Davide Stasi: mille giorni di fuoco

La fucilazione di Davide

Hanno silenziato Davide Stasi. Perché rappresentava un pericolo, ovviamente.
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Nel volgere di pochissimo tempo (un paio di anni) si era trasformato nel nucleo di coagulazione di migliaia di uomini (e di non poche donne). Alla fine del terzo è stato giustiziato.
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Il numero dei follower lo aveva lanciato oltre l’anonimato e aveva provocato la tracimazione della sua voce dall’alveo del rumore di fondo. Minacciava di dilagare. Bisognava fermarlo.
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Siamo impegnati in molti nella battaglia per gli UU da decenni, nessuno aveva ottenuto tanto, Davide c’è riuscito. Per tre motivi.
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Primo, per la sua complessiva bravura, il talento letterario, il suo scrupolo analitico, la prontezza di risposta alla cronaca, la rara energia immessa nella redazione degli interventi, nella gestione delle relazioni e dei rapporti, il coraggio e la capacità di organizzare inizitiave, la capacità di autocritica allietata da un velo di ingenuità corroborante che lo rendeva simpatico e via elencando.
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Secondo, perché i tempi sono mutati e qualcosa continua a cambiare nel mondo maschile e non solo. Il terreno fertile si espande di giorno in giorno, il numero di chi non ne può più cresce costantemente. Anche il lavoro svolto da tutti gli attivisti del Momas in questi decenni ha avuto il suo ruolo.
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Terzo. Ha incluso la QM in una dimensione più vasta, di ordine politico, contestualizzandola nell’area dell’opposizione antiglobalista, anticosmopolita, non lontana dalle posizioni c.d. “sovraniste” che oggi acquistano ampio consenso.
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Questi tre fattori lo hanno lanciato oltre i confini del web. Le Ariane ne hanno percepito la pericolosità. Si sono mosse e lo hanno fucilato.
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Il dizionario abbonda di termini per qualificarle. Scelgano esse stesse i più confacenti e se li spalmino sull’anima maleodorante.
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Quanto a Davide, che esce dal campo vittorioso, non abbandona il campionato ed è ingaggiato con noi a vita. Non giocherà altrove.
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Perciò “state serene”, voi padrone del presente, perché …a volte ritornano.
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Io e tanti altri, nel frattempo, restiamo. E altri ancora verranno.
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La lotta continua… state serene.

2 Responses to Davide Stasi: mille giorni di fuoco

  1. wignersfr ha detto:

    Eppure, questo ennesimo linciaggio fascista virtuale potrebbe davvero segnare il nuovo inizio che aspettiamo. Semen est sanguis Christianorum.

  2. armando ha detto:

    opporsi al femminismo globalista e cosmpolita implica anche questo, alla faccia della così detta democrazia del web. D’altra parte, quando i social sono gestiti da privati, è ovvio che succeda. Ognuno persegue il suo disegno ideologico, e quello dei gestori del social sappiamo bene qual’è. E’ una lotta di lunga durata il cui esito è imprevedibile. Tutto lascia pensare chè sia impossibile oppporsi a tanta potenza di fuoco, ma il mondo è imprevedibile, e chissà se con l’ottimismo della volontà non si possa ribaltare un esito che appare scontato.

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