza stampa, di mezzo quadro politico e di mezza pubblica opinione (oltreché della loro struttura) aiutate dal “riserbo” vile delle altre metà.

“La polizia deve poter fare il suo mestiere!” Intimidire i cittadini, insultarli, minacciarli. Se capita, ammazzarli (almeno quelli delle classi basse o infime).

Da anni i famigliari di Regeni cercano la verità. La verità è che Giulio è solo uno dei tanti. Né il primo né l’ultimo.

Cercano il come e il perché. Vogliono i nomi dei responsabili. Non li avranno mai.

Ora una domanda cattiva per loro: prima che ammazzassero Giulio, da che parte stavate?

 


Qualcosa

23/01/2020

 

 

E’ possibile che nulla avvenga, che niente mai accada. Così la fisica: “Il tempo è solo una caparbia illusione” (Einstein).

Il Divenire non un film, ma un fotogramma immobile sul quale disegniamo – in un tempo immaginario –  un percorso. L’esperienza.

Tutto dato in unità statica, eterno congelamento del pensabile. Blocco unitario di non-avvenimenti che scavalca l’essere e il non-essere.

Nessuna increspatura del Nulla quindi, né inquietudine del vuoto.

Ciò che è stato è per sempre. Ciò che sarà lo è da sempre. Il futuro è già immortale.

Certo, può essere.

E può non essere.


Nulla

21/01/2020

In morte di E. Severino

Che ogni cosa e la stessa Tuttalità delle cose vengano dal nulla e ci ritornino è altamente probabile. Tutto depone in questo senso.
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Che tutto sia una oscillazione del vuoto è ipotesi fisicamente fondata. Un’incertezza del non-essere, un tremolio del Nulla, che sgorgò in una apparenza fatua e affascinante, immaginosa e tremenda. Un incanto disperante. A tempo determinato.
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Che Severino abbia torto è più che probabile.

Giacché …“La sola cosa che permane è il Mutamento” (Vedanta)
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Che la Tecnica sia la padrona incontrastata del mondo a venire è praticamente certo. Il prodotto si è impossessato del produttore e del pianeta. E’ diventato destino. Prigione eterna, che non lascia quartiere ad alcuna entità vivente.
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Che Severino abbia ragione è più che possibile.


Erotina

05/01/2020

Dipendenze

L’alcohol fa male, già… e crea dipendenza. Quando va bene divora risorse, toglie energie, rende avulsi e improduttivi. Si perde la stima dei famigliari, si diventa scialacquatori e magari iracondi. Se va peggio, si perde il lavoro, si procurano incidenti a sé e agli altri, si causano tragedie con responsabilità civili e penali. Ci si distrugge la vita, si va in rovina. Magari anche in galera. Ci si ammala e si muore anzitempo.

 

La droga fa male, ma guarda un po’. Come l’alcohol, con il vantaggio che tutto il male che ne deriva è intensificato, estremizzato e perciò abbreviato. Il danno è più grande, le conseguenze peggiori, le tragedie più gravi. La vita ancora più corta, la rovina accelerata.
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Sì, anche il tabacco e il gioco fanno danni. Dipendenza, malattie, morte prematura o rovina economica per sé e la famiglia.
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Son tutte cose che piacciono tanto e appunto per ciò ci catturano, ci imprigionano e ci mandano in cenere.

E questa?

Non fa perdere la testa pure questa? Non ci distrae, non ci depista, non ci impone atti inconsulti e scelte folli? Non ci cattura e imprigiona pure questa rendendoci tossici schiavi?
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Se questa non è un allucinogeno, cos’altro è?
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Quanti uomini sono andati in rovina per questa? Quanti hanno sperperato patrimoni, buttato anni di vita, rinunciato a progetti e creazioni, compiuto furti, truffe e rapine. Delitti di ogni genere. Quanti abusi, quante violenze, quanti mali causati dalla medesima obnubilazione, dalla stessa cecità, dallo stesso delirio cui ci inducono le droghe? Quante sofferenze, quante umilizioni, quanti sfruttamenti hanno subito miliardi di uomini a causa di questa droga?
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Che differenza c’è?
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Alcohol, coca, gioco, tabacco creano dipendenza, rovine personali, problemi collettivi e morte: ma l’erotina cosa crea? Libertà, felicità, benessere?

Alcohol, coca, gioco, tabacco portano all’inferno.

Questa invece dove ti ha portato?

In paradiso?


Figli? Senso, altro che miliardi!

30/12/2019

Il denaro non feconda

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La questione demografica sale periodicamente alla cronaca. La malattia sembra incurabile e lo è.

La medicina proposta, guarda un po’, sono le “risorse”. Miliardi. Senza denaro non arrivano i figli.

Senonché, quando questo paese era ben più povero, c’erano figli a valanga. Nessuno se lo ricorda.

Perché il futuro aveva un senso. Ce l’aveva l’allevamento delle nuove generazioni. I padri avevano valore, dignità, forza e prestigio. Le femmine non si vergognavano della pancia. Non avevano i “sogni da realizzare” il “diritto alla carriera”, l’estetica da proteggere. Avevano la vita da dare. Robetta.

Adesso hanno prima di tutto se stesse. In secondo luogo se stesse. Bene.
Per fare figli vogliono “risorse”. Dobloni e sesterzi. Basta lavoro riproduttivo gratuito a favore del capitalismo  machista. Non sono più fattrici del sistema eteropatriarcale. Brave.

Ridotti a mammi di seconda classe, sotto la minaccia di vederseli sequestrare, di doverne mendicare la frequentazione, di doverne comperare l’affetto in concorrenza con la Generatrice, uno dopo l’altro i padri in potenza, gettano la spugna e lasciano i futuribili là dove sono.

E il numero dei nuovi arrivati scema. Inesorabilmente.

Giacché i dollari non hanno mai ingravidato nessuna.

Che strano…


Scuola? Prestigio, altro che soldi!

30/12/2019

Prestigio, non escrementi

 

I materialisti giurano che a determinare le sorti del mondo è il denaro.

I demagoghi sentono che la promessa di altro denaro è la prima seduzione del popolo.

Quella pestilenza del vivere civile “sa”. Come fosse la ricchezza il fondamento delle Civiltà.
Mentre è vero il contrario.

La scuola non ha bisogno di denaro. Ci fu un tempo in cui ne aveva ben meno di adesso, eppure era scuola vera.

Aveva prestigio. Lo studio era un mezzo di avanzamento sociale ed aveva un valore in se stesso. Gli insegnanti erano rispettati da famiglie e allievi, stimati anche se contestati.

Oggi la famiglia giudica sui voti, le sanzioni sono ridotte alla “nota” quasi senza effetto e ciononostante comminata con la paura di ricorsi, convocazioni in presidenza, ammutinamenti di massa. Dentro gli istituti.

Fuori, nel frattempo, la magistratura promuove i bocciati.

Il prestigio, l’autorevolezza, il potere sanzionatorio e persino quello valutativo sono finiti in pezzi. Questa malattia andrebbe curata con i dobloni, secondo materialisti e demagoghi.

La scuola non ha bisogno dello “sterco del diavolo”. No.

Ha bisogno di prestigio e nessuno glielo può dare. Non certo qualche ministrucolo demagogo-materialista, che, lasciato senza i miliardi “risolutori” si dimette. Sostituito da altri quadrupedi, deiezioni del nulla, che ragliano sui media nazionalpopolari con l’applauso delle Accademie.

“Dinero, dinero! Sesterzi e dobloni!”

Andate, correte veloci…
…e non dimenticate lo sciacquone…


Io, personalmente…

28/11/2019

Falsa coscienza universale

Non sto inventando:
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Io, personalmente, sono contrario all’eredità perché è nemica del merito. Finché ci sarà l’eredità il merito vero non sarà mai vincente”.
Così parlò il mio amico Sebastiano R. iscritto ad Alleanza Nazionale.
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“Io, personalmente, sono strafavorevole alla libertà di parola, di stampa e di associazione. Ci mancherebbe!”
Questo mi giurò Aldo M., stalinista dichiarato del Partito Marxista-Leninista Italiano.
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“Io, personalmente, sono favorevole ai diritti riproduttivi maschili. Alla scelta degli UU se diventare padri o meno e sono invece contraria alle quote rosa”.
Questa è invece Michela, femminista praticante.
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Al primo risposi: “Alla prossima riunione di AN, proponi di abolirla.. poi mi riferisci…”.
Agli altri non risposi.

E’ così che gli umani si chiamano fuori dalle sopraffazioni delle politiche che essi stessi appoggiano, è così che sgusciano dalle loro responsabilità, si divincolano dalle contraddizioni, si fanno beffe degli interlocutori, vincono i dibattiti.
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E’ così che si assolvono. Innocenti.


Il patriota. Il nazionalista

23/11/2019

Nazionalisti:  nemici della Patria.

Di tutte le Patrie.

Patriota è colui per il quale la Patria è sacra. La sua e quella degli altri.
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Patria, cioè lingua, tradizioni di ogni tipo, arte, cultura, folklore così come sono venuti formandosi nel corso dei secoli, ricevuti dagli ascendenti e rinnovate dai contemporanei.
La difende dalle invasioni armate, ma anche da quelle senz’armi, dalle infiltrazioni culturali subdole che a poco a poco sbiadiscono e cancellano i caratteri della propria.
Senza per questo bandire influssi ed elementi estranei, di cui peraltro la sua cultura già porta tracce secolari e della quale, simmetricamente, si trovano riverberi nelle culture altrui. Uno scambio alla pari.
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Nazionalista è colui per il quale la sola Patria sacra è la sua. Le altre, non appena se ne ha la forza, vanno profanate. Invase, sottomesse, derubate. I suoi abitanti minacciati, umiliati, sfrutttati. Ammazzati. La loro lingua emarginata o bandita, le loro tradizioni irrise e vietate.
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Il nazionalista si maschera da patriota e si capisce perché. Non solo mente agli altri, ma prima a se stesso. Grida “La Patria è sacra!” anziché dire:”La mia e solo la mia lo è. La vostra è profanabile!“.
Si ferma ai confini della sua, se non può andare oltre. Se invece può, non si ferma mai. Invade tutte le Patrie possibili.
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Il patriota si ferma ai confini della propria, ed è qui che il nazionalista lo bolla come vile, alleato dei nemici, traditore. Se può, lo ammazza.
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Il patriota distingue tra i patrioti e i nazionalisti dell’altra Patria. Il nazionalista no.
Per lui tutti gli altri sono “nemici” da cui bisogna difendersi, invadendo la loro Patria. Non condannerà mai i nazionalisti oltreconfine, quelli che hanno la sua stessa malattia. Non lo farà perché svelerebbe la sua stessa lebbra. Dirà che tutti gli altri sono “nemici”. Non svelerà mai, neppure a se stesso, che i potenziali invasori della sua terra hanno il medesimo virus: il nazionalismo. Che sono nazionalisti come lui, per caso nati in patrie diverse.
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Il nazionalista italiano non griderà mai che i nazionalisti austriaci sono canaglie. Come lui. Dirà che lo sono “…gli austriaci”. Tutti gli austriaci.
Il nazionalista austriaco non dirà che lo sono quelli italiani. Suoi pari.

I nazionalisti nascondono persino il bubbone che suppura nei nemici, perché è quello stesso che ammorba loro.

Due casi.
Clamorosi.

Sud-Tirolo
A due passi da qui, nel Sud-tirolo, trecentomila austriaci vivono contro la loro volontà in territorio italiano. Provincia occupata alla fine della I GM dalla nascente piccola potenza italiana, entrata in guerra per liberare le terre occupate da una potenza straniera. Appena ne ebbe la forza fece la stessa cosa a danno altrui. Chi non voleva stranieri sulla sua terrra, subito divenne straniero invasore.
Cesare Battisti, che era un patriota, disse. “Abbiamo combattuto per liberare Trento e Trieste dallo straniero, non per occupare Bolzano e le terre degli altri!”.
I patrioti, come Battisti, persero, i nazionalisti vinsero. Gli invasi, gli italiani, appena poterono si trasformarono in invasori. Gli ex oppressori, divenuti deboli, in sottomessi.
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Dalmazia
I profughi Dalmati, a loro volta trecentomila, sognano da 75 anni quello che definiscono “Immancabile ritorno!”. Espulsi brutalmente dalla loro terra, allorché coloro che avevano subito l’occupazione italiana (gli Slavi) divennero forti abbastanza da rendere la pariglia. I carnefici (“Qui non si ammazza abbastanza!”) divennero vittime e le vittime carnefici.
Il nazionalista si maschera da patriota, non denuncia i nazionalisti dell’altra parte, per non tradire se stesso.
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I nostri nazionalisti sono nemici delle patrie altrui. Quelli degli altri paesi sono nemici della nostra.

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I nazionalisti sono nemici della Patria. Di tutte le Patrie.


Stato di Diritto

18/11/2019

Stato di Diritto

Viva l’Italia …finché dura

Esclusa l’estrema Destra, che non vi fa mai riferimento (…e si capisce perché) tutti si dichiarano paladini dello Stato di Diritto, compresa la Sinistra marxista-comunista (che peraltro lo abolisce quando va al potere).
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Non sarebbe male chiarire cosa sia. E’ quella condizione nella quale i dipendenti dello Stato (funzionari in generale e agenti dell’ordine in particolare) sono soggetti alla legge nel senso che, quando la violano, possono essere effettivamente denunciati e vengono realmente perseguiti.
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Qui bisogna stare in campana, perché tutti gli Stati del mondo oggi stabiliscono che funzionari e agenti devono rispettare la legge (figuriamoci….!) legge che ovviamente protegge ovunque i cittadini (formalmente). Quello non è lo Stato di Diritto, ne è solo una precondizione che diventa, quasi universalmente, una maschera.

Anche in Egitto – per dire – funzionari e agenti “devono rispettare la legge”. Se però non la rispettano …non vengono perseguiti. Anzi, non possono neppure venir querelati. Chi ci prova va in galera, insieme al suo avvocato.

Anche oltreoceano esiste formalmente lo S.d.D. senonché ogni anno 1.000 americani vengono ammazzati per le strade. Il che indica che… si può farlo impunemente, che le denunce sono futili e finiscono nel cestino.

Esistono però paesi nei quali lo S.d.D. è reale, con gradazioni diverse, beninteso, e sempre ben lungi dall’essere perfetto. E’ reale dove i cittadini malmenati, minacciati, insultati, percossi, torturati o ammazzati da agenti trovano effetivamente giustizia. Questi paesi sono una minoranza. In questa minoranza c’è l’Italia. Viva l’Italia!

Non che tutti i reati commessi vengano poi sanzionati, tuttavia vi è qui la possibilità di denunciarli, con la conseguenza che i colpevoli vanno incontro, quantomeno, a qualche “rogna”. E può accadere che vengano condannati. Ciò raffredda i bollenti spiriti degli eventuali emulatori che non vengono frenati dalla Legge, ma dalle sentenze di condanna. Se vengono emesse.

Condizione necessaria – ma non sufficiente – di tali rare condanne non è l’esistenza della legge (che c’è ovunque) ma della libertà di stampa e di associazione. Dove queste non ci sono, funzionari e agenti hanno mano libera. Ovviamente contro i normali cittadini, perché contro gli uomini di potere e dell’élite non agiscono mai. Non lo hanno mai fatto in nessun luogo negli ultimi millenni, anche in assenza di qualsiasi legge dissuasiva.

Le classi agiate non hanno mai avuto bisogno della legge per essere al riparo dagli abusi dello Stato (ossia, dei suoi rappresentanti).  Anche là dove esiste lo S.d.D. gli “eletti” non hanno bisogno di ricorrervi, giacché sono rispettati nel corpo e nell’onore per il semplice fatto di stare lassù.

Il figlio di un grande avvocato – anche se supertossico e delinquente – non verrà minacciato. E non morirà per le percosse. Questi sono “danni collaterali” che la droga non gli procurerà, diversamente da ciò che può accadere ai normali cittadini. Solo per questi, la droga produce altri danni, anche perché qualcuno – magari un futuro Capo del Governo – legittima gli agenti a infliggerli.

Viviamo in un paese dove vige  -parzialmente – lo Stato di Diritto. Viva l’Italia!

Fino al giorno in cui qualche amico del popolo, difensore della libertà e …paladino dello Stato di Diritto, lo cancellerà.

.                           Già tanto …a lei non serve