Il trionfo dell’immortalità

22/03/2020

 

Una controverità stupefacente

Tutto il mondo sa e giura e proclama da decenni che l’economia, gli interessi del sistema capitalistico, insomma il profitto è il Dio planetario della nostra Era cui ogni cosa, ogni bene, ogni altro valore è sottomesso.

Dall’avventore del bar sottocasa ai massimi filosofi dell’Occidente, tutti, senza eccezione, denunciano quel dominio assoluto.

Verità elementare, inconfutata, incontrovertibile, su cui non è ammesso il minimo dubbio.

Senonché…

Senonché assistiamo ad una crisi del sistema che non ha precedenti. Caduta libera delle Borse, tracollo di interi settori economici. Governi liberisti che puntano a nazionalizzare aziende colossali, ipotesi di chiusura delle Borse, crollo del PIL, vincoli ferrei di bilancio che fondono come burro, azzeramento dei redditi di intere categorie socioeconomiche nel commercio, nelle professioni liberali, nell’artigianato, nel turismo, equilibri regionali e mondiali in bilico e via elencando.

Lo sconvolgimento è impressionante. Ha chiuso persino Las Vegas…

Tutto ciò per cosa? A che fine, perché?

Per conservare in vita, (in ciascun paese) alcune decine o qualche centinaio di migliaia di persone che in altri tempi e in altri luoghi, sotto un qualsiasi altro sistema, verrebbero mestamente salutate con un doloroso addio. 

Persone da millenni qualificate come nonni, in piccola parte, e in massima parte come bisnonni o trisnonni addirittura, tuttora in vita in forza delle conquiste della Tecnica, senza la quale non sarebbero giunti a quella età. Questi noi vogliamo salvare. Insieme ad essi altri più giovani, ossia, un po’ meno vecchi ma con patologie tali per cui, senza la Tecnica, sarebbero già morti.

Sono sotto minaccia nella mia famiglia mia madre con i suoi 94 anni. Mia cognata già salvata da un ictus grazie agli elicotteri del 118 e agli stent della nuova chirurgia e che vive di cortisone, mio fratello diabetico che va avanti ad insulina come mio cognato, l’altro cognato che con l’elettronica in corpo sopravvive alle sue 750.000 sigarette e ai suoi 115 chili. Sono a rischio perché sono vivi. Senza l’odiata Tecnica, sarebbero già morti.

Adesso, per salvare loro e altri come loro, l’intera economia della Tecnica viene fermata. Da quali forze? Chi ha ordinato ai governi di paralizzare il Dio dell’Occidente? Quale forza è entrata in campo?

Un valore morale: non vogliano che i malati e i vecchi se ne vadano. Vogliamo fare ogni cosa per salvarli, anche a costo di mandare in pezzi il supposto idolo del PIL e azzerare i profitti. 

Ma non erano questi gli Déi dell’Occidente? Non era la materia a dominare il mondo come ci insegnarono i nostri cattivi maestri? 

No.  E’ alcunché di immateriale, impalpabile, invisibile. Erano i valori, oggi questo valorevogliamo l’immortalità (almeno temporanea),  siamo disposti a tutto per essa e ci danniamo perché la Tecnica non regala ancora anni a coloro che madre natura da tempo richiama a sé.

Per garantire l’immortalità ai mortali, abbiamo costretto all’abdicazione quello che era il Dio Occidentale. Quel che credevamo fosse Dio.  Non lo era. Non lo è.

Un valore ha fermato il mondo e nulla il dollaro poté.

Come se avesse ragione Nietzsche là dove sentenzia che nulla è più potente della morale.

“…nessuna maggiore potenza trovò Zarathustra sulla Terra che quella del Bene e del Male.”

I materialisti sono serviti.

 


Eravamo immortali

20/03/2020

Eravamo…

La neocorteccia lo sapeva. Anche il profondo di noi l’ha sempre saputo.

Ma tra la prima e il secondo, nel territorio nebbioso della semicoscienza, ci cullavamo nel sogno folle, eppure in qualche modo fondato, dell’immortalità.

La Tecnica ci aveva drogati con la somma stupefacente dei suoi trionfi.

Dalla penicillina alla pandemia, l’incantesimo si è spezzato. Il delirio onirico è evaporato.

L’immortalità è finita. 


L’Era degli sprovveduti: i maschi

17/02/2020

…è solo un’ipotesi

C’è chi ha periodizzato la storia in 4 grandi Età.

Quella Mitologica durata decine di migliaia di anni, fino al sorgere delle grandi religioni che hanno formato il mondo antico con la loro età Teologica.

La terza sarebbe stata quella Ideologica, durata pochi secoli e chiusasi con la fine dell’idea di Rivoluzione. A questa seguirebbe l’età Psicologica, nella quale staremmo entrando in questi decenni.

Molti elementi inducono a dar credito a questa prospettiva e molti altri suggeriscono che essa sia, delle quattro, quella meno confacente alla polarità maschile, non sia un prodotto maschile e trovi gli uomini del tutto spiazzati.

Chi è proiettato da madre natura verso l’esterno, verso il cosmo, non può al tempo stesso essere orientato verso l’interno, attento alle dinamiche interiori. Sue e altrui, dei singoli e dei gruppi.

Questa quarta Età, se fosse, sarebbe allora di polarità femminile. Una stagione storica dalle forme e dalla durata imprevedibili, di fronte alla quale la massa maschile minaccia di essere del tutto sprovvista di strumenti di comprensione e di azione. Spiazzata e spaesata, disorientata e confusa.

Un altro mondo mai visto e, per gli uomini, impensabile. Sconcertante.

E’ un’ipotesi. Scartarla a priori potrebbe rivelarsi un errore. Qui siamo in bilico tra un abbaglio e uno sbaglio, giacché…

…può non essere, ma potrebbe essere davvero…


Le razze esistono …per fortuna

30/01/2020

ANTIRAZZISMO INGENUO

Bugie falsamente utili, cioè dannose

I razzisti sostengono che le razze esistono, che una è superiore alle altre ed è proprio quella cui appartengono loro stessi. Quello che conta è il terzo punto.

Questa è la tesi del razzismo teorico. Nessun razzista sostiene la diversità delle razze collocando poi se stesso tra quelle inferiori.

Gli antirazzisti hanno tagliato la testa al toro negando semplicemente che le razze esistano, per non dover star là a ragionare sul fatto che anche se esistessero ciò non implicherebbe che una sia superiore alle altre o addirittura dover sottilizzare sul fatto che se anche ve ne fossero di inferiori ciò non autorizza nessuno né a sfruttarle né a eliminarle. Ragionamenti troppo sofisticati per farli valere nel commercio sociopolitico.

Hanno preferito mentire sul complesso che dire la verità su una parte. Ciò avrà giovato all’antirazzismo? Può darsi.

Ma forse no, perché l’esistenza delle razze è di una tale evidenza che la loro negazione aprioristica svuota di valore la posizione di questo antirazzismo ingenuo. Si raccontano balle a fin di bene, ma le bugie ci smascherano come buonisti mentitori. Patetici.

Non è meglio dire la verità? Le razze esistono ma nessuna sta sopra le altre. Se poi anche fosse, questo non giustificherebbe  alcuna rapina né omicidio a danno di individui o di gruppi diversi e “inferiori”. Rapine, umiliazioni, omicidi e i massacri hanno sempre questo nome a prescindere da chi li infligge a chi. Sopra o sotto che stia.

Per giunta è sempre esistito un razzismo pratico del tutto privo di teoria. La teoria razzista è roba ottocentesca, il razzismo è vecchio di millenni.

Peggio: è esistito ed esiste un vasto razzismo senza razza, quello ad es. dei francesi e degli svizzeri e degli americani doc etc. contro gli immigrati italiani e non solo. Negli USA persino contro gli irlandesi che certo non sono una razza diversa dai britons. E quello di certa parte dei settentrionali italiani contro i meridionali non fu e non viene qualificato allo stesso modo? Eppure qui nessuno parla di razza.

Qui è ridicolo parlare di razze, non ne parlano nemmeno i razzisti, che della razza se ne fregano. Il razzismo non ha bisogno delle razze.

Di recente la massima corte israeliana ha autorizzato la verificazione via DNA della discendenza ebraica. Ossia dell’appartenenza alla razza ebraica.

Alcuni si sono scandalizzati, sono gli antirazzisti ingenui che continuano a negare l’evidenza. Sperando di rintuzzare l’odio razziale. Patetici.

Le razze esistono, le ha inventate la natura che ne sa più di noi. Diversità utili nel passato e, per quanto se ne sa, anche ne futuro, specie in un mondo sempre più omogeneizzato. Dico, diversità psicologiche e intellettuali, capaci di preservare e produrre originalità, novità e resistenza contro la standardizzazione planetaria di tutto. Speriamo.

E’ ora di finirla con le “bugie utili” per non rendersi ridicoli e ridicolizzare con ciò il principio base e universale di ogni convivenza: non fare agli altri quello che non…

Tanto ci voleva.

 


La verità su Regeni? Eccola

26/01/2020

Banale verità

Un caso fra tantissimi. Niente di cui …scandalizzarsi

Regeni è stato ammazzato in tutta impunità da agenti di un regime poliziesco e illiberale secondo la regola universale che vede i corpi di polizia liberi di sequestrare, torturare e assassinare qualsiasi cittadino là dove non esistono libertà di stampa, opposizione politica e Stato di Diritto.

Ossia dove non c’é o langue il tanto dannato Liberalismo.

Dove si sa che il sistema politico copre i rei (quando non ne è il diretto mandante) la magistratura obbedisce al governo e gli avvocati sono a loro volta intimiditi o subito incarcerati senza processo.

In Egitto questa è la regola da sempre. Come in moltissimi altri paesi del mondo arabo, in Asia, Africa, Sudamerica di cui non si sa mai nulla. Non lo si sa perché vi domina la censura: ciò garantisce in modo assoluto  che accade.

Non si crederà che i poliziotti di Rio che entrano nelle favelas ad ammazzare chi gli pare vengano incriminati. O che quelli cinesi in Tibet o nello Xin-jiang vengano perseguiti o che quelli di Kim abbiano paura di fare altrettanto o che i gendarmi dei regimi africani evitino torture e omicidi per tema di conseguenze o che i cops-USA che sparano a casaccio per le strade prevedano conseguenze.

Anche in varie parti d’Europa (Russia, Turchia, Ungheria…) gli  agenti sanno di godere di una sostanziale impunità sui delitti contro il corpo dei cittadini, a maggior ragione quando il morto era, forse, oppositore del governo e perciò (sic!) “nemico del Popolo e della Nazione”, “spia dello straniero”, “agente di governi ostili”, “terrorista”, “sovversivo”, “comunista”, “emissario del Papa”, “servo dei padroni”, “sicario dell’imperialismo” “infedele”, “prezzolato dei circoli reazionari d’Occidente”…

Qui va meglio ma non del tutto. Accade che i torturatori dei carcerati pensino di passarla liscia, che agenti bastonino i cittadini certi dell’appoggio di mezza stampa, di mezzo quadro politico e di mezza pubblica opinione (oltreché della loro struttura) aiutate dal “riserbo” vile delle altre metà.

“La polizia deve poter fare il suo mestiere!” Intimidire i cittadini, insultarli, minacciarli. Se capita, ammazzarli (almeno quelli delle classi basse o infime).

Da anni i famigliari di Regeni cercano la verità. La verità è che Giulio è solo uno dei tanti. Né il primo né l’ultimo.

Cercano il come e il perché. Vogliono i nomi dei responsabili. Non li avranno mai.

Ora una domanda cattiva per loro: prima che ammazzassero Giulio, da che parte stavate?

 


Qualcosa

23/01/2020

 

 

E’ possibile che nulla avvenga, che niente mai accada. Così la fisica: “Il tempo è solo una caparbia illusione” (Einstein).

Il Divenire non un film, ma un fotogramma immobile sul quale disegniamo – in un tempo immaginario –  un percorso. L’esperienza.

Tutto dato in unità statica, eterno congelamento del pensabile. Blocco unitario di non-avvenimenti che scavalca l’essere e il non-essere.

Nessuna increspatura del Nulla quindi, né inquietudine del vuoto.

Ciò che è stato è per sempre. Ciò che sarà lo è da sempre. Il futuro è già immortale.

Certo, può essere.

E può non essere.


Nulla

21/01/2020

In morte di E. Severino

Che ogni cosa e la stessa Tuttalità delle cose vengano dal nulla e ci ritornino è altamente probabile. Tutto depone in questo senso.
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Che tutto sia una oscillazione del vuoto è ipotesi fisicamente fondata. Un’incertezza del non-essere, un tremolio del Nulla, che sgorgò in una apparenza fatua e affascinante, immaginosa e tremenda. Un incanto disperante. A tempo determinato.
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Che Severino abbia torto è più che probabile.

Giacché …“La sola cosa che permane è il Mutamento” (Vedanta)
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Che la Tecnica sia la padrona incontrastata del mondo a venire è praticamente certo. Il prodotto si è impossessato del produttore e del pianeta. E’ diventato destino. Prigione eterna, che non lascia quartiere ad alcuna entità vivente.
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Che Severino abbia ragione è più che possibile.


Erotina

05/01/2020

Dipendenze

L’alcohol fa male, già… e crea dipendenza. Quando va bene divora risorse, toglie energie, rende avulsi e improduttivi. Si perde la stima dei famigliari, si diventa scialacquatori e magari iracondi. Se va peggio, si perde il lavoro, si procurano incidenti a sé e agli altri, si causano tragedie con responsabilità civili e penali. Ci si distrugge la vita, si va in rovina. Magari anche in galera. Ci si ammala e si muore anzitempo.

 

La droga fa male, ma guarda un po’. Come l’alcohol, con il vantaggio che tutto il male che ne deriva è intensificato, estremizzato e perciò abbreviato. Il danno è più grande, le conseguenze peggiori, le tragedie più gravi. La vita ancora più corta, la rovina accelerata.
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Sì, anche il tabacco e il gioco fanno danni. Dipendenza, malattie, morte prematura o rovina economica per sé e la famiglia.
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Son tutte cose che piacciono tanto e appunto per ciò ci catturano, ci imprigionano e ci mandano in cenere.

E questa?

Non fa perdere la testa pure questa? Non ci distrae, non ci depista, non ci impone atti inconsulti e scelte folli? Non ci cattura e imprigiona pure questa rendendoci tossici schiavi?
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Se questa non è un allucinogeno, cos’altro è?
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Quanti uomini sono andati in rovina per questa? Quanti hanno sperperato patrimoni, buttato anni di vita, rinunciato a progetti e creazioni, compiuto furti, truffe e rapine. Delitti di ogni genere. Quanti abusi, quante violenze, quanti mali causati dalla medesima obnubilazione, dalla stessa cecità, dallo stesso delirio cui ci inducono le droghe? Quante sofferenze, quante umilizioni, quanti sfruttamenti hanno subito miliardi di uomini a causa di questa droga?
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Che differenza c’è?
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Alcohol, coca, gioco, tabacco creano dipendenza, rovine personali, problemi collettivi e morte: ma l’erotina cosa crea? Libertà, felicità, benessere?

Alcohol, coca, gioco, tabacco portano all’inferno.

Questa invece dove ti ha portato?

In paradiso?


Figli? Senso, altro che miliardi!

30/12/2019

Il denaro non feconda

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La questione demografica sale periodicamente alla cronaca. La malattia sembra incurabile e lo è.

La medicina proposta, guarda un po’, sono le “risorse”. Miliardi. Senza denaro non arrivano i figli.

Senonché, quando questo paese era ben più povero, c’erano figli a valanga. Nessuno se lo ricorda.

Perché il futuro aveva un senso. Ce l’aveva l’allevamento delle nuove generazioni. I padri avevano valore, dignità, forza e prestigio. Le femmine non si vergognavano della pancia. Non avevano i “sogni da realizzare” il “diritto alla carriera”, l’estetica da proteggere. Avevano la vita da dare. Robetta.

Adesso hanno prima di tutto se stesse. In secondo luogo se stesse. Bene.
Per fare figli vogliono “risorse”. Dobloni e sesterzi. Basta lavoro riproduttivo gratuito a favore del capitalismo  machista. Non sono più fattrici del sistema eteropatriarcale. Brave.

Ridotti a mammi di seconda classe, sotto la minaccia di vederseli sequestrare, di doverne mendicare la frequentazione, di doverne comperare l’affetto in concorrenza con la Generatrice, uno dopo l’altro i padri in potenza, gettano la spugna e lasciano i futuribili là dove sono.

E il numero dei nuovi arrivati scema. Inesorabilmente.

Giacché i dollari non hanno mai ingravidato nessuna.

Che strano…


Scuola? Prestigio, altro che soldi!

30/12/2019

Prestigio, non escrementi

 

I materialisti giurano che a determinare le sorti del mondo è il denaro.

I demagoghi sentono che la promessa di altro denaro è la prima seduzione del popolo.

Quella pestilenza del vivere civile “sa”. Come fosse la ricchezza il fondamento delle Civiltà.
Mentre è vero il contrario.

La scuola non ha bisogno di denaro. Ci fu un tempo in cui ne aveva ben meno di adesso, eppure era scuola vera.

Aveva prestigio. Lo studio era un mezzo di avanzamento sociale ed aveva un valore in se stesso. Gli insegnanti erano rispettati da famiglie e allievi, stimati anche se contestati.

Oggi la famiglia giudica sui voti, le sanzioni sono ridotte alla “nota” quasi senza effetto e ciononostante comminata con la paura di ricorsi, convocazioni in presidenza, ammutinamenti di massa. Dentro gli istituti.

Fuori, nel frattempo, la magistratura promuove i bocciati.

Il prestigio, l’autorevolezza, il potere sanzionatorio e persino quello valutativo sono finiti in pezzi. Questa malattia andrebbe curata con i dobloni, secondo materialisti e demagoghi.

La scuola non ha bisogno dello “sterco del diavolo”. No.

Ha bisogno di prestigio e nessuno glielo può dare. Non certo qualche ministrucolo demagogo-materialista, che, lasciato senza i miliardi “risolutori” si dimette. Sostituito da altri quadrupedi, deiezioni del nulla, che ragliano sui media nazionalpopolari con l’applauso delle Accademie.

“Dinero, dinero! Sesterzi e dobloni!”

Andate, correte veloci…
…e non dimenticate lo sciacquone…